Walt Disney e il politically correct: tutti i reati dei Classici animati

Il bacio di Biancaneve è finito al centro dell'attenzione mediatica, scatenando una polemica nata dal nulla. E se volessimo ampliarla?

Walt Disney e il politically correct: tutti i reati dei Classici animati
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Partiamo da una doverosa premessa. La confusione generata da Entertainment Weekly nel riportare l'opinione di un giornalista di SFGate, una rivista online dell'area di San Francisco della quale probabilmente molti di voi non avevano mai sentito parlare fino a oggi, è stata totalmente incontrollata. Se c'è qualcosa di equo, d'altronde, quello è il caos, come diceva anche Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro, ed effettivamente la dimostrazione l'abbiamo avuta in questi giorni. In Italia in pochi si sono trattenuti dal riportare il battage della vicenda, perché il clamore della cancel culture ci appartiene e non possiamo non cavalcarlo.
La ricostruzione dell'evento è che il bacio che il Principe dà a Biancaneve è non consensuale, essendo la ragazza morta o, se preferite, costretta a un sonno eterno dopo aver ingerito la mela della Strega. Un aspetto che va a vanificare una delle opere più genuine e affascinanti, per il ciclo produttivo, di Walt Disney, ma che ci dà uno spunto interessante: se volessimo eludere la magia delle fiabe del Novecento e calarle in un contesto attuale, moderno, reale, quanti altri reati troveremmo, soprattutto se paragonati alla spesso pruriginosa burocrazia italiana?

Il disclaimer necessario e dovuto è che questo articolo, da qui in avanti, affronta la questione con una vena ironica. Non crediamo in alcun modo che tutto ciò che diremo di seguito possa essere reale e confidiamo nel fatto che nessuno dei nostri lettori possa minimamente pensarlo come tale.

I Tre Porcellini

Nel 1933 Jimmy, Timmy e Tommy si rendono protagonisti di un reato che ai loro tempi non era ancora così radicato nella cultura internazionale. I tre porcellini sono gli antesignani dell'abusivismo edilizio, un problema che ha colpito nel secondo dopoguerra l'Italia, creando un caos importante, sfociato nella legge 47 del 1985.
Se nel film di Burt Gillett, prodotto da Walt Disney, la giustizia era affidata a Ezechiele, armato di soffio poderoso pronto ad abbattere l'abusivismo, la legge italiana sarebbe intervenuta con un'ammenda fino a 10.000 euro, ma essendoci mancanza di un permesso di costruire e la lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, per Jimmy, Timmy e Tommy si sarebbe potuti arrivare anche a due anni di arresto e un'ammenda fino a 51.000 euro.
Ezechiele li ha salvati da un processo lungo, dal quale forse si sarebbero salvati grazie alla fedina penale pulita e il decreto svuotacarceri. Domiciliari per un anno, ammenda rateizzata e lezione imparata. Di loro, in ogni caso, il peggiore è sicuramente Jimmy, che la casa l'aveva costruita con i mattoni.

Pinocchio

Nel 1940 un uomo sulla cinquantina, vestito alla tirolese e appassionato di falegnameria, proprietario di un gatto e di un pesce, decide di volere un figlio. Risponde al nome di Geppetto, vive in Italia, ma non sa che nel chiedere quel pezzo di legno a Mastro Ciliegia sta per compiere un illecito.
La legge in Italia non consente l'adozione da parte dei single, a meno che non vi siano casi particolari, come il non riconoscimento da parte della madre di un bambino che quindi rimarrebbe senza famiglia, oppure vi è l'affido per i minori in condizioni di disagio familiare.
Geppetto non solo raggira le liste di adozione, ma addirittura decide di fabbricarselo da sé, questo bambino. In aggiunta, nel terzo lungometraggio Disney, si configura anche un secondo reato: la sottrazione di minorenne da parte degli imbonitori del Paese dei balocchi.
Per quanto riguarda invece la loro trasformazione in ciuchini la giurisdizione italiana non è ancora aggiornata, ma pare che il Governo Conte si fosse attivato con un DPCM per poter evitare che in futuro qualcuno potesse trasformare in asini i figli di qualcun altro e restare impunito.
Purtroppo le dimissioni del Premier hanno vanificato il lavoro in corso. Al Gatto e alla Volpe, invece, ci ha già pensato la natura a fargliela pagare.

Peter Pan

Londra, inizio del Novecento. Tra i più grandi raggiri operati nell'universo Disney troviamo sicuramente quello di Peter Pan, che si macchia del reato di circonvenzione di persone incapaci.
L'articolo 643 del codice penale, d'altronde, sottolinea che è punito con la reclusione da due a sei anni, più una multa che può arrivare fino a 2.000 euro, chiunque abusi dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore per procurare a sé o ad altri un profitto.
I bambini sperduti avevano bisogno di una madre, Peter Pan aveva bisogno di un po' di compagnia, Wendy cercava un'avventura: le necessità si sono incrociate e il raggiro è servito.
Tra l'altro, lo stesso articolo parla anche di persone che versino in uno stato d'infermità o deficienza psichica e vi sfido a sostenere il contrario per i bambini sperduti, costretti a vestirsi come dei buffoni, con pellicce di animali e ad adoperarsi con delle armi di fortuna. Inoltre vengono malnutriti e maltrattati. Talmente grande come reato da riuscire a far passare in secondo piano il fatto che Toro in piedi abbia somministrato stupefacenti a dei minorenni. E poi ce la prendiamo con James Hook.

Bambi

Qui la vittima è senza ombra di dubbio una sola: Bambi. Il cacciatore che lo priva della madre, l'unica che potesse fornirgli una guida verso una vita normale e serena, senza continuare a frequentare conigli poco raccomandabili e puzzole per niente in grado di supportarlo in qualsivoglia percorso di crescita professionale e umana, è chiaramente un bracconiere.
Il reato che si configura è quello di furto aggravato ai danni dello Stato, oltre al porto abusivo d'arma, regolato dall'articolo 699 del codice penale. Sul primo aspetto c'è da tener conto che il patrimonio indisponibile dello Stato è tutelato nell'interesse della comunità nazionale e internazionale, quindi il furto aggravato si concretizza nell'uccisione della fauna da parte del bracconiere, che a questo punto viene accusato anche di danneggiamento. Nessuno può sostenere che la morte della madre di Bambi non abbia arrecato un grave danno al patrimonio non solo dello Stato, ma a quello biologico e psicologico di tutti noi, che da bambini siamo cresciuti con un trauma non visto, non mostrato, ma solo sentito. Cacciatore infame, ridacci la nostra integrità mentale.

Alice nel Paese delle Meraviglie

Pensavate che la Regina di Cuori fosse il più grande criminale del Paese delle Meraviglie? Sbagliato. Parliamo del Cappellaio Matto. Innanzitutto tenere un ghiro all'interno di una teiera dalla quale si versa da bere non è assolutamente igienico: su questo interverrà, però, l'autorità competente.
Quello che a noi interessa è l'appropriazione indebita, regolata dall'articolo 646 del codice penale, che punisce chiunque si appropri di una cosa mobile altrui per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto. E diciamocelo chiaramente: impossessarsi del cipollotto del Bianconiglio, per poi romperglielo in maniera maldestra e restituirglielo rovinatissimo e distrutto, arrecando anche un danno biologico al proprietario, è giusto che sia punito con la reclusione da due a cinque anni.
In aggiunta, non siamo del tutto sicuri che Biagio Lucertola, lo spazzacamino con una scala, eserciti la professione con regolare licenza: la sua fortuna è che si ritrova a essere spedito tra le nuvole da uno starnuto di Alice, altrimenti la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa fino a 50.000 euro ex articolo 348 del codice penale non gliela toglieva nemmeno il marito della Regina di Cuori. Di mezzo ci sarebbe andato anche il Capitan Libeccio, che favoreggia il lavoro in nero, così come il Carpentiere, che per accontentare il Tricheco e un gruppo di ostrichette costruisce sul demanio una casa palesemente abusiva e senza autorizzazioni. I Tre Porcellini non hanno insegnato niente.

La Spada nella Roccia

Quella Torre Nord, esimio Sir Ettore, non è palesemente a norma. Utilizzarla per gli ospiti non è un reato, ma è sicuramente un gesto insensato. Ciò detto, Caio non è per niente diverso dal bracconiere che se la prende con la madre di Bambi, dato che non ha sicuramente una licenza per andare in giro a scoccare frecce contro i cervi.
Ma restiamo concentrati su Ettore, che dubitiamo abbia potuto dichiarare di aver assunto una domestica in casa, che tra l'altro dov'era mentre Merlino lanciava la maledizione alla sua cucina? Come fa ad accorgersene dopo tutto quel tempo?
Il pagamento in nero di una domestica attualmente prevede una prima sanzione che va fino a 500 euro, in secondo luogo, se scatta il lavoro continuativo in nero, si può arrivare anche a 12mila euro. Soldi che dubitiamo Ettore abbia, visto il modo in cui gestisce il suo castello e l'istruzione di Semola.
A tal proposito, non mandare i minori a scuola è reato, soprattutto se viene elisa la scuola elementare. Dal 2010 in Italia non è sanzionato il genitore che non manda il figlio alle scuole medie, e Semola a 12 anni dovrebbe essere proprio alle medie, quindi Ettore si salverebbe soltanto grazie a questa ratifica.

Aladdin

Troppo comodo essere la legge e poterla cambiare a proprio utile, caro Sultano. Intanto, però, Aladdin si macchia di qualsiasi tipo di reato possibile, dal furto all'appropriazione indebita, ma direi che questi aspetti sono alla base del leitmotiv del film intero.
Abu non è da meno, se vogliamo essere onesti, fino ad arrivare al più grande criminale dell'intera Agrabah: il Genio. L'articolo 544 ter rubricato come "maltrattamento di animali" recita che chiunque per crudeltà - ma soprattutto senza necessità - vada a cagionare una lesione a un animale, sottoponendolo a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche, è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi, fino a una multa che può arrivare a 30.000 euro.
È palese che non c'era alcun bisogno di trasformare Abu in un elefante e metterlo a capo di un corteo non autorizzato, costringendolo a delle fatiche che non rientrano nella natura di un piccolo scimpanzé. A salvare il Genio ci sarebbe solo l'aver scontato dieci milioni di anni di reclusione nella Lampada: non osiamo immaginare quali fossero stati i precedenti reati.

Si potrebbe andare avanti ancora per molto, come avete intuito, scovando all'interno dell'universo Disney una marea di problematiche giuridiche che porterebbero i coinvolti in processi lunghissimi e farraginosi.
Pensate che tra l'altro abbiamo voluto evitare di entrare nel merito di quella volpe di Robin Hood, paladino dei reati qui elencati.
In chiusura, tralasciando la vena ironica di cui vi abbiamo parlato, è palese che l'intenzione di questo articolo è mettere sotto al naso di tutti che le favole devono restare nel mondo della fantasia, che non sarà un cartone a istigarci a compiere le medesime azioni qui elencate e che nella realtà non possono essere adottate come azioni del quotidiano.
Lasciamo le favole lì dove sono, non infanghiamo la memoria di un visionario come Walt Disney, che con Biancaneve realizzò un miracolo. La gente non è abituata ai miracoli, come d'altronde lo stesso Disney fece dire ad Alberto Sordi nel monologo conclusivo di Musica Maestro, nel segmento di Gianni la balena, ma almeno ogni tanto potremmo provarci.