Wizarding World, quale futuro dopo il flop di Animali Fantastici 3?

Incassi deludenti, fisiologica perdita d'interesse, problemi di scrittura e sviluppo orizzontale: il Mondo Magico di J.K. Rowling è a un bivio essenziale.

Wizarding World, quale futuro dopo il flop di Animali Fantastici 3?
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Con appena 401 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, Animali Fantastici: I Segreti di Silente ha chiuso la sua corsa al boxoffice con il peggior risultato dell'intero Wizarding World di J.K. Rowling, Harry Potter compresi (non perdete la recensione di Animali Fantastici I Segreti di Silente). La top 3 dei minori incassi del franchise è composta dall'ultimo arrivato al primo posto, seguito da Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald (654 milioni) ed Harry Potter e Il prigioniero di Azkaban (797 milioni). In una saga di 8 film, solo uno non ha superato gli 800 milioni di dollari, mentre in un progetto in cinque capitoli di cui tre all'attivo, già due non ci sono riusciti, addirittura andati peggio delle già impietose aspettative dello studio. Qualcosa è andato decisamente storto.

Può essere la colpa del tutto imputabile al caso Johnny Depp? O alle polemiche sessiste legate alla Rowling? Potrebbe invece derivare in qualche modo dalla crisi interna a Warner Bros. e alla fusione con Discovery? E se il problema fosse altrove, interno al concept stesso del franchise, senza troppe scusanti? Prendendo in esame la saga e le sue indiscutibili criticità, proviamo a capire quale sarà adesso il futuro del Wizarding World al cinema.

Non più così magico

Proviamo ad analizzare concretamente i fatti. La posizione considerata TERF (Trans-Exclusionary Radical Feminist) dell'autrice e i suoi commenti via social hanno generato non poco scalpore e sdegno. Harry Potter è una saga che insegnava ai più piccoli e agli adolescenti ad accettarsi e comprendersi, soprattutto in un difficile periodo di crescita e cambiamento.

Inutile sottolineare la delusione di quei fan tansgender o transessuali che si sono visti sbattere in faccia un atteggiamento esclusionista e radicale da parte della beniamina che attraverso le storie del maghetto li aveva magari aiutati a uscire dal loro drammatico guscio e prendere atto di sé, della propria identità. Al seguito di questi ultimi, poi, tutte le giovani o più giovani generazioni ormai apertamente inclusive, sono giunte a scagliarsi contro i post dell'autrice e conseguentemente alla sua produzione, soprattutto cinematografica. Un boicottaggio praticamente dichiarato che ha trovato pure il sostegno di quella parte di pubblico generalista contrariata in qualche modo dalla presenza di Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald dopo le presunte accuse di violenza domestica da parte di Amber Heard. Alla fine l'attore è stato invitato a licenziarsi dal ruolo e sostituito da Mads Mikkelsen, ma il danno di un comportamento considerato esclusivista e contro alcune libertà personali della Rowling e l'immagine ormai distrutta di Depp non hanno aiutato il benessere della saga, che già dal secondo capitolo ha cominciato a piegarsi su stessa. Imputare in esclusiva a questi due fattori il fallimento economico di Animali Fantastici e dell'attuale corso del Wizarding World non sarebbe però onesto, perché le colpe sono anche tecniche e creative.

Esattamente come la Nuova Trilogia di Star Wars, il trittico "animalesco" finora composto dalla Rowling non sembra avere una vera e propria continuità artistica e concettuale, cambiando di volta in volta tono e target. Dalla commedia fiabesca si è passati a un prodotto più dark e maturo già correlato a una sorta corrispettivo magico della storia, fino ad arrivare con I Segreti di Silente a un vero e proprio thriller politico con tanto di elezioni, spie e capo carismatico.

Nel mezzo, la Rowling ricorda il core del franchise e inserisce di tanto in tanto qualche creatura, sfruttandola più come pretesto che come vera e propria ancora narrativa. Identico discorso vale per le relazioni dei personaggi, le relative storyline e le diverse psicologie comportamentali. La sua attenzione è rivolta altrove, nel tentativo di convince l'audience di essere in qualche modo cresciuta come sceneggiatrice cinematografica quando poi sussiste suo malgrado un ristagno qualitativo basso ed evidente, una contorta concezione del mezzo dove l'autrice non riesce a centrare l'obiettivo di una narrazione funzionale ed effettiva.

A volte risulta tutto molto confuso e con una sequenzialità che non convince sul grande schermo, e questo è anche demerito di David Yates, maestrante capace senza prospettive, competente nei limiti del compito assegnatogli. Nulla aggiunge e nulla toglie, motivo che rende Animali Fantastici in tutto e per tutto figlio della Rowling e dei suoi errori ma che dà anche la misura esatta dell'apporto superficiale del regista alla saga.

Aria di cambiamenti

Di fatto, la direzione intrapresa dalla saga non riscuote successo di critica, non riscuote successo di pubblico ed è infarcita di criticità tanto legate alla bontà del prodotto quanto correlate ad aspetti socio-culturali ormai inestricabili dalla matassa di responsabilità da considerare. L'accoglienza è tiepida, il responso deludente, gli incassi amareggianti.

La recente attuazione della fusione tra Warner Bros e Discovery ha cambiato lo status quo dell'azienda, ora guidata dal nuovo CEO David Zaslav, che a quanto pare è deciso a ricoprire il ruolo al meglio delle sue potenzialità, ristrutturando dall'interno anche i settori cinematografici e televisivi per adattarsi alle sfide del mercato odierno e sfruttare le IP aziendali più importanti alla loro massima efficienza. E in queste rientra anche il Wizarding World a rischio flop. Impossibile, in un momento simile, che Zaslav e il suo entourage possano ignorare l'insoddisfacente risultato del franchise. Già l'alone di chiusura dato alla saga con I Segreti di Silente appariva sintomatico di una fine più vicina del previsto, ma gli incassi fermi a 400 milioni potrebbero aver dato il colpo definitivo alla pentalogia. Non c'è ufficiosità né ufficialità e di sicuro l'IP sarà al momento sotto stretta osservazione e revisione, ma qualcosa deve cambiare affinché si possa tornare ai fasti degli inizi. La posizione della Rowling è intoccabile, molto meno quella di Yates. Nessuno però obbliga in realtà Zaslav ad acconsentire allo sviluppo di un quarto capitolo senza compromessi, che siano magari nuovi co-sceneggiatori, un cambio di regia o un netto mutamento di passo.

Al contrario e proprio in virtù del periodo di rinnovo e trasformazione, i vertici Warner Bros potrebbero puntare su nuovi progetti televisivi (la tanto chiacchierata e desiderata serie su Hogwarts) e cinematografici (un adattamento della Maledizione dell'Erede? Qualche esplorazione differente del Mondo Magico?).

L'addio di Toby Emmerich alla guida di Warner Bros. Pictures è un chiaro indizio di quest'aria, talmente fredda, veloce e pungente da poter arrivare a rimuovere anche Walter Hamada dalla guida DC Films nonostante i successi di Joker, Aquaman e Shazam. Le risposte le avremmo di sicuro tra qualche mese, quando la ristrutturazione interna sarà completata e il nuovo progetto cinematografico definito, ma al momento nulla gioca a favore di Animali Fantastici mentre il Wizarding World potrebbe essere del tutto resettato e rimpensato dalle fondamenta stesse della magia.

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