Speciale X-Men Saga

Ripercorriamo l'intensa saga dei Mutanti Marvel al cinema

speciale X-Men Saga
Articolo a cura di

L'attesa è quasi conclusa: questo giovedì gli X-Men torneranno sul grande schermo per la loro avventura più grande, nuovamente diretti dal loro “padre cinematografico” Bryan Singer, fautore nel 2000 di X-Men e nel 2003 di X-Men 2. In X-Men - Giorni di un futuro passato gli X-Men guidati dal Professor Xavier e Magneto dovranno combattere una battaglia attraverso il tempo per assicurare la sopravvivenza della loro specie. Nel prossimo futuro, difatti, a causa dell'indefessa caccia delle Sentinelle ai Mutanti, il mondo intero cadrà sotto il giogo “cautelare” dei droidi e solo un piccolo contingente di mutanti rimane a fronteggiarle: l'unica speranza, tuttavia, è inviare Wolverine nel passato per evitare che il Progetto Sentinelle ideato da Bolivar Trask prenda forma. Nel film ritroviamo sia gli X-Men “storici” dei primi tre film (tra cui gli iconici Charles Xavier e Erik Lensherr interpretati da Patrick Stewart e Ian McKellen) sia quelli del prequel di successo X-Men: L'inizio (quindi, ad esempio, gli Xavier e Magneto da giovani di James McAvoy e Michael Fassbender, oltre alla Mystica di Jennifer Lawrence) con il Logan/Wolvie di Hugh Jackman a fare da raccordo al tutto. Una saga di grande successo che si compone ora di sette film, come un grande mosaico del quale Singer sta ora ricomponendo i pezzi, dato che negli anni si sono andate incastrando in maniera un po' forzata alcune incongruenze. Ripercorriamo brevemente, allora, questi ultimi quindici anni di avventure!

X-Men (2000)

Tutto trae origine dagli albi originali della Marvel Comics, in un periodo in cui i cinecomic non erano così usuali e popolari come oggi. Seppur con diverse licenze, Singer porta al cinema l'universo dei Mutanti con alcune buone intuizioni in uno dei film del genere più noti e riusciti, nel quale il Professor Charles Xavier è Preside e Fondatore di un'Istituto per “giovani dotati” che, in altre parole, sono frutto dell'evoluzione umana, che li ha dotati di straordinari poteri, per i quali sono, però, temuti e osteggiati dal resto dell'umanità. Lo stesso Xavier, telepate, tenta comunque di integrare pacificamente i suoi studenti nella società di modo che possano essere d'aiuto alla stessa e ai più giovani tra loro, così che che trovino la strada per utilizzare i propri 'doni' senza che si trasformi in una 'maledizione'. “Proteggono coloro che li temono” come dice la tagline del film. E da chi li proteggono? Anche dai loro stessi simili: un vecchio amico di Xavier, Erik Lehnsherr, non crede nella possibile integrazione con l'homo sapiens e, anzi, pensa sia diritto dei mutanti prendere il sopravvento, e per questo crea la Confraternita, un gruppo di mutanti con ambizioni di conquista. Mentre il Congresso degli Stati Uniti discute su un possibile provvedimento di massa nei confronti dei Mutanti (“buoni” o “cattivi” che siano) infuria dunque un conflitto tra “Figli dell'atomo” che si preannuncia non parco di vittime e sofferenza.
Stewart, già molto popolare al pubblico “nerd” grazie a Star Trek - The Next Generation, diventa un'icona, mentre Ian McKellen, altro attore britannico di incredibile levatura, di lì a poco diventerà famosissimo al grande pubblico grazie alla doppietta Magneto/Gandalf che porterà avanti tra le due saghe di X-Men e dei film tolkeniani di Peter Jackson. Nel film anche le apparizioni forse più celebri di Famke Janssen (Jean Grey), James Marsden (Scott Summers/Ciclope) e un interessante, ulteriore ruolo da villain come Toad per l'atletico Ray Park, che era stato Darth Maul l'anno precedente in La minaccia fantasma. Anche se, più di tutti, del film ha giovato Hugh Jackman, che è stato lanciato nell'olimpo delle star proprio grazie al suo Wolverine versione “bello e impossibile”.

X-Men 2 (2003)

Tre anni dopo arriva X-Men 2, sequel diretto tratto in parte dal fumetto Dio ama, l'uomo uccide del 1982. Nel film il conflitto tra gli Uomini-X e la Confraternita dei Mutanti si inasprisce, nonostante debbano momentaneamente unire le forze per far fronte all'offensiva del colonnello William Stryker, desideroso di sterminare la razza mutante: non prima, però, di essersene asservito per i suoi scopi. Gran parte del cast della prima pellicola torna anche in questo seguito, con alcune interessanti aggiunte: tra tutte l'azzeccato Nightcrawler di Alan Cumming e la Lady Deathstrike di Kelly Hu (che prima di approdare ad Hollywood eravamo soliti vedere in tv nelle pubblicità di una nota marca di formaggio, ma non divaghiamo!). Ritroviamo anche Tempesta (Halle Berry), Rogue (Anna Paquin) e Uomo Ghiaccio (Shawn Ashmore), ma acquistano importanza soprattutto i personaggi di Mystica (Rebecca Romjin) e di Jean Grey, che alla fine del film, come notarono gli spettatori più attenti e informati, si tramuta in Fenice.

X-Men: Conflitto finale (2006)

E proprio alla saga di Fenice Nera si ispira, in parte, il terzo film, uscito nel 2006 ma ormai orfano di Singer: il tutto è ora nelle mani di Brett Ratner, onesto mestierante che però non riesce a bissare il successo del suo predecessore, anche per colpa di uno script frettoloso ed eccessivo, che non si fa scrupoli a eliminare personaggi importanti e creare situazioni difficili da sbrogliare, col senno di poi. La storia vede difatti verte principalmente su Jean Grey, risorta dopo l'apparente sacrificio della precedente pellicola come la Fenice, entità dagli incredibili poteri che potrebbe portare la vita sulla Terra a una nuova evoluzione o al totale annichilimento. Magneto tenta di sfruttare a vantaggio della causa mutante il potenziale della donna, ma i risultati saranno tragici... Il film viaggia tra alti e bassi: alcune scene e citazioni sono azzeccate, ma l'eliminazione di alcuni personaggi (come Nightcrawler) o il poco spazio dato ad altri (come Mystica) non sono equiparati dai pure discreti Bestia e Angelo di Kelsey Grammer e Ben Forster. È, tuttavia, la prima opportunità per Ellen Page di farsi conoscere dal grande pubblico, col personaggio di Kitty Pride.

X-Men le origini: Wolverine (2009)

La terza prova non convince, e nel frattempo che si riorganizzi la formula “di gruppo” ecco che arriva il primo spin-off della saga, un film stand alone dedicato al personaggio più amato della saga: Wolverine. L'idea era quella di svelare la storia delle origini del mutante artigliato, solamente accennata nei precedenti capitoli, e mostrare l'evoluzione del suo rapporto col fratellastro Victor Creed/Sabretooth, già presente nel primo film ma assai diverso e interpretato, stavolta, dal bravo Liev Schreiber. Il risultato, purtroppo, è un pasticcio di situazioni poco sensate e buchi narrativi che non solo non sono coerenti con la storia che si vuole raccontare, ma cozzano letteralmente con altri elementi della storia presentati negli altri film. Oltretutto, fa qui la sua apparizione un Deadpool che del personaggio fumettistico riporta solo il nome, e rappresenta certamente il punto più basso della saga cinematografica. Peccato perché l'ambientazione primi anni '80 e gli interpreti non erano poi malaccio, il Gambit di Taylor Kitsch era convincente e i titoli di testa molto ben realizzati. Ma per fare un bel film ci vuole molto di più.

X-Men: L'inizio (2011)

Archiviato anche il poco riuscito spin-off, era ora di prendere una decisione: come portare avanti il franchise? I reboot sono poco amati, gli stand alone rischiosi: ecco allora arrivare l'idea di un prequel che narrasse l'inizio dell'amicizia fra Xavier e Magneto. Singer produce e la regia viene affidata a Matthew Vaughn, fresco del successo di Kick-Ass. Il cast, a parte il cameo del “prezzemolino” Jackman, è tutto nuovo per via dell'ambientazione anni '60, e permette di affrontare interessanti ucronie oltre che sperimentare coi generi. Vediamo quindi la formazione del primissimo gruppo di X-Men, la “nascita” del personaggio di Mystica e l'ascesa del pericolosissimo Hellfire Club di Sebastian Shaw ed Emma Frost, sullo sfondo della crisi missilistica di Cuba. Nonostante qualche evitabile errore di continuity qua e là e la necessità di dover ripiegare, in alcuni casi, su alcuni mutanti “di serie B” la prova di Vaughn si fa benvolere, anche in virtù di un look ben studiato e di interpreti inediti ma azzeccati: da James McAvoy e Michael Fassbender come Xavier e Magneto, ad una giovanissima Mystica dell'astro nascente Jennifer Lawrence, passando per un villain misurato e glamour interpretato da un sempre prezioso Kevin Bacon.

Wolverine: L'Immortale (2013)

Nell'attesa di riportare in auge il supergruppo con l'ambizioso progetto di Giorni di un futuro passato, nel 2013 la 20th Century Fox gioca per l'ennesima volta la carta di Wolverine con un film dalla lavorazione travagliata, che inizialmente doveva essere diretto da Darren Aronofsky e, invece, è finito nelle mani di James Mangold, che già aveva diretto Jackman nella commedia romantica Kate & Leopold: il risultato è un film d'avventura solo apparentemente slegato dalla trama principale della saga, ambientato alcuni anni dopo Conflitto finale e in cui ritroviamo un Logan stanco e combattuto, che in Giappone ritroverà una ragione per vivere dopo esser stato coinvolto in un complotto politico-industriale che vede coinvolta anche la Yakuza, e in cui si ritroverà a fronteggiare anche la letale Viper e il temibile Silver Samurai. Seppur inflazionata di banali luoghi comuni sul Paese del Sol Levante e dotata di scene d'azione tutt'altro che memorabili, la pellicola di Mangold vanta una certa ricercatezza formale e un approccio al personaggio principale serio e curato, che pone le basi per un futuro, ulteriore film derivativo.

Che voto dai a: X-Men - Giorni di un futuro passato

Media Voto Utenti
Voti: 39
7.6
nd