Wonder Woman, un'amazzone tra i supereroi

Sta per uscire nelle sale il primo film stand-alone dedicato a una supereroina donna. Ecco chi è tra fumetti, TV e cinema Wonder Woman.

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Dopo anni di cinecomic che hanno portato sul grande schermo soprattutto personaggi maschili, finalmente sta per approdare al cinema un film dedicato a una supereroina femminile che non poteva che rispondere al nome di battaglia di Wonder Woman. Oltre ad essere una delle primissime donne dei fumetti, Wonder Woman è un personaggio prettamente femminista in quanto nato dalla penna del teologo William Moulton Marston nel 1941, proprio con l'idea che potesse diventare una vera e propria icona per il gentil sesso. Secondo lo stesso Marston, infatti: "il rimedio migliore per ridare valore alle qualità delle donne è creare un personaggio femminile con tutta la forza di Superman ed in più il fascino di una donna brava e bella". Da allora Wonder Woman di strada ne ha fatta, tanto da essere considerata uno dei protagonisti fondamentali della DC Comic, insieme ai suoi colleghi Batman e Superman.

Woman, dalle origini alla TV

Apparsa per la prima volta nell'ottavo numero della saga All Star Comics per poi diventare il fulcro di quattro importanti testate, Wonder Woman è stata una dei supereroi vittima della crisi editoriale degli anni '50 e delle regole del Comics Code Authority, specialmente in virtù dei suoi succinti abiti e delle scene al limite dell'omosessualità ambientate sull'isola Paradiso, luogo nativo dell'eroina in cui vivono le Amazzoni come lei. Per anni, quindi, il personaggio di Wonder Woman ha subito dei grossi cambiamenti che la hanno molto allontanata dall'ideale femminista di cui doveva essere portavoce. Solo negli anni '80 il fumettista George Perèz riuscì a riportare in auge la superoina, puntando soprattutto sulle sue origini basate sulla mitologia greca. Nel frattempo negli anni '70, mentre la Wonder Woman dei fumetti viveva una "crisi di identità", arrivò sul piccolo schermo una serie TV a lei dedicata che vedeva come protagonista Lynda Carter . Composto da tre stagioni, lo show tv - andato in onda in America prima su ABC e poi su CBS - è diviso in due parti: la prima, Wonder Woman, è ambientata negli anni '40 e racconta la storia originale dei fumetti della Golden Age, mentre la seconda, The New Wonder Woman, traspone le avventure di Diana Prince negli anni in cui la serie andava in onda (1977/1979) e infatti vede come co-protagonista Steve Trevor Jr., ovvero il figlio del Comandante Steve Trevor, storico amore di Diana.

Pioniera delle cine-eroine

Nel lungometraggio di Patty Jenkyns che segna, tra le altre cose, l'esordio di una regista donna nel genere cinecomic, Wonder Woman sarà interpretata da Gal Gadot. L'attrice israeliana ha già mostrato di essere in grado di interpretare in maniera perfetta la Principessa delle Amazzoni in Batman v Superman dove per la prima volta ha vestito il ruolo della super donna al fianco di Ben Affleck e Henry Cavill. Che l'Universo Cinematograficos DC abbia voluto dare un ruolo di rilievo alla sua prima protagonista donna è stato ben palesato già nel film di Zack Snyder, dove il personaggio della Gadot in battaglia si pone immediatamente al centro della scena come membro fondamentale del trio che si vede costretto a combattere Doomsday. Questa particolarità non è affatto scontata: fino a quel momento, infatti, non si era quasi mai vista in un cinecomic un'eroina donna protagonista al pari degli uomini in una scena d'azione corale. Il film di Wonder Woman, che sarà basato sulle origini della Diana Prince della New 52 e ambientato nella Prima Guerra Mondiale, ha quindi una valenza molto importante per l'evoluzione al femminile dei blockbuster comic. Non è un caso, infatti, che dopo la notizia della messa in produzione della pellicola, anche l'Universo Cinematografico Marvel abbia deciso di portare sul grande schermo il suo primo lungometraggio stand-alone tutto incentrato su una donna, ovvero Captain Marvel, a cui seguirà il film targato 20th Century FOX Dark Phoenix e, probabilmente, il corale Gotham City Sirens. La forza, d'altronde, è un sostantivo femminile.

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