Tutte le donne del Joker: da Kim Basinger a Zazie Beetz

Raramente il Joker DC Comics gioca da solo su grande schermo: con lui c'è spesso una donna, in grado di cambiare eventi ed equilibri.

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Se Batman è il supereroe più affascinante e amato dell'universo di fumetti DC Comics, superato solo da Superman in quanto a fama nuda e cruda, Joker è la sua migliore nemesi, il nemico per eccellenza, un villain iconico che ha accompagnato il Cavaliere Oscuro anche in svariate escursioni sul grande schermo. Oggi però non vogliamo parlare di lui, del pagliaccio folle capace di scatenare sommosse popolari dalle conseguenze devastanti, ma delle donne che in qualche modo gli sono state accanto nei più famosi lungometraggi che lo hanno visto come protagonista. Donne che gli hanno dato una mano o che semplicemente hanno subito in modo diretto la sua cieca follia, spruzzata qua e là di malato e contorto romanticismo. Vogliamo partire proprio dal presunto romanticismo del Joker di Tim Burton per parlare di Vicki Vale. (Foto cover: DC Comics)

La Vicki Vale di Tim Burton

Nel 1989 un ancora inconsapevole Burton si apprestava a lanciare un nuovo genere nel panorama cinematografico mondiale. I primi passi del cinecomic moderno, come sarebbe poi stato chiamato e definito, sono stati mossi proprio con il Batman di Michael Keaton e il Joker leggendario di Jack Nicholson. Un pagliaccio spietato, assetato di vendetta, con almeno due punti deboli: l'arte e le belle donne, elementi che combina insieme nel suo assurdo hobby di sfigurare i volti altrui e renderli simili al suo. Uno dei suoi obiettivi principali nel lungometraggio è non a caso conquistare la bella Vicki Vale, od ottenere almeno un appuntamento con lei.

Ovviamente la cronista/fotoreporter non ha alcuna intenzione di reggere il gioco al redivivo Jack Napier, risorto come fenice dalle ceneri di un corpo martoriato dall'acido, motivo per cui viene invitata a una cena con l'inganno - con tanto di spettacolare entrata in scena del deviato villain. La sequenza darà modo a Batman di compiere un salvataggio epico, che fa già parte della storia del cinema contemporaneo. Stesso destino è poi toccato alla sequenza della danza macabra in cima alla cattedrale di Joker e Vicki (una meravigliosa Kim Basinger), con la giovane donna che rischia persino di morire. Per sua fortuna nei paraggi c'è Batman, che si prepara a un pirotecnico finale.

La Rachel Dawes di Christopher Nolan

Quando una donna si pone fra l'uomo pipistrello e il cattivone di turno, è molto probabile che il secondo esca dal confronto con le ossa rotte, metaforicamente parlando. Accade questo anche ne Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, dove un violento Heath Leadger minaccia durante un evento pubblico la bella Rachel Dawes, con la quale pensa di colpire Harvey Dent. La povera Rachel, portata sotto i riflettori come protagonista di una macabra messa in scena, al centro della sala, è tesa, impaurita, immobilizzata, l'ultima cosa che riesce a fare è ridere - chi di noi del resto sarebbe riuscito a sorridere in quella situazione?

Questo porta il Joker a essere sadico, grottesco, convinto di poter regalare un nuovo sorriso (definitivo) al volto della donna con un coltello; anche in questo caso, il villain tenta di trasmettere a qualcun altro la sua stessa sorte, scatenando l'ovvia ira di Batman. Come ben sappiamo, Rachel (un'ottima Maggie Gyllenhaal) non esce di scena dopo la sequenza del party, anzi: suo malgrado diventa un agnello sacrificale, simbolo del bene che deve necessariamente sacrificare una sua parte importante per raggiungere un obiettivo superiore, universale. Questa volta il Joker ha la meglio sul personaggio femminile, è però una vittoria di Pirro, la cui contentezza dura un battito di ciglia.

Il vulcano Harley Quinn

Abbandoniamo per un momento la sfera drammatica dei Joker firmati Tim Burton e Christopher Nolan per toccare altri tasti, quelli di Suicide Squad di David Ayer. Anche questo lungometraggio è entrato, come gli illustri colleghi di cui abbiamo appena parlato, nella storia del cinema, purtroppo però per i motivi sbagliati. Il cinecomic infatti, nonostante una campagna marketing gigantesca, è risultato un clamoroso flop commerciale, inoltre è entrato di diritto in molte classifiche dei peggiori cine-fumetti mai realizzati. Lo stesso personaggio di Joker, interpretato da uno sterile Jared Leto, ne è uscito completamente massacrato dalla critica e dal pubblico per le aspettative che ha deluso e lo scarso minutaggio che ha ottenuto.

Il film però fa esplodere - letteralmente, come hanno dimostrato le successive fiere del fumetto e gli eventi cosplay di tutto il mondo... - la donna che versa al suo fianco: Harley Quinn, interpretata da una magnifica Margot Robbie. L'attrice australiana risulta talmente brillante nella sua rappresentazione da diventare una vera e propria icona, fenomeno di costume che ha portato inoltre alla produzione di Birds of Prey, cinecomic tutto al femminile che segna il ritorno della Robbie senza il suo partner-in-crime - e che arriverà nelle nostre sale il 6 febbraio.

Sophie Dumond e Arthur Fleck

Se Suicide Squad di David Ayer vede un personaggio femminile prevalere nettamente sul temibile villain sorridente, Todd Phillips va ancora oltre con il suo recente Leone d'Oro Joker (già disponibile in Digital Download sulle principali piattaforme italiane). Il regista di Una notte da leoni ha portato su schermo una donna "comune" in grado di aprire il cuore a un uomo altrettanto "comune", prima che ovviamente la follia prenda il sopravvento nella sua mente e lo trasformi in qualcos'altro.

Sophie Dumond, interpretata magnificamente da Zazie Beetz, è un personaggio sensibile all'estremo, una madre single che vive a Gotham City fra mille difficoltà. Non è una fotoreporter in carriera come Vicki Vale, non ha praticamente nulla in comune con la Rachel Dawes infiltrata ai piani alti della società, tantomeno possiede l'esuberanza e la mente criminale di una Harley Quinn.

Siamo invece ai margini della società, in quella terra di nessuno dove si muove anche Arthur Fleck, che sommerso fino al collo in una società opprimente e respingente trova in Sophie la luce in fondo al tunnel. L'unica persona di sesso femminile, esclusa la madre ovviamente, in grado di percorrere una corsia preferenziale nel suo animo gentile - perché tale è Arthur, prima che il lato Mister Hyde abbia la meglio.
Sophie rappresenta probabilmente l'unico appiglio per Arthur Fleck, la sola in grado di capirlo senza proferire parola; l'unico personaggio capace eventualmente di fermare il caos, peccato soltanto che non le venga data una vera, sincera possibilità. Il mondo disperato di Todd Phillips ha un destino già segnato, non c'è possibilità di riscatto e la rivolta già cresce per le strade di Gotham City. Non c'è più nulla da fare, nonostante il bacio a sorpresa che gli sceneggiatori Phillips e Silver regalano ai due personaggi. Quel momento sarà la tomba di Arthur Fleck, prima dell'apocalisse.

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