Zack Snyder e la campagna mediatica manipolata per la sua Justice League

Secondo Rolling Stone e le sue indagini, Zack Snyder avrebbe manipolato la campagna mediatica a favore della sua Snyder Cut.

Zack Snyder e la campagna mediatica manipolata per la sua Justice League
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Dopo una campagna social enorme, rabbiosa, carica di passione estrema che spesso sfondava troppe barriere, la Warner aveva deciso di concedere a Zack Snyder il suo cut della Justice League. Quattro ore di film (ve ne avevamo parlato nella nostra recensione di Zack Snyder's Justice League) che andavano a sostituirsi al prodotto menomato uscito in sala con i rimaneggiamenti di Joss Whedon. I fan avevano vinto, la visione del regista pure.

Un evento davvero epocale che sembrava potesse segnare una sorta di prima e dopo nel mondo cinematografico. Un evento, però, che secondo Rolling Stone è stato completamente pilotato da Zack Snyder con account falsi, manipolato dove possibile per convincere la Warner e il pubblico che mezzo mondo voleva la Snyder Cut. Ironico, direbbero Alanis Morissette e il cancelliere Palpatine. Ai limiti del tragico, aggiungiamo noi. Cerchiamo allora di fare chiarezza grazie al densissimo articolo di Tatiana Siegel su Rolling Stone.

Zack Snyder contro la Warner

Tutto era cominciato con i malumori tra Snyder e la Warner, soprattutto fra lui e i produttori Geoff Johns e John Berg. Vari attacchi sotterranei ed espliciti fra loro, il regista e la moglie, anche lei produttrice.

Finché la guerra non si è spostata sui social, dove c'era una vera e propria SnyderArmy a difendere Zack. Legione cibernetica che si è poi levata alta al grido di "Release the Snyder Cut", dopo che la Warner aveva portato in sala una versione della Justice League rimaneggiata appunto da Joss Whedon. Ma secondo Rolling Stone almeno il 13% di questi account erano finti. Facendo cross checking con società che si occupano di social media è venuto fuori che tanti promotori di questo movimento erano in realtà dei bot creati apposta. Non solo, sempre stando alle interviste di Rolling Stone ci sarebbe stato proprio Zack Snyder dietro tutto questo. Anche perché il polverone poi è continuato, passando dalla Snyder Cut a "Restore the SnyderVerse". Infatti la stessa Warner ha avviato un'analisi per capire dove e come arrivassero tutti questi post a favore di Snyder, perché spesso e volentieri erano molto violenti nei confronti della Warner e dei suoi dipendenti. Nell'analisi commissionata da Rolling Stone è venuto fuori che anche i due Oscar del pubblico vinti da altrettanti film di Snyder sono stati manipolati tramite bot di Twitter.

La genesi del "villain"

Snyder nega tutto, ma già nel 2016 aveva assunto una compagnia per spingere il suo lavoro sui social. Soprattutto per quanto riguarda l'engagement con i fan, dopo il flop di critica di Batman v Superman.

Poi c'è stata tutta la parentesi che ben conosciamo con Justice League: la Warner non contenta del prodotto, Snyder che fatica a modificarlo, Whedon come consulente, la tragica morte della figlia di Snyder e il suo successivo abbandono del progetto. Uscita la versione rimaneggiata da Whedon sembrava chiaro che la Warner volesse intraprendere un'altra strada. A quel punto Snyder, che comunque poco prima aveva in mano tutto il DC Extended Universe e voleva riprenderselo, manda un suo editor negli studi della Warner e prendere degli hard drive con materiale inutilizzato per Justice League. Contrattualmente dubbia come cosa, ma da lì parte il sito Forsnydercut.com, del quale ancora non si sa bene la composizione e chi ci sia effettivamente dietro, e la successiva campagna #releasethesnydercut, spinta inizialmente proprio dal sito in questione. Inizia così il grande boato mediatico per Snyder, che non lascia scampo. Lui stesso alimentava il fuoco pubblicamente, forte di quel materiale preso alla Warner.

Warner cede

La Warner decide quindi di accontentare i fan e rilasciare la Snyder Cut. Che, in un primo momento, stando al suo regista non aveva bisogno di riprese aggiuntive. Perciò per la casa di produzione ci sarebbe stato un minimo costo e una probabile massima resa, anche perché il film sarebbe finito in streaming direttamente su HBO Max. Ma le continue pressioni di Snyder e dei fan portano la Warner a concedere al regista 60 milioni di dollari per riprese aggiuntive.

Lo stesso Snyder però tentava in tutte le maniere di aumentare questa sua nuova presenza tra Warner e DC, inserendo ad esempio una storyline su Martian Manhunter di cui nessuno era a conoscenza. Altre battaglie con Walter Hamada, presidente della DC Films, e a Snyder viene concesso il suo utilizzo. Qui fonti dicono che abbia addirittura ricattato la Warner minacciando di togliere altre scene se non avesse potuto utilizzare il personaggio, ma Snyder smentisce tutto. Non solo, ottiene anche 13 milioni in più e con il marketing la spesa finale supera i 100 milioni di dollari. Per un film in streaming che, in sala, aveva già incassato pochissimo.

Il post Snyder Cut

Terminato il polverone mediatico e uscito il film, Snyder ora lavora per Netflix e la Warner non sa ancora dove andare con il suo DC Extended Universe.

Trovandosi per le mani un futuro molto incerto per The Flash con Ezra Miller, tanto per dirne una. Ma dovendo anche gestire il ritorno mediatico del caso Depp-Heard per quanto riguarda Aquaman. Perciò, dopo aver letto il profondo e dettagliato articolo di Rolling Stone, cosa rimane? Una facilità malsana di come si possa utilizzare una fanbase a proprio piacimento, manipolando internet e forse addirittura una casa di produzione miliardaria come la Warner Bros. Che il cinema di Snyder piaccia o meno, ci sono pochi vincitori che escono da questa storia, tra una gestione povera e poco lungimirante da parte di Warner e DC e una volontà egotistica abbastanza preoccupante di Zack Snyder. Che ha smosso mari e monti, provocando, pare, un'ondata mediatica che ha investito la Warner con i toni peggiori possibili, ottenendo quello che voleva e provando ancora a riaprire quello SnyderVerse così difficilmente chiuso. Un bel tacer non fu mai girato.

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