Alfonso Cuaron parla di Oscar, Netflix, Roma e Donald Trump

Alfonso Cuaron parla di Oscar, Netflix, Roma e Donald Trump
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Fresco dei tre Oscar vinti per Roma durante la novantunesima edizione degli Academy Awards, il regista messicano Alfonso Cuaron ha parlato con Variety di alcuni argomenti piuttosto attuali.

Sulla differenza fra vincere agli Oscar con Roma e col suo film precedente, Gravity, Cuaron ha svelato:

"E' stato completamente diverso. L'ultima volta abbiamo vinto per un film in studio con grandi star e grandi effetti visivi. Sulla carta, Roma non era un film adatto agli Oscar. Questo è un film molto specifico. È in bianco e nero e in spagnolo. È un dramma. Ed è stato significativo che l'Academy abbia deciso di riconoscesse un film incentrato su un personaggio che è un lavoratore domestico di origini indigene. Un film da Oscar è di solito una storia 'importante' piena di grandi discorsi e grandi star. C'è sempre un grande momento emotivo alla fine con alcune lacrime. Il mio film è diverso. Richiede una maggiore partecipazione da parte del pubblico. Gli Oscar non cercano un film in bianco e nero in spagnolo e Mixteco, con attrici sconosciute."

Cuaron ha continuato parlando del valore sociale del film e di Donald Trump:

"Non ho mai voluto che fosse un film politico. Stavo facendo un film su un personaggio specifico. La risonanza che Roma sta avendo indica che ci sono ferite collettive che condividiamo come esseri umani. Questo è ciò che rende il film rilevante per ciò che sta accadendo oggigiorno. Il film parla della relazione che esiste tra classe ed etnia. In Messico, questo sta portando a una conversazione sul razzismo. Ma quella stessa conversazione può essere trasportata negli Stati Uniti. A causa di Yalitza Aparicio [l'attrice nominata all'Oscar che interpreta Cleo] e della sua incredibile intelligenza, civiltà e generosità, le persone si stanno relazionando al suo personaggio. Così facendo si stanno relazionando a milioni di altre persone come lei. Questo sta accadendo in un momento in cui queste persone sono state denigrate da Trump. Alla fine le uniche basi del muro di cui parla sono la paura e l'odio. L'arte a volte può essere un antidoto contro la paura e l'odio. E' un film che il presidente dovrebbe vedere. Ha i sottotitoli. Potrebbe provare a leggerli tutti, anche se credo che dopo un'ora la sua mente sarebbe esausta."

Inoltre, Cuaron ha parlato di come Netflix sia stato l'unico studio disposto a finanziare la produzione di un film come Roma:

"Anche altre case di produzione erano interessate al film, ma alcuni suoi aspetti - come il bianco e nero o la lingua spagnola o le attrici sconosciute - hanno influenzato la loro decisione definitiva. Quando abbiamo parlato con Netflix, non ci sono stati problemi al riguardo. Non erano affatto preoccupati della mia visione del film. Hanno risposto bene quando ho detto che volevo fare una versione speciale di 70mm, per esempio. Volevano parlare solo della storia, e da questo ho capito quanto fossero convinti di andare fino in fondo. Erano disposti a cambiare anche il loro modello di distribuzione per accontentarmi. Per me era una cosa fondamentale arrivare in sala, e loro mi hanno dato ben tre mesi di uscita cinematografica. Nessun film rimane nei cinema così tanto. La spinta del marketing con la quale Netflix ha supportato il film ha indubbiamente fatto la sua fortuna."

Infine, il regista ha parlato anche della possibilità che il suo film abbia perso l'Oscar al miglior film in favore di Green Book perché l'Academy ha avuto paura di premiare Netflix nel dibattito sala vs streaming.

"All'inizio, quando è iniziata la campagna pubblicitaria, ho avuto questo timore. Avevo amici e altri registi che dicevano 'Cosa stai facendo?' Era quasi come se stessi tradendo qualcosa o qualcuno. Ma penso che la conversazione sia cambiata. Penso che la maggior parte della gente stia riconoscendo che questo film sta raggiungendo il pubblico in tutto il mondo in un modo che di solito solo i film mainstream fanno. Per me la conversazione sulla sala cinematografica è super importante. Sono un regista. Credo nell'esperienza della sala. Ma ci deve essere diversità. L'esperienza teatrale multiplex è un'esperienza molto legata al genere. Hai un tipo di prodotto con poche varianti. È difficile vedere film d'autore. È difficile vedere film stranieri. La maggior parte dei cinema mette in cartellone solo grandi film di Hollywood.

FONTE: Variety
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