Venom al cinema: un super cattivo che meritava di meglio

La nostra disamina sulle varie versioni dei personaggi Marvel al cinema si occupa di uno dei villain più famosi di Spider-Man: Venom.

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Venom, lo spietato simbionte storico avversario dell'Uomo Ragno, nel corso della sua lunga storia editoriale ha subito numerosi cambiamenti, tanto a livello di design quanto dal punto di vista caratteriale, passando dal ruolo di villain a quello di antieroe.
Il personaggio, estremamente popolare negli anni '90, è riuscito a incontrare il favore del pubblico internazionale anche grazie al recente film a lui dedicato, arrivato nelle sale nel 2018 e da poco disponibile su Netflix.
L'iconico villain, comunque, prima della sua apparizione nello standalone del Sonyverse, è comparso anche nel terzo capitolo di Spider-Man diretto da Sam Raimi.
Dopo l'analisi delle varie versioni dei supereroi al cinema, partendo da L'Uomo Ragno per arrivare al Punitore, così come a Devil ed Elektra, in questa disamina a tema Marvel proveremo a focalizzarci proprio su Venom, cercando di comprendere al meglio i pregi e i difetti delle due versioni arrivate sul grande schermo.

Il Venom di Sam Raimi e Topher Grace

Seppur faccia sempre un po' male dirlo, il Venom comparso nel film di Sam Raimi risulta ancora oggi il villain peggio caratterizzato dell'intera trilogia Spider-Man centrica, soprattutto per via del suo inserimento a tratti forzato che, fin dalla sua uscita, ha portato lo stesso terzo capitolo di Raimi a risultare come il peggiore del trittico.
Il pericolo dietro al concetto di vendetta nuda e cruda, paragonata a un vero e proprio veleno capace di corrompere anche l'animo dei puri di cuore, diviene in sostanza uno dei temi cardine del film, con L'Uomo Ragno intento a lottare con la sua metà più oscura capace di fargli distruggere tutto ciò che ama.
Un personaggio complesso e stratificato come Venom avrebbe però sicuramente meritato più tempo scenico per venir assimilato in maniera ottimale dagli stessi spettatori.
Nel corso della terza pellicola raimiana, invece, il feroce alieno appare come una vera e propria macchietta, soprattutto se paragonato a nemici caratterizzati molto meglio, su tutti L'Uomo Sabbia.
Il Venom di Topher Grace è così totalmente fuori fuoco, complice anche l'infelice scelta di non marcare particolarmente l'attenzione sull'odio viscerale provato da Eddie Brock (l'ospite umano a cui il simbionte decide di legarsi alla fine del film) verso Peter Parker.
La gestione del villain appare così assolutamente affrettata e poco approfondita, non riuscendo in alcun modo a bilanciare il lungo preambolo tematico visto per tutta la prima parte della pellicola.
A livello di design, il simbionte risulta abbastanza soddisfacente, seppur la scelta di lasciare la voce di Eddie normale anche durante la trasformazione ha indispettito i fan fin dalla sua prima apparizione.

Allo stesso modo, vedere comunque un essere mostruoso parlare con una voce normalissima ha inevitabilmente depotenziato la stessa idea di feralità legata al villain.
Anche il modo con cui Venom viene sconfitto ha portato il personaggio a essere presto dimenticato dal grande pubblico.
Il simbionte, seppur sia in realtà uno degli avversari più temibili dell'Uomo Ragno, nel corso dell'opera viene sconfitto in poco tempo, concentrando il suo screen-time negli ultimi minuti del film, troppo pochi per valorizzare al meglio l'iconico nemico creato da David Michelinie e Todd McFarlane nel 1988.

Il Venom di Ruben Fleischer e Tom Hardy

Chiusa l'infelice parentesi vista in Spider-Man 3, purtroppo si è deciso di aprirne un'altra di eguale caratura, presentandoci nuovamente il villain - qui in versione di antieroe - attraverso un mood a tratti scanzonato e irriverente, davvero troppo lontano dalla versione fumettistica (anche nella sua variante più benevola) di riferimento.
Nonostante la buona performance di Tom Hardy, in grado di dare al suo Eddie Brock una nota sopra le righe in alcuni punti anche riuscita, il personaggio risulta a più riprese eccessivamente snaturato, anche per l'assenza totale di rimandi all'Uomo Ragno (a cui il simbionte è in realtà indissolubilmente legato).

Complice l'infelice scelta di rendere il film PEGI 13, visto che i fan hanno sperato fino all'ultimo in una pellicola più adulta e violenta, Venom risulta quasi una parodia del personaggio originale, in un continuo rimando alla sua innata cattiveria incapace però di catturarne l'essenza più pura. Nel corso dell'opera si è deciso infatti di puntare in maniera marcata sull'infantilismo, scelta che ha portato lo stesso protagonista ad apparire esageratamente simpatico, senza però rimarcare il senso di minaccia che in realtà dovrebbe ispirare.
Buono comunque il character design del simbionte, su cui ci si è focalizzati maggiormente rispetto al passato nonostante alcuni momenti non pienamente riusciti, soprattutto durante le sequenze action, in cui la grafica in CGI ha mostrato a più riprese il fianco (come ad esempio nel confusionario combattimento finale).
Peccato anche per il villain presente nella pellicola, incapace di risultare in alcun modo interessante ma, anzi, esageratamente stereotipato.
L'unica speranza è quindi quella di vedere un netto cambio di rotta nel sequel in arrivo (dove sarà presente anche il folle quanto spietato Carnage) seppur al momento sia ancora presto per fare previsioni.

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