Valerian

Valerian: dal fumetto al film di Luc Besson

Con l'adattamento cinematografico alle porte, ripercorriamo i temi salienti e lo stile dell'eccezionale graphic novel paragonandola alle immagini del film.

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Non è purtroppo una verità conosciuta dai più, ma quando si parla di Valerian si sta trattando in realtà di uno dei grandi capostipite della space-opera moderna, intesa nella più ampia concezione tra i vari media fumetto, cinema e TV. L'opera originale scritta da Pierre Christin e disegnata da Jean Claude-Ménzières è infatti ad oggi una delle graphic-novel sci-fi più apprezzate, vendute e longeve mai state concepite, apparsa per la prima volta nel 1967 e con un cursus vitae ricco e soddisfacente, conclusosi solo nel 2010 con la pubblicazione dell'ultimo albo - il ventunesimo per l'esattezza. Una storia, quella degli agenti spazio-temporali Valerian e Laureline, attraverso la quale i due autori hanno sempre cercato di veicolare le loro idee sociali e politiche, raccontando con vivida immaginazione, forte senso critico e con un'impianto visivo semplicemente impressionante universi fantastici che hanno ispirato nel tempo saghe amatissime e famose come ad esempio quella di Star Wars. L'adattamento cinematografico scritto e diretto da Luc Besson, Valerian e la Città dei mille Pianeti, uscirà nelle nostre sale il prossimo 21 settembre (in America il 21 luglio), è basato sul 6° albo dell'opera, Ambassador of the Shadow, ma prima di immergerci completamente nel film europeo più costoso di tutti i tempi (più di 200 milioni di euro di budget), proviamo a fare un breve excursus sui temi e sullo stile di un'opera tanto eccezionale come questa.

Per servire e proteggere

L'incipit della graphic novel è in realtà molto semplice ma già estremamente complesso in termini puramente creativi. Valerian e Laureline sono agenti spazio-temporali che viaggiano attraverso l'Universo a seconda della missione che gli viene affidata dal centro operativo su Galaxity, futuristica metropoli del 28° secolo (circa il 2700) e capitale dell'Impero Galattico Terrestre. L'obiettivo e il costante impegno degli agenti spazio-temporali in questo contesto è quello di salvaguardare la storia e l'Universo da eventuali paradossi o problemi causati da vari criminali, in modo tale da proteggere la Terra e il suo Impero. La prima storia di Valerian, The City of Shifting Water, è una brillante quanto ancora spoglia introduzione a questo immaginifico e potente racconto, dove lo stile caricaturale di Ménziéres è ancora molto accentuato in riferimento ai volti dei protagonisti o alle dimensioni leggermente sfalsate dei corpi (tratti che comunque manterrà nel tempo, evolvendoli), a differenza invece degli sfondi e delle location di contesto, sin da subito uno degli elementi più vivi e pulsanti del fumetto, almeno in termini di puro disegno. Per iniziare i neofiti a un universo potenzialmente tanto vasto, gli autori decisero però di non mostrare subito un'avventura nel cosmo o in un pianeta sconosciuto tra strambe o bellissime razze aliene, relegando i nostri due eroi sulla Terra, tra le rovine di una New York desolata e completamente invasa dall'acqua e dalla natura. Questa visione apocalittica verrà poi saccheggiata a man bassa da cinema e videogiochi, l'idea base per cui la vegetazione contaminerà le metropoli umane, ristabilendo il predominio della natura sull'uomo. Partendo da questo solido albo apripista, gli autori hanno poi cominciato ad approfondire e sperimentare il loro stesso universo fantastico, trasportando Valerian e Laureline ai confini dell'universo in missioni sempre più pericolose anche in veste di mercenari, per una serie dai molteplici assi nella manica e scritta con attenzione e acume da Christin, carica di un sottile umorismo che sin dagli inizi ha immediatamente catturato le menti dei lettori.

Un inno al liberalismo e alla diversità

Come dicevamo, Valerian contiene in sé anche molte idee politiche di stampo liberale, sviluppate anche in modo molto complesso all'interno di racconti dettagliatissimi e fortemente dialogati, tanto da rendere la graphic novel una dei capisaldi del fumetto autoriale europeo. Questo approfondimento socio-politico, però, vedrà un suo completo sviluppo solo dopo i primi albi, dato che la tendenza dello scrittore era inizialmente quella di raccontare una battaglia tra bene e male da diversi punti di vista e situazioni, utilizzando anche molti cliché. Già nel volume che funge da base per il film di Besson, ad esempio, l'interesse etnologico e sociologico di Christin assume una forte centralità nella stesura dei testi, tanto che molte delle migliori battute risultano legate ai fraintendimenti di costume o ideologici tra i protagonisti e le varie razze che incontrano. Il cuore dell'opera, comunque, è l'esplorazione e la scoperta, momenti che possono impegnarci in una sfida con noi stessi facendoci giungere a un'epifania o distruggendo i nostri pregiudizi, celebrando la diversità con sofisticato criticismo. Ma Valerian ha in sé anche interessanti spunti politologi, in riferimento ad esempio alla corruzione all'interno di un sistema imperialista auto-proclamatosi democratico e liberale.

Confidiamo in te, Luc!

Prima ancora di prestare il suo talento alla trasposizione cinematografica di Valerian, Luc Besson aveva attinto al lavoro visivo di Ménzières già con Il Quinto Elemento, che in molte sequenze ricordava da vicino l'intramontabile stile del disegnatore francese. Facile quindi immaginare la resa qualitativa in sala di un universo adesso interamente basato sull'estro creativo del fumettista, sicuramente tra i punti fondamentali dell'adattamento, anche basandoci sulle prime immagini e dai trailer visti finora. Sembra che il cineasta voglia rendere sincera giustizia alle meravigliose tavole di Ménziéres, alle incredibili strutture architettoniche da lui ideate e ai panorami alieni dipinti con tratto impeccabile, nonostante poi la scelta di due interpreti che almeno fisicamente sono un po' distanti dalle controparti cartacee.

L'importante, in questo caso, è però che Dane DeHaan e Cara Delevingne incarnino in pieno l'essenza dei loro personaggi, il primo archetipo di eroe classico, buono, gentile, senza paura e rispettoso della gerarchia, mentre la seconda è una partner dall'intelligenza superiore, determinata e con un sex-appeal non indifferente, tanto che per molti numeri ci sarà una palpabile tensione sessuale tra i due personaggi. Le reazioni al film, comunque, sono state per ora miste, unite nell'elogiare soprattutto una grandiosa messa in scena e alcuni spunti della trama, ri-adattata per il grande schermo da Besson in modo tale da incanalare in un lungometraggio di due ore i tratti salienti dell'opera originale, con il fine di creare un film che risulti più fedele che derivativo. La speranza è che un progetto tanto ambizioso riesca nell'intento di incantare il grande pubblico, perché dietro a un blockbuster milionario si nascondono cinquant'anni di storia, decenni di successi conquistati con talento e dedizione che - vada come vada - meritano il giusto rispetto che appartiene ai grandi. E tra le mani di un regista capace come Besson, anche fan della prima ora della serie, ispirato e coscienzioso, Valerian sarà in qualche modo sicuramente pronto a sorprendere.

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