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Tre ore per salvare l'Universo: sul possibile cut finale di Avengers 4

I fratelli Russo rivelano l'attuale run time del film, che potrebbe subire dei tagli, forse però le tre ore attuali sono quelle giuste.

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Nel decennale e vasto mondo del Marvel Cinematic Universe, il film che ha ricevuto al momento la run time più lunga è stato il colossale ed epico Avengers: Infinity War. Due ore e 29 minuti di durata, a un pizzico dalle due e mezza, non un minuto di più. Solitamente si taglia il necessario, senza tenere conto della durata finale del film nel farlo, poi quel che viene fuori è quello che il pubblico vede in sala. Ci sono ovviamente dei canoni da rispettare, ma l'arrotondamento non rientra tra questi, per la gioia dei perfezionisti e maniaci ossessivi di tutto il mondo. "Beccatevi quel 29 minuti e qualche secondo" - sembrano dire i fratelli Russo - "perché di più non si può fare". Il taglio finale è questo, il director's cut per di più, per cui il superfluo è nei contenuti speciali del Blu-ray, ma con Avengers 4 il magnifico duo potrebbe farci un regalo, visto che stando alle loro ultime dichiarazioni il tanto atteso crossover, al momento, durerebbe la bellezza di tre ore (sì, tonde tonde!). La domanda è allora questa: arriverà davvero in sala con una run time tanto gargantuesca?

Lungo è meglio?

Rispondendo al titolo del paragrafo, dipende. Solitamente, nel mercato cinematografico attuale, durate così importanti le hanno due tipologie di film: quelli d'autore e i blockbuster. Non sempre, però, sono funzionali alla riuscita del progetto, perché spesso, scadendo nella maniera o nella più totale e superflua ipertrofia, allungare il brodo non aiuta poi tanto.
La durata di un film - banalmente - deve assecondare l'impianto narrativo dell'opera, quando drammaturgico, quando commediato. Nella questione run time può rientrarci anche un particolare discorso tecnico-stilistico, essenziale se non primario in casi quali Victoria di Sebastian Schipper o anche nel The Woman Who Left di Lav Diaz, il primo della durata di due ore e venti, incentrato interamente su di un piano sequenza naturale, e il secondo invece ricco di inquadrature fisse e lunghe, della durata di ben tre ore e mezza. In questi specifici casi - ma se ne potrebbero citare anche molti altri - c'è anche dietro una libertà creativa estrema, sconnessa dall'impianto produttivo dei grandi studios, artisticamente più libertina e intima, intesa come personale e profonda. C'è maniera, certo, ma manca di quella spinta egoriferita che rende lo stile superiore al contenuto, dove la forma si articola invece con la giusta consecutio tecnico-artistica per aiutare lo sviluppo del soggetto e addentrarsi nella psicologia dei personaggi.
Tutto questo, invece, nei blockbuster manca, e le argomentazioni con le quali disquisire durante il corso di un film sono "Il pubblico potrebbe annoiarsi?" e "Lungo sì, ma non esageriamo", dove "esagerare" va sotto il nome di Blade Runner 2049, che ha floppato in termini commerciali anche a causa della sua durata estrema (2 ore e 43 minuti). Visto l'esempio, è però doverosa una specificazione: il film di Denis Villeneuve è stato pensato con due anime, quella autoriale e l'altra spettacolare, che sono riuscite a convivere perfettamente in termini cinematografici ma non commerciali, perché il controllo estremo del regista non ha permesso alla Warner Bros un taglio più netto, probabilmente voluto dalla produzione.
Il problema, in questo caso, è anche legato all'impianto di Blade Runner, che visivamente è meraviglioso, cupamente opulento, ricco di colori ed effetti particellari vividi e intensi, ma sul lato della cadenza narrativa è estremamente lento e raffinato. È una sorta di film "alla Tarkovskij" che si atteggia a blockbuster (e in termini di budget lo è, intendiamoci), ma per quanto riguarda la lunghezza beh, forse un investimento minore e un lancio "autoriale" avrebbe aiutato di più in termini economici.

Per intenderci e tornare così al nostro Avengers 4, una lunghezza importante è permessa - nei blockbuster - a chi se la può permettere. Il discorso esula dalla qualità autoriale, in questo caso, e va a fossilizzarsi doverosamente sulla questione ricezione mainstream e futuri introiti. E il franchise dei Vendicatori è l'esempio migliore da prendere in considerazione, specie Infinity War, perché mixa egregiamente e con lungimiranza dramma, azione e commedia senza appesantire mai più del dovuto il film con minutaggio eccessivo, per altro senza togliere ugualmente elementi chiave per snellirlo. Quelle due ore e mezza sono quindi estremamente funzionali, al contrario - per paragone - alle appena due ore di Justice League, che hanno decretato in parte l'insuccesso del progetto, visto il taglio profondo e maldestro, vistosamente monco a più riprese. Avengers 4, adesso, tratterà nuovamente un considerevole numero di personaggi buoni e un villain che necessita di motivazioni valide e un ulteriore approfondimento psicologico, oltre all'arrivo di "una nuova minaccia" (forse Annihilus?), per cui quelle tre ore attuali potrebbe essere sì ridotte, ma neanche così tanto. Magari di una decina di minuti, forse poco di più, magari anche di meno. L'importante è che la narrazione e lo sviluppo dei protagonisti non ne risenta come è invece stato recentemente per il Venom con Tom Hardy, anche se qui non chiediamo in alcun modo di esagerare.
I fratelli Russo potrebbero persino decidere che tre ore sono quelle giuste e consegnare al cinema uno dei blockbuster più lunghi di sempre, nel genere sicuramente il più lungo fra tutti.

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