Amber Heard, l'avvocata Bredehoft la difende: "Demonizzata sui social, giuria influenzata"

Amber Heard, l'avvocata Bredehoft la difende: 'Demonizzata sui social, giuria influenzata'
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In seguito all'atteso verdetto del processo tra Johnny Depp e Amber Heard, parla per la prima volta l'avvocata della difesa dell'attrice: Elaine Bredehoft sostiene che Amber Heard sia stata "demonizzata" e che "è possibile che i giurati siano stati influenzati" dai contenuti sui social media pro-Johnny Depp.

Come già traspare dalla reazione di Amber Heard al verdetto, per la Bredehoft si tratta di una "battuta d'arresto" per tutte le donne: la giuria di Fairfax, in Virginia, ha stabilito che Amber Heard ha diffamato il suo ex marito Johnny Depp nel famoso editoriale pubblicato sul Washington Post nel 2018, condannandola a un risarcimento complessivo di 15 milioni.

E mentre il team legale dell'attrice si prepara al ricorso in appello di Amber Heard, l'avvocata Elaine Bredehoft prende la parola in tv e afferma che la sua cliente è stata "demonizzata" in corte e in rete: "Tutto ciò perché è stata demonizzata. In questa corte sono state concesse una serie di cose che non avrebbero dovuto essere concesse. Ciò ha confuso la giuria" ha dichiarato l'avvocata. "Non ci è stato permesso di parlare alla giuria del processo inglese, quindi i risarcimenti sono completamente sbilanciati. Non ci sono danni alla reputazione, non ci sono più da novembre 2020, quando è stato emesso il verdetto nel Regno Unito".

Bredehoft fa riferimento al processo per diffamazione di Johnny Depp contro il tabloid inglese The Sun, che aveva rigettato la causa dell'attore, definito "wife-beater" (letteralmente "picchiatore di mogli") dalla testata britannica. In questo nuovo processo, però, la causa di diffamazione era rivolta direttamente contro l'ex-moglie per l'articolo in cui dichiarava di aver subito violenze. Un'accusa che, secondo i legali di Depp, gli avrebbe fatto perdere vari ruoli importanti.

Nell'intervista televisiva, l'avvocata di Amber Heard dichiara anche che il team legale di Depp sarebbe stato avvantaggiato dalla mobilitazione online a sostegno dell'attore. Sebbene i giurati fossero stati istruiti a non cercare informazioni sul caso e a non parlarne fuori dall'aula di tribunale, per Bredehoft la presenza online del processo era impossibile da ignorare: "Come potevano? Andavano nelle proprie case ogni sera, hanno delle famiglie che usano i social media. Abbiamo avuto una pausa di 10 giorni nel bel mezzo del processo. E' impossibile che non siano stati influenzati da tutto ciò".

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