Una poltrona per due e gli altri: 5 curiosità sui cult di Natale in tv

Scopriamo le curiosità su alcuni cult natalizi come Una poltrona per due, Mamma ho perso l'aereo, Mary Poppins, Gremlins ed Edward mani di forbice.

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Natale, periodo di classiconi che tornano come ogni anno a solcare i palinsesti delle tv nazionali, veri e propri cult di pubblico e di critica ormai ben radicati nell'immaginario collettivo del grande pubblico. In occasione delle imminenti festività abbiamo deciso di offrire una pagina di lettura diversa su questi titoli ben conosciuti da tutti (Una poltrona per due fa parte ormai degli addobbi natalizi di ogni casa), decidendo non tanto di darne l'ennesima e ritornante analisi critica bensì di andarne a scoprire diverse curiosità ivi riguardanti, nella speranza di offrire qualcosa di nuovo a chi non si è mai troppo addentrato nella genesi produttiva e nel background di una pellicola gustandone solo (condivisibilmente) il mero spettacolo ludico.

Una poltrona per due

Non potevamo che cominciare questa lista partendo dal cult per eccellenza della notte natalizia televisiva italiana, ossia Una poltrona per due. Chissà se il film di John Landis avrebbe ottenuto lo stesso successo senza la presenza di Dan Akroyd ed Eddie Murphy, certo è che in origine i due candidati a vestire il ruolo di protagonisti erano Gene Wilder e Richard Pryor, storica coppia comica già sperimentata con successo sul grande schermo. Un problema alla vista del secondo però, causato da un incidente, costrinse la produzione ad ingaggiare Eddie Murphy il quale insistette a far sostituire anche Wilder in quanto non voleva essere considerato come un semplice rimpiazzo dell'inossidabile altro membro del duo. Attori che arrivano, attori che ritornano altrove: i personaggi di Randolph e Mortimer Duke, interpretati rispettivamente da Ralph Bellamy e Don Ameche, compaiono infatti nel successivo (sempre diretto da Landis) Il principe cerca moglie (1988) nei panni di due barboni, diretta conseguenza degli eventi della qui narrativa. Eventi che hanno inoltre ispirato una norma in vigore dal 2010 a Wall Street, conosciuta proprio come "Eddie Murphy Rule", che vieta a chiunque in possesso di informazioni riservate del governo di fare operazioni sul mercato di materie prime.

Mamma, ho perso l'aereo

Il più grosso successo natalizio ai botteghini statunitensi di tutti i tempi, ma anche nel Belpaese ha fatto sfracelli conquistando grandi risultati di pubblico: stiamo parlando di Mamma, ho perso l'aereo, cult per famiglie diretto nel 1990 da Chris Columbus con protagonista il giovanissimo Macaulay Culkin. Il piccolo attore è stato totalmente ignorato durante le riprese da Joe Pesci, affinché il loro rapporto fosse più teso durante le loro sequenze; il popolare attore italo-americano morse addirittura un dito al bambino durante una scena, lasciandogli una cicatrice (che questo trauma abbia definitivamente segnato il futuro declino psicofisico del biondino?). Forse Robert De Niro, inizialmente scelto per la parte di Harry, non sarebbe arrivato a tanto. Sul film aleggia inoltre una vera e propria leggenda metropolitana, che si ricollegherebbe alla presunta "non-morte" di Elvis Presley: nella scena in cui la mamma di Kevin discute con il receptionist dell'aeroporto, alle sue spalle compare un uomo con la barba che, secondo molti fan, sarebbe proprio il compianto Re del rock'n roll in persona!

Mary Poppins

Eccoci ora ad uno dei film più amati realizzati da Walt Disney, quel Mary Poppins che tanto fece sudare il geniale imprenditore, come anche recentemente raccontato in Saving Mr. Banks (2013). L'amato personaggio interpretato dalla deliziosa Julie Andrews (allora una perfetta sconosciuta) nelle intenzioni originali era stato pensato molto più dark, e la candidata numero 1 per il ruolo era stata trovata nella grande Bette Davis; in seguito alla "battaglia" intrapresa dall'autrice del romanzo i toni sono stati addolciti, con la lista di potenziali attrici che, prima della scelta definitiva, aveva incluso anche Angela Lansbury, conosciuta dai più come La signora in giallo. Ciò nonostante Pamela Travers, creatrice della storia, odiò talmente il film che si mise a piangere, vedendo nel finale un'ideologia antifemminista. Letture polemiche di sorta o meno, è da ammirare l'autenticità della messa in scena: ai piccoli interpreti dei fratelli Banks è stato fatto veramente credere che Mary avesse poteri magici, tanto che la loro reazione durante alcune scene è assolutamente naturale. Ennesimo tocco fantastico di una pellicola che non invecchia mai.

Gremlins

Andiamo su toni solo più parzialmente dark con Gremlins, perfetto mix tra commedia e divertimento horror firmato nel 1984 da Joe Dante. Non tutti sanno che questo cult per tutte le età è stato ispirato da un romanzo dell'aviatore Roald Dahl, pubblicato nel 1943 e già al centro di un potenziale film d'animazione prodotto da Walt Disney, poi mai realizzato. La storia del libro era peraltro ambientata durante la seconda guerra mondiale, contesto assolutamente diverso dalla versione degli anni '80. Versione che, nelle intenzioni del regista, avrebbe dovuto essere molto più violenta, prevedendo sia scene truculente che un ruolo da assoluto villain per il piccolo Gizmo, poi diventato simpatica e tenera mascotte dell'operazione. Durante la visione si sprecano riferimenti ad un altro grande classico natalizio, La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra: una scena del suddetto film compare nello schermo di un televisore, e la cittadina in cui è ambientata la vicenda si chiama Kingston Falls, rimando alla Bedford Falls del capolavoro con protagonista James Stewart. Questo non è l'unico titolo citato, tanto che riferimenti a pellicole passate sono ben presenti, con una particolare predilezione per alcune di quelle dirette dal qui produttore Steven Spielberg, Indiana Jones in primis.

Edward mani di forbice

Ancora toni dark, ma qui virati su una dolce malinconia, per uno dei film più ispirati diretti da Tim Burton: Edward mani di forbice ha dato lo slancio definitivo alla carriera di Johnny Depp, ma chissà come sarebbero andate le cose se al suo posto fossero stato scelti Tom Cruise, Tom Hanks (tra i candidati iniziali) o addirittura Michael Jackson, che pare si propose per il ruolo. Questa non è l'unica curiosità riguardante il cast, dato che in una scena si intravede addirittura il futuro cantante dei Backstreet Boys Nick Carter, qui appena un bambino. L'iconico personaggio di Edward, partorito da degli schizzi disegnati dal regista ai tempi del liceo, costrinse l'istrionico protagonista a lunghe sedute di trucco giornaliere, della durata di quasi due ore, con le lunghe mani "a forbice" realizzate dal mago degli effetti speciali Stan Winston. Per dar vita ad una personalità così complessa e al tempo stesso "macchiettistica", Depp si è ispirato ad un capolavoro del cinema muto quale Il gabinetto del dottor Caligari (1920), riuscendo a trovare quel perfetto equilbrio tra melanconia e ingenuità che ha reso l'opera ancor più memorabile. Non a caso Edward è uno dei 5 ragazzi speciali nella filmografia di Burton.

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