Warner Bros e lo streaming in Italia, tra passato, presente e futuro del cinema

Durante un evento organizzato a Milano da Warner Bros si è parlato di streaming, di tecnologia e di cinema, temi essenziali per il futuro del settore.

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Come vedremo i film tra vent'anni? Al cinema, come si è fatto fino ad ora, oppure a casa su maxi schermi connessi alla rete, o attraverso visori che aumentano il coinvolgimento dello spettatore? Quella che doveva essere una conferenza dedicata allo streaming e ai contenuti digitali si è trasformata presto in una tavola rotonda sul passato, sul presente e sul futuro di questo settore, a cui hanno partecipato Salvatore Aranzulla, dell'omonimo portale, Antonio Moro di Lega Nerd e il management di Warner Italia, tra cui Barbara Salabè, Presidente e Amministratore Delegato Warner Bros Entertainment. Tante le domande e gli interventi, segno che il tema è molto sentito, e che il futuro, almeno sul lungo termine, è assolutamente incerto.

L'importanza dello streaming in Italia e il futuro del cinema

Quando si pensa allo streaming il primo portale che viene in mente è ovviamente Netflix, leader del settore e molto conosciuto in Italia. Per quanto importante però, il servizio di Reed Hastings non è certo il più diffuso in Italia, almeno se si considera la totalità dei fornitori di contenuti video in streaming. I numeri parlano chiaro, a dicembre Sky ha quasi raggiunto i 5 milioni di abbonati, mentre Netflix non è ancora arrivato al milionesimo spettatore, anche se lo raggiungerà presto a giudicare dal trend di crescita. Il mondo dello streaming è fatto di tante realtà, da Sky a Chili, passando per Rakuten TV, Google Play, iTunes, Infinity, Premium Play, Microsoft, Playstation Store e TIMvision. Ognuno di questi ha le sue particolarità, i suoi pregi e suoi difetti, ma sono tutti accomunati dalla collaborazione con Warner Bros, che ha portato nei rispettivi cataloghi tutte le pellicole di maggior successo uscite negli ultimi mesi, da Wonder Woman a It, giusto per citare due tra i tanti nomi noti della casa americana. Ad eccezione di Netflix, all'evento abbiamo potuto vedere le proposte di tutti gli operatori citati sopra, un ecosistema enorme e su cui Warner vuole spingere molto nel nostro paese. Del resto, durante la conferenza, un dato su tutti ha destato più interesse: l'80% del fatturato Warner arriva dai contenuti digitali.

Un numero che fa riflettere e che pone una domanda che in molti si sono fatti nel corso dell'evento: se già ora siamo a questo punto, dove saranno le sale cinematografiche tra una ventina d'anni? Ci saranno ancora? Le opinioni dei presenti erano piuttosto discordanti in merito, ma l'interesse sull'argomento dimostra come sia quanto mai un tema caldo, ma soprattutto indecifrabile allo stato attuale. La crescita, ma soprattutto l'interesse dei giovanissimi verso lo streaming, mostra un futuro difficile per la sala cinematografica, ma se davvero sarà un addio, ci vorranno molti anni prima che la fruizione domestica possa soppiantare per sempre quella condivisa al cinema. Warner crede fermamente nel futuro delle sale cinematografiche, almeno per i prossimi dieci anni, quello che avverrà dopo rimane tuttavia incerto, soprattutto se le sale continueranno ad essere tecnologicamente arretrate, come spesso capita in Italia.
Cinema e streaming dovrebbero andare a braccetto ancora per un bel pezzo quindi, ecco perchè Warner ha iniziato fin da subito a supportare questo metodo di fruizione dei contenuti. Tra le prime realtà a portare film in 4K nelle piattaforme online nel nostro paese, Warner offre oggi un catalogo di 100 titoli, il più vasto disponibile in italiano, un segno che mostra l'importanza data alla qualità di riproduzione in streaming. Streaming che sta prendo sempre più piede non solo in campo SVOD (Subscription Video On Demand, come Netflix ad esempio), ma anche VOD (come Prima Fila di Sky), dove è possibile trovare film usciti da soli 3 mesi a noleggio. La finestra VOD è stata uno dei temi più interessanti trattati nel corso dell'incontro. Quanto avvenuto con The Cloverfield Paradox, annunciato da Netflix nel corso del Super Bowl e lanciato poche ore dopo, è un chiaro segno che qualcosa cambierà in questo senso.

Alla domanda sulla possibilità che i tempi di arrivo dei film sulle piattaforme di streaming VOD vengano ridotti in futuro, Warner Bros ha risposto che si tratta di un'ipotesi quanto meno possibile. Insomma, sembra che passerà sempre meno tempo tra l'uscita al cinema e l'arrivo delle pellicole sui servizi di streaming, ma la visione in sala rimarrà comunque centrale, almeno nei prossimi dieci anni. Se si prova invece a guardare oltre la prossima decade, il buoio diventa totale. Buio che potrebbe però essere quello di un salotto, non quello della sala cinematografica.