Speciale TRON Legacy: Intervista ad Olivia Wilde

La nostra intervista esclusiva ad Olivia Wilde, co-protagonista di TRON Legacy

Speciale TRON Legacy: Intervista ad Olivia Wilde
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Comincia con questo articolo il coverage esclusivo di Everyeye su TRON: Legacy. Come sapranno i lettori più attenti, alla fine di Settembre il vostro Network preferito è stato invitato ad un importante evento di presentazione del nuovo film Disney. Dal "Junket" è emerso il profilo di un film profondo, spettacolare, divertente, e non meno visionario del suo predecessore. Per ammorbidire i vostri appetiti, nel tempo che ci separa dall'uscita, troverete ogni 15 giorni un articolo esclusivo dedicato a TRON: Legacy. Ricordate quindi di monitorare le nostre pagine, e non mancate all'appuntamento del 28 Ottobre, in cui finalmente potremo pubblicare le nostre impressioni sullo Sneak Peek di 30 minuti mostrato negli studi di Digital Domain.
Prima d'allora, vi lasciamo ai resoconti d'interviste e Roundtable. E mentre vi anticipiamo che il nostro secondo "ospite" sarà Steven Lisberger, regista del primo Tron e producer di Legacy, per iniziare non potevamo fare a meno che pubblicare la nostra chiacchierata con Olivia Wilde.

Nota di redazione.

L'uscita di TRON Legacy si sta avvicinando, quindi cominciamo a riproporvi i nostri articoli esclusivi realizzati a Los Angeles durante il tour di presentazione alla stampa web avvenuto lo scorso settembre, cui Everyeye.it era l'unico esponente della stampa web italiana. Si riparte con Olivia Wilde!

Meet Quorra

Quando entriamo nella stanza, lei è seduta. Appoggia i gomiti sul tavolino di legno, le mani congiunte. Ruota la testa, ed è come se la conoscessimo da sempre. Regala sorrisi intrisi di una delicata malizia, ben più penetranti di quelli che esprime sul set di Dr. House. Si scosta i capelli, e gioca con gli occhi facendoli schizzare su e giù. Sembra avvolta da una grazia innaturale, ma tangibile. La voce è forte, sentenziosa, profonda. Ci sediamo, sotto lo sguardo vigile della sua assistente, e le stringiamo la mano.


Parlaci un po' del tuo personaggio, Quorra.
Olivia Wilde: Come sapete, Quorra è un programma, con l'incarico preciso di difendere e servire Kevin Flynn. Potremmo dire che prende proprio il posto di Tron, e questo mi lusinga molto, data la centralità del personaggio nella vicenda. Non è facile dipingere il "carattere" di Quorra. Lei è anzitutto leale, di una lealtà incrollabile, dal momento che è stata progettata per questo. Ma è anche curiosa, esuberante. E' una guerriera spietata, dura e abile, ma anche quando combatte lo fa piena di entusiasmo, piena di vita. E' sempre attraversata da un sorriso. E' interessante l'ammirazione che prova per Kevin e, soprattutto, per Sam. Nei lunghi anni passati con Flynn (il tempo all'interno di Grid non è l'equivalente di quello umano, e ad ogni anno terrestre corrispondono molti "cicli"), Quorra è entrata indirettamente in contatto con la cultura dell'uomo. Ha avuto accesso a molte opere letterarie, ha sentito parlare delle città, e della natura. Quando Sam arriva nel suo mondo, per lei è come se arrivasse una sorta di divinità, che proviene da un regno sconosciuto. Come avrete modo di vedere, il rapporto fra i due protagonisti sarà molto particolare.


In Tron Legacy, dunque, tu interpreti un programma, non un umano. Probabilmente, in questi casi non è facile trasmettere al pubblico le giuste sensazioni. Devi cambiare il modo in cui ti muovi, in cui esprimi le emozioni, probabilmente anche il modo in cui pensi. E' difficile cambiare prospettiva recitativa?
Sicuramente non è possibile seguire lo stesso approccio recitativo che si utilizza interpretando personaggi più classici, ma penso che se un attore diventa troppo distaccato, quasi meccanico, rischia di non soddisfare il pubblico come di non caratterizzare il personaggio. Quindi, interpretando Quorra ho cercato di capire quali fossero i suoi lati più umani: in fondo lei è un programma senziente, e sebbene non abbia tutti i tratti di una persona, ha alcune cose che alle persona la accomunano: la voglia di imparare, la dedizione, la fedeltà. Ho cercato di tirar fuori questi aspetti. E questo non significa necessariamente umanizzarla. Del resto, dal momento che per interpretarla hanno scelto una persona in carne ed ossa, e non un'entità totalmente digitale (come hanno fatto per altri personaggi), penso che volessero qualcosa di più vicino all'uomo che non alla macchina.

Nel corso del Junket abbiamo potuto vedere quanta cura e quante attenzioni sono servite per progettare il design dei costumi. Quanto è stato importante il costume di Quorra per aiutarti a caratterizzare il personaggio?

Mai come in questo caso il costume è parte integrante del character. Vi basti pensare che per modellare il casco di Quorra è stato fatto un lavoro di design basato sui tratti del mio volto. Gli zigomi ben delineati, il mento dal profilo incisivo, sono stati studiati per caratterizzare anche il casco che la nasconde nella prima sequenza di combattimento in cui appare.
Il costume, poi, con le linee luminose che lo attraversano, da un piccolo aiuto per rimodellare le forme, in modo da portare sullo schermo una guerriera sexy e letale.
Il costume mi ha aiutato molto ad entrare nel personaggio. Anche a livello fisico. Nei momenti di pausa, le luci venivano spente. Anche se ero molto stanca, quando il team dei tecnici riaccendeva il costume in vista della ripresa, era come si mi accendessi di nuovo anche io, pronta a ripartire.

Becoming Quorra

Puoi raccontarci qualche curiosità dal set?
I momenti più curiosi sono senza dubbio quelli in cui riposavamo. Le tute che abbiamo indossato sono state costruite con una tecnica molto particolare: tutte le strisce luminose, sono una di lampade al neon flessibili, molto delicate. Anche mentre non stavamo girando, era impossibile sedersi o stendersi per riposarsi. Ognuno di noi aveva una particolare pedana, su cui poteva appoggiarsi, in modo da sollevare i piedi da terra e stare sospeso per rilassare i muscoli delle gambe.
I momenti più complicati erano poi quelli in cui dovevamo andare in bagno. Avevamo addirittura dei turni programmati, in cui gli assistenti di produzione erano incaricati di spogliarci e rivestirci.


Ci hanno detto che per Tron ti sei sottoposta ad un allenamento piuttosto intenso.
Decisamente! Abbiamo preso lezioni di Parkour e di arti marziali. E' stata dura, ma abbastanza divertente. Il vero problema è che per quanto tu possa imparare, niente ti prepara a quello che devi affrontare sul set. Dopo mesi di allenamento, arrivi sulla scena e scopri che devi fare tutto quello che hai imparato infilato in una tuta costosissima e... sui tacchi. Ed allora è come se dovessi imparare tutto una seconda volta.

Ci fai vedere qualche mossa?
(Sorride) Sono un po' fuori forma, a dire il vero. Non mi sono più allenata da quando sono finite le riprese. Forse la prossima volta.

Il primo Tron era un titolo assolutamente visionario, un vero e proprio precursore, se si considera l'epoca in cui è uscito. Tuttavia concetti come la virtualità, l'intelligenza artificiale, sono oramai diventati usuali. Pensi che Legacy abbia ancora qualcosa di nuovo da trasmettere allo spettatore?
Decisamente. Tron: Legacy è un film che cambia totalmente prospettiva. Nel corso degli anni '80 e '90 abbiamo visto moltissimi lavori che giravano attorno ad un concetto preciso: 'cosa potrebbe succedere se la tecnologia sfuggisse al nostro controllo?'. Film come questi incarnavano una paura diffusa, e tristemente reale. Legacy, di contro, prende atto del fatto che ormai il disastro è successo. Ora che la tecnologia, di fatto, ha assunto un ruolo centrale nelle nostre vite, arrivando fino a pilotarle, cosa possiamo fare per redimerci? E non sto parlando di scenari apocalittici in cui l'uomo è assediato dalle macchine. Ma la verità è che la tecnologia può dividere le persone, può condizionare le loro vite ed i loro comportamenti. Può rapirle, insomma, come ha fatto con Flynn. E' nostro dovere quindi ritrovare una nuova dimensione dell'uomo. Legacy ragiona su questi temi, che sono abbastanza attuali, e per questo motivo ha davvero qualcosa da dire a tutti gli spettatori.

TRON Legacy Il tempo a disposizione, purtroppo, è poco, e dobbiamo salutare Quorra. Un peccato: la chiacchierata si è rivelata piuttosto interessante, e Olivia fatica di più a parlare delle curiosità che del suo modo d'interpretare il personaggio. E' davvero interessata al suo ruolo, al modo di trasmettere emozioni e sensazioni, alle finalità del film ed al messaggio che vuole trasmettere. Parla con una passione encomiabile per il suo lavoro. Non disperate, però, se volete sapere qualcosa di più su Tron, sulla sua mitologia e sull'universo di Legacy: fra due settimane potrete leggere il resoconto di una lunga roundtable con Steven lisberger, e vi assicuriamo che il suo genio visionario emergerà chiaramente. Restate sintonizzati per tutti gli aggiornamenti.

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