C'era una Volta in America, Sergio Leone sul 'vero' Noodles: 'Colpito dalla sua vanità'

C'era una Volta in America, Sergio Leone sul 'vero' Noodles: 'Colpito dalla sua vanità'
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Se Robert De Niro ha potuto offrirci una delle sue interpretazioni più memorabili nei panni di David 'Noodles' Aaronson, lo si deve sì al talento dell'attore e alla bravura di Sergio Leone, ma anche al resoconto autobiografico e dettagliato di Harry Grey, l'uomo che con il suo romanzo The Hoods ispirò C'era una Volta in America.

Ex-criminale e scrittore, Grey incontrò Sergio Leone quando il regista italiano era impegnato nella produzione di quello che da molti viene ritenuto il suo capolavoro: un incontro di cui il cineasta romano fece tesoro, cogliendo immediatamente i lati più interessanti e cinematografici della personalità dell'uomo che aveva di fronte.

"Il grottesco realismo di questo anziano gangster che, al tramonto della sua esistenza, continuava ad utilizzare questo repertorio di citazioni cinematografiche, di gesti e parole che erano stati visti e sentite mille volte sul grande schermo, stimolò la mia curiosità e mi affascinò. Fui colpito dalla vanità di questo sforzo, ma anche dalla magnificenza del suo fallimento" furono le parole di Sergio Leone al riguardo.

Con un soggetto simile a fare da base di partenza e il talento di un regista come Leone e di un cast al massimo del suo splendore, era praticamente impossibile non tirar fuori un film epocale! Leone, comunque, rischiò anche di commettere degli sbagli, ad esempio quello di rifiutare la colonna sonora di Ennio Morricone.