Vedremo mai i due sequel di Alita al cinema? Proviamo a capirlo

Partendo dagli incassi e arrivando alle parole di produttori e animatori, cerchiamo di fare il punto della situazione sul franchise di Alita.

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Tra il nero del flop commerciale e il bianco del successo ai botteghini mondiali, c'è una zona grigia e intermedia del mercato che spesso non viene considerata. Alita: Angelo della Battaglia diretto da Robert Rodriguez e prodotto da James Cameron rientra proprio in questo "purgatorio" economico, e per questo bloccato in quanto franchise in una sorta di limbo produttivo da cui è difficile tirarsi fuori. Con un esoso budget di 170 milioni di dollari, a cui vanno ad aggiungersi almeno altri 100-140 milioni di spese di marketing, l'adattamento cinematografico del manga di Yukito Kishiro ha incassato in tutto il mondo 404 milioni di dollari, chiudendo dunque la sua corsa al box office con degli introiti appena sufficienti a non rendere il film un flop.

Sì perché 80 milioni di profitti per un film del genere contano poco, sicuramente nulla in un discorso di produzione di ben due sequel già programmati, per giunta necessari al completamento del comparto narrativo dell'intero progetto. Al contempo, comunque, Alita: Angelo della Battaglia è stato discretamente apprezzato da pubblico e critica, fattore che sommato a quel minimo profitto registrato potrebbe convincere la nuova 20th Century Fox a guida Disney a procedere con i capitoli successivi. La domanda è dunque la seguente: vedremo mai Alita 2 e 3 al cinema?

Ambizioni e realtà

La prima cosa certa da sottolineare è che Alita - Angelo della Battaglia necessiterebbe almeno di un sequel. Il film di Rodriguez si dimostrava infatti nel suo finale estremamente introduttivo, pensato proprio a monte per essere l'inizio di una più lunga e importante avventura. Per questo si soffermava tanto su elementi forse persino secondari, dilungandosi su di un discorso caratteriale che fagocitava spesso l'azione, presente ma curiosamente secondaria, pur essendo estremamente spettacolare. La conclusione che mostrava poi il Nova di Edward Norton togliersi gli occhiali ci lasciava con una promessa che sapevamo già difficile da mantenere, ma a quanto pare si starebbe lavorando affinché ciò accada. Già a luglio il capo animatore di Alita, Mike Cozens, dichiarava in un'intervista di avere "splendide idee" per i due sequel, sperando nella futura produzione degli stessi. E la pensava come noi: "Vorrei che il lato drammatico della narrazione venisse meglio bilanciato con più azione. Alita dovrebbe combattere di più".

Da quel momento, relegato in solitaria nel caldo estivo di luglio, non si era poi saputo più nulla, almeno fino agli inizi di questo dicembre, quando a parlare dei due sequel sono intervenuti nientemeno che i produttori del film, Jon Landau e James Cameron. Pur non dando indicazioni precise relative a un'eventuale uscita di Alita 2, soprattutto Landau si dice speranzoso e fiducioso sul continuo del progetto cinematografico, specificando come "anche l'esercito di Alita dovrebbe spiegare alla Disney quanto sia importante per loro che si proceda con la produzione dei film". "La nostra speranza", ha concluso il produttore, "è che un giorno riusciremo ad avventurarci in quella direzione".

Insieme a Cameron, comunque, Landau è perfettamente consapevole della dilatazione dei tempi di sviluppo: sia per un discorso relativo a tutta un'analisi e revisione dei franchise dell'ormai sussidiaria Fox in corso alla Disney, sia perché attualmente manca proprio una sceneggiatura. Il primo passo, dunque, sarebbe assumere uno scrittore per elaborare il prosieguo della storia di Alita sul grande schermo, ma questo comporterebbe una certa fiducia da parte della Disney, che attualmente non c'è.

Colpa tanto dell'insuccesso del film quanto del flop di Terminator: Destino Oscuro, anche questo prodotto e co-scritto da James Cameron, di cui si possono dire a rischio anche i futuri Avatar 3, 4 e 5 se il secondo capitolo della pentalogia delle lune di Pandora non dovesse rispettare le aspettative della Casa di Topolino (che sono elevate, considerando i quasi 3 miliardi del primo film).

Ad ogni modo, dovesse la Disney dare questa fiducia a Cameron, ci vorrebbero da quel momento in poi "tra i 12 e i 18 mesi per la stesura di una prima bozza di sceneggiatura", poi la revisione e la messa a punto, quindi il casting e lo scouting per le location, lo scheduling delle riprese, sei mesi di shooting e un anno di post-produzione.
Considerando infine che tutto questo potrebbe trasformarsi in realtà soltanto dopo la fine della corsa al box office di Avatar 2 e tra i mesi di pausa degli impegni produttivi di Cameron con il franchise, significa che semmai vedremo Alita 2 al cinema sarà all'incirca tra sei o sette anni. E questo sempre in modo ipotetico, nel caso tutto fili liscio...

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