André Øvredal sull'adattamento de La Lunga Marcia: "Claustrofobia in stile Stephen King"

André Øvredal sull'adattamento de La Lunga Marcia: 'Claustrofobia in stile Stephen King'
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Qualche settimana fa vi avevamo confermato che il regista André Øvredal dirigerà La Lunga Marcia, nuovo horror-thriller della New Line Cinema basato sull'omonimo romanzo del 1979 scritto da Stephen King.

Ora, in un'intervista promozionale per Scary Stories To Tell In The Dark, nuovo film del cineasta norvegese prodotto da Guillermo Del Toro e in arrivo nelle sale, Øvredal ha parlato per la prima volta de La Lunga Marcia, spiegando quali sono le sue intenzioni per questo adattamento, ritenuto dai più particolarmente difficile: il romanzo, infatti, vero e proprio precursore dei battle royale distopici come Hunger Games o appunto Battle Royale - racconta, sostanzialmente, una dura competizione nella quale bisogna raggiungere un punto a da un punto b solo camminando, ma senza mai rallentare l'andatura o fermarsi ... pena la morte.

"Sarà un film molto claustrofobico perché, fondamentalmente, non si abbandona mai quella strada" ha spiegato il regista. "Penso che lo studio abbia davvero apprezzato il mio lavoro su Autopsy e l’abbiano messo in relazione a questo film perché entrambe le storie raccontano delle vicende molto intime. Sei in viaggio con questi ragazzini e anche se sono circondati dalla natura e non da semplici pareti, questa rimane comunque una variazione che non toglie nulla alle note claustrofobiche del film."

L'autore ha anche raccontato il suo rapporto con il libro originale di Stephen King.

"In una certa maniera il libro parla della lunga marcia della vita. Vedi i tuoi amici e i tuoi familiari che ti abbandonano mentre compi questo viaggio chiamato vita, c’è una profonda connessione umana con questi ragazzini che si ritrovano a vivere questa esperienza. Per un regista è interessantissimo avere l’opportunità di esplorare una vicenda che è allo stesso tempo umana e crudele Ammiro tantissimo Stephen King per essere riuscito a comprendere così tanto della natura umana quando aveva appena 18, 19 anni. È una storia adulta, ma scritta con la prospettiva di un giovane, probabilmente collegata ai timori della Guerra del Vietnam, la paura di essere spedito al fronte."

Vi ricordiamo che la New Line, già produttrice di IT, è al lavoro su un adattamento di Salem's Lot. Per altri aggiornamenti, vi rimandiamo infine al trailer di Scary Stories To Tell In The Dark.

FONTE: RM
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