L'armata Brancaleone: il film "maschilista" di Monicelli finito nel dizionario

L'armata Brancaleone: il film 'maschilista' di Monicelli finito nel dizionario
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Questa sera su Rai Movie va in onda L'armata Brancaleone, uno dei film più noti della commedia italiana diretto nel 1966 dal compianto Mario Monicelli. In questa celebre pellicola il regista descrive il Medioevo degli straccioni, inventando per l'occasione un linguaggio totalmente nuovo fatto di dialetti, latino maccheronico e neologismi.

Visto il grande successo di questo film, l'antonomasia "armata Brancaleone" è entrata nel linguaggio comune ed è anche divenuta parte di diversi dizionari della lingua italiana. La locuzione indica una pittoresca accozzaglia di persone dalle idee confuse e poco organizzate.

Nonostante L'armata Brancaleone sia un vero e proprio cult del cinema italiano, Catherine Spaak non conserva un ricordo positivo della partecipazione a questa produzione che ha definito più volte come maschilista: "Sul set c’ero io, la sarta, la segretaria di produzione, poche donne il resto erano solo uomini ed erano tutti attori importanti...io all’epoca ero ancora, si può dire, un’esordiente, poco più di una ragazzina. Non parlavo ancora molto bene l’italiano e, quando arrivavo presto nel luogo delle riprese, cominciavano a prendermi in giro, mi apostrofavano in maniera pesante... alcuni erano scatenati: vero e proprio bullismo. Facevano di tutto per mettermi in imbarazzo e io mi sentivo fuori luogo, angosciata, ho memoria di un periodo difficile, una lavorazione del film tutt’altro che piacevole".

Spaak ha anche dichiarato di essere stata apostrofata da Gassman in maniera poco carina sul set di questo film. Sembra inoltre che Monicelli non fosse particolarmente convinto di Gian Maria Volontè.

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