Will Smith, è davvero giusto distruggergli la carriera dopo gli Oscar 2022?

Dopo lo schiaffo a Chris Rock, le dimissioni dall'Academy e decisioni ancora in sospeso, i progetti di Will Smith si stanno arenando. Ma è giusto?

Will Smith, è davvero giusto distruggergli la carriera dopo gli Oscar 2022?
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Che un'intera cerimonia sia stata completamente oscurata da uno schiaffo la dice lunga, ma d'altronde lo dicevamo già che lo schiaffo di Will Smith è il simbolo di questi disastrosi Oscar 2022. Per fortuna, almeno su questi lidi, non stanno mancando tutti gli approfondimenti del caso: che ad esempio Will Smith non meritava l'Oscar per questioni puramente attoriali, e abbiamo ragionato su quanti film dovrebbe dirigere Anderson prima di vincere un Oscar, senza contare che abbiamo riflettuto se Il Potere del Cane meritava di più agli Oscar 2022.

Ma, inevitabilmente, si torna sempre lì. A quel gesto che, purtroppo, rimarrà scolpito nella storia dell'Academy, e alle conseguenze a cui potrebbe portare. Quello attorno all'attore protagonista di Una famiglia vincente - King Richard è un ciclone che forse sta iniziando a sollevare un polverone fin troppo grande, con dei risvolti che ancora una volta potrebbero diventare pericolosi per il diretto interessato.

I progetti a rischio

Facciamo un bel riassunto della vicenda. Già dalle ore successive al ceffone in diretta mondiale sono emersi i primi retroscena: che l'Academy ha tentato di allontanare Will Smith subito dopo il gesto, che a calmare la star sarebbe intervenuto Denzel Washington.

E poi, successivamente, sono arrivati i primi rumor sulla possibilità che Smith perdesse l'Oscar, revocatogli dall'Academy stessa. Quest'ultima, il giorno dopo il fattaccio, stando a Variety ha aperto un'inchiesta contro il vincitore della statuetta. E intanto la tempesta continuava ad avanzare. Sempre più esponenti dello spettacolo si esprimevano sull'accaduto. La dura critica di Jim Carrey è solo una delle tante, e nel mentre Chris Rock taceva, Will Smith invece si scusava pubblicamente per il suo gesto. Sua moglie Jada cinguettava frasi criptiche sui social, e infine è successo: Will Smith si è dimesso dall'Academy, e proprio quando si pensava che fosse tutto finito sono arrivate le prime grosse tegole. Sony e Netflix hanno infatti deciso di prendere le distanze dall'attore, congelando almeno per il momento alcuni progetti cinematografici in cui la star era coinvolta. Netflix avrebbe fermato i lavori di Fast & Loose, action-thriller per il quale il colosso streaming era alla disperata ricerca di un regista dopo l'abbandono di David Leitch durante la pre-produzione.

Non solo: Sony ha bloccato Bad Boys 4, e persino Apple TV+ avrebbe interrotto le comunicazioni in merito alla data di uscita di Emancipation, un drama storico sulla schiavitù che avrebbe visto Smith come protagonista, proiettandolo (stando ai tabloid) verso un'altra nomination ai Premi Oscar. È chiaro che adesso, con Will lontano dall'Academy, cambia tutto.

Punire, non mortificare

Come già detto più volte su queste pagine, il gesto di Will Smith è stato orribile e va condannato. Il gesto, per l'appunto, e non per la persona. Will Smith avrebbe sicuramente dovuto pagare per la sua azione, e a quanto pare lo sta facendo. Il problema è che, come al solito, la reazione di Hollywood di fronte ad un evento del genere rischia di essere oltremodo esagerata e fin troppo mortificante. Smith si è già dimesso dall'Academy, la quale entro fine aprile esprimerà il suo verdetto finale: scopriremo, insomma, se oltre all'allontamento Will rischierà anche di perdere la tanto agognata statuetta.

Che un individuo paghi per i suoi errori è sacrosanto. Ma è davvero giusto che un errore comprometta del tutto la figura di un professionista? È giusto che la carriera di Will Smith venga distrutta in questo modo in aggiunta alle pesanti conseguenze che sta per affrontare? Indubbiamente uno dei grandi temi dell'America moderna, oltre il razzismo, è l'emancipazione femminile. Il gesto di Smith è stato giudicato come una manifestazione dell'ego e del machismo maschile (proteggere la propria moglie esercitando la violenza, imponendo in questo modo il proprio ruolo patriarcale nella società), e in una Hollywood sempre più sensibile forse era addirittura naturale pensare che sarebbe finita in questo modo.

Quello che ci auguriamo, comunque, è che Will Smith abbia prima o poi l'opportunità di redimersi, magari tornando un giorno sul palco dell'Academy dopo aver sfoggiato un'altra grande interpretazione. Nella speranza che, nel frattempo, la spietata cesoia dello star system americano non mastichi e risputi fuori l'ennesimo professionista condannato a vita.

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