Zio Tibia e Notte Horror: quando l'estate si tingeva di paura

Zio Tibia, e in seguito il ciclo Notte Horror, sono state delle importanti fonti di visione per i cultori del cinema dell'orrore di qualche anno fa.

Zio Tibia e Notte Horror: quando l'estate si tingeva di paura
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Se avete da poco superato i trenta e siete appassionati di cinema dell'orrore, allora i nomi "Zio Tibia" e "Notte Horror" non vi suoneranno nuovi. Forse li avete rimossi, forse sono in un piccolo cassetto della memoria ormai dimenticato, ma le notti d'estate passate con i maestri del brivido non possono essere svanite facilmente. Il ciclo Notte Horror prosegue ancora oggi, ma ad essere cambiati sono i film trasmessi e soprattutto il ricorso alla televisive come mezzo primario di fruizione cinematografica, soppiantata da internet e dallo streaming. Un tempo non si poteva certo scegliere cosa guardare, o almeno la scelta era molto limitata, soprattutto per un genere, quello horror, che difficilmente trovava spazio nei palinsesti tradizionali. Ecco perché Zio Tibia prima e il ciclo Notte Horror poi sono stati importanti per diffondere alle menti più giovani dell'epoca la cultura dell'horror, attraverso alcuni dei maestri di genere più grandi di tutti i tempi, da Romero a Carpenter, passando per Clive Barker.

Una fonte incredibile per gli horror

Tra la fine degli anni '80 e l'inizio del novanta si potevano vedere i film horror al cinema, in videocassetta (per quelli che avevano un videoregistratore) o trasmessi in televisione. La RAI però, complice un target di età e di cultura ancora legato al "vecchio" modello di fare TV, non era certo un'alternativa valida per dissipare la sete di paura dei giovani italiani. Ma nel 1989 qualcosa iniziò a muoversi in quel di Milano, dove Italia 1 iniziò a trasmettere, in seconda serata, uno show che sarebbe rimasto impresso nelle menti dei più giovani dell'epoca. Più che di uno show possiamo parlare di un'appendice, vista la breve durata, ma l'idea si è rivelata vincente. Riprendendo il personaggio di Uncle Creepy, creato per introdurre le storie del magazine americano a fumetti Creepy negli anni sessanta (a sua volta ripreso dei fumetti EC Comics degli anni ‘50), Zio Tibia svolgeva la stessa funzione, ovvero presentare, con la voce di Fabrizio Casadio, storico speaker di Italia 1, le storie dei miti dell'orrore. Sì, perché il primo anno di questo format televisivo prevedeva prima la trasmissione di un classico, da La mummia a La moglie di Frankenstein, per poi passare a quella di un telefilm a tema horror, in questo caso Freddy's Nightmares. Le pubblicità erano spesso precedute dalle battute e dai giochi di parole (indimenticabile il "Festivalbara", che scimmiottava lo show televisivo musicale dell'epoca) del vecchio Zio Tibia, accompagnando la visione di questi capolavori dell'horror di una volta, ma è stato dal 1990 che le cose hanno iniziato a farsi interessanti, con l'arrivo di pellicole più recenti e decisamente al passo coi tempi.

Solo in quell'estate sono stati trasmessi cult come Ammazzavampiri, indimenticato vampire movie anni ottanta, Venerdì 13, che ha portato Jason Voorhees nel gotha dei cattivi più cattivi del genere, Unico indizio la luna piena, tratto dal romanzo del grande Stephen King, e Chi è sepolto in quella casa, un horror capace di strappare sia sorrisi che spaventi. Impossibile poi dimenticare Il ritorno dei morti viventi di Dan O'Bannon, L'ululato di Joe Dante, Morte a 33 giri, con il cameo di Ozzy Osbourne, e Brivido, quest'ultimo con l'incredibile colonna sonora degli AC/DC.
Dal 1991 lo Zio Tibia è andato purtroppo in pensione, lasciando il posto al ciclo "Notte Horror", che ha regalato anche questo un sacco di perle del genere, oltra a diverse repliche dei film degli anni passati. Ed è così che sono finite, sulla TV generalista, altre pellicole che hanno fatto la storia dell'horror, alcune decisamente kitsch altre invece diventate successivamente oggetto di culto, come Cimitero Vivente, Due occhi diabolici, Il Signore del male, Cabal o Hellraiser. Come dimenticare poi Halloween, altro classico del mai troppo celebrato John Carpenter, regista che ha saputo spaventare generazioni di spettatori non solo attraverso il personaggio di Michael Myers, ma anche con una colonna sonora che ha fatto scuola, con sonorità elettroniche in grado di portare il livello di tensione a livelli altissimi nello spettatore.

Insomma, oggi abbiamo tutto a disposizione, basta fare qualche tap sullo smartphone o qualche click al PC per trovare subito un film, ma all'epoca era molto diverso e la possibilità di vedere queste pellicole ha certamente aperto la strada a molti verso una passione, quella per il cinema horror, nata nelle caldi notti d'estate in compagnia dello Zio Tibia, tra una coca cola ghiacciata e qualche popcorn, in attesa di uno spavento che sarebbe immancabilmente arrivato.