Venom senza Rated-R: il cinecomic Sony spogliato della sua natura?

Le promesse di un Universo Rated-R dedicato ai personaggi Marvel in mano a Sony starebbe sfumando in virtù di un possibile crossover con l'MCU.

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Uno dei saggi più curiosi e intellettualmente più interessanti del compianto David Foster Wallace si chiama Considera l'Aragosta. Il titolo è anche quello che si legge in copertina della raccolta di altri scritti dell'autore di Infinite Jest, ma il saggio in questione è tra quelli che hanno sicuramente provocato più controversie, certamente tra i lettori di riviste culinarie o professionisti del settore. Questo perché, nel suo stile unico e dirompente, Wallace analizzava il cortocircuito etico di far bollire un'aragosta viva per aumentare il piacere del consumatore, approfondendo il tutto con una disquisizione sul complesso sistema sensoriale dell'animale.
Direte voi: cosa potrà mai c'entrare un'aragosta con Venom? Eppure vi assicuriamo che, alla larga, c'entra eccome. Perché la Sony, calandosi nei panni di uno chef, sta agendo oggi eticamente un po' come preferisce, cercando di far "bollire" un progetto vivo senza tenere conto della natura dello stesso, puntando diretta al successo al botteghino senza considerare la natura del simbionte creato da Todd McFarlane e David Micheline.

Brutale... ma non troppo

È così che, secondo un ultimo report di Variety, l'Universo Rated-R dedicato ai personaggi Marvel in mano alla Sony Pictures starebbe ridimensionandosi in un Universo PG-13, che è il rating di progetti come Suicide Squad o Avengers: Infinity War. Questo significa che per mesi, seguendo sia le parole di Ruben Fleischer che di Tom Hardy e della produzione, abbiamo parlato del nulla, disquisendo e interrogandoci su quanto un titolo come Venom potesse assumere potenza brutale e fascinosa sul grande schermo se accompagnato da un Rated-R, che gli avrebbe permesso ampi margini di manovre violente e sanguinose. E adesso veniamo a scoprire che di sangue e violenza ce ne sarà... ma non troppa.
Il sito riporta che la decisione di un passo indietro rispetto ai piani iniziali risiederebbe nella volontà di vedere Venom all'interno delle fila del MCU al fianco dello Spider-Man di Tom Holland, o meglio contro. Sappiamo tutti che il Simbionte legatosi a Eddie Brock è una delle nemesi più amate e potenti dell'eroe-ragno, quest'ultimo concesso in termini creativi ai Marvel Studios di Kevin Feige, che hanno fatto entrare nelle casse della Sony introiti importanti e sopratutto hanno portato un consenso critico incredibile. Se in origine, allora, la Sony pensava di sviluppare un Universo vietato ai minori, col passare dei mesi potrebbe aver compreso come la mossa necessiti di una smussata in virtù di piani di collaborazione futuri. Meglio andare sul sicuro, allora, e agire con logica del profitto e non secondo coraggio o promesse. Certo, vedere in un prossimo futuro Spider-Man e Venom darsele di santa ragione in un film sviluppato dai Marvel Studios non sarebbe affatto male, ma bisogna tenere conto del prezzo da pagare.
La Disney è una compagnia rinomatamente family friendly, tant'è che di produzioni cinecomic Rated-R, finora, non ne ha mai prodotte e forse neanche lo farà in futuro, nonostante l'accordo Fox (tutto è in divenire e da approfondire). E nella catena gerarchica cinematografica la Casa di Topolino è al saldo comando del mercato, con società come la Sony oggi disposte a tutto pur di entrare in quel meraviglioso mondo di sicurezze produttive che la Disney ha creato nel corso del tempo. E a rimetterci, alla fine, sono progetti come Venom, di loro natura pensati come violenti, brutali e non adatti a un pubblico di giovanissimi.

Addirittura l'apertura alla Disney sarebbe così palese che nelle intenzioni della Sony ci sarebbe la volontà di arrivare a unire i due universi, MCU e il loro, ancora indefinito e in divenire. A Feige una simile disponibilità potrebbe sicuramente fare gola, ma il potere contrattuale della Sony, a questo punto, è molto basso, e questo perché potrebbe rinunciare a percorrere una strada che poteva condurre a risultati incredibili -anche slegati dai Marvel Studios-, preferendo invece allinearsi con la policy della compagnia amica.
In questi termini, il gusto del grande pubblico, quello medio e mediamente curioso, disposto a sborsare fruscianti dollaroni, è quello che viene preso come metro di riferimento. Quello per cui viene preso un progetto come Venom, vivo, pulsante e sensibile, e viene gettato intero nel pentolone dei reshoot "per aumentarne l'ironia" e far sì che si adatti a palati anche meno sofisticati, così da renderlo più appetibile e "tenero" alla masticazione visiva. Ecco perché considerare l'aragosta.

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