Tornare nell'universo di Blade Runner: un nuovo film è possibile

Approfondiamo brevemente le parole di Denis Villeneuve per un'idea su di un "solo movie" completamente originale nel mondo di Blade Runner.

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Se il Blade Runner di Ridley Scott resta ancora oggi una pietra miliare della fantascienza contemporanea, il Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve ha fatto decisamente più fatica a entrare nel cuore degli appassionati.
Grande film prodotto e sviluppato con un budget enorme rispetto per il capolavoro originale, e una cura cinematografica praticamente impeccabile, il sequel confezionato dal regista di Arrival ha purtroppo convinto molto più la critica del grande pubblico, risultando in buona sostanza una delle delusioni commerciali del 2017. Non un flop comunque, o almeno non colossale, avendo incassato 260 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di 150.
Al netto di un'indiscutibile qualità tecnico-stilistica, mediata anche dall'importante presenza di Roger Deakins alla fotografia, Blade Runner 2049 soffriva soprattutto di una sceneggiatura estremamente compassata e di un ritmo "tarkovskijano" dilatato lungo quasi 3 ore di visione. Un modello narrativo poco adatto a un prodotto venduto erroneamente come blockbuster, bellissimo ma impegnativo per quell'audience generalista che l'industria mainstream vuole (e deve anche) richiamare in sala.

Forse persino l'idea del "sequel" potrebbe non aver funzionato all'interno del discorso produttivo, elemento che lo stesso Villeneuve ha ultimamente discusso in relazione a un'idea, un sogno, per ritornare all'immaginifico e futuristico mondo delle Pecore Elettriche nato dalla mente di Philip K. Dick e reso celebre dall'ingegno di Scott e dal lavoro del compianto concept artist Syd Mead.

Ritorno al mondo di Blade Runner

Intervistato recentemente da Empire per uno speciale dedicato all'atteso Dune, al regista canedese è stato infatti chiesto se avesse il desiderio di ritornare nel mondo di Blade Runner "per un nuovo sequel".
Togliendo dal quesito l'ultima parola, Villeneuve ha chiarito in modo abbastanza diretto "che l'idea lo entusiasma davvero molto", solo a una condizione: che si tratti di una storia completamente originale e slegata dai due film precedenti. Da ogni evento, dallo stesso contesto. Una vicenda lontana dai personaggi raccontati nel 1982 e nel 2017. Totalmente unica, insomma.
Il regista sembra desiderare uno stand-alone che sappia muoversi agilmente nell'incredibile universo plasmato al cinema da alcuni dei più grandi maestri del settore, approfittando di libertà stilistiche e di una certa autorialità per sganciarsi da un'esigenza di riverenza nei confronti di un passato la cui importanza pesa come un macigno sulle spalle di un franchise passabile d'espansione.

Non solo lo desidera: lo immagina direttamente. Quando è da solo e guarda al suo operato in Blade Runner 2049. Dalle sue parole sembrerebbe anzi emergere il pitch di un possibile lungometraggio, "una storia da detective noir ambientata in questo magnifico universo", dice lui. Parlandone sembra quasi costruirla con la mente, vederla prendere forma davanti ai suoi occhi.
D'altronde per Villeneuve è stata un'esperienza indimenticabile, quella di Blade Runner 2049, che lo ha aiutato a prendere confidenza con un modello di sviluppo "da studio" che successivamente gli è tornato utile in Dune e gli ha aperto anche la strada verso le grandi produzioni (più grandi rispetto al passato).

A nostro avviso, in una storia magari più piccola e intima ma dallo stesso sapore noir e intrigante, ambientata in una città diversa da Los Angeles o in una delle Colonie Extramondo, il ritorno di Villeneuve nel mondo di Blade Runner non solo è possibile ma è addirittura auspicabile, poiché ormai quell'universo gli appartiene tanto quanto appartiene a Scott.
Ameremmo conoscere e vedere i confini dell'Universo ideato da Dick e costruito da Mead, osservare dall'interno gli squilibri sociali che devastano (anche nello Spazio) i rapporti tra umani e replicanti andando oltre il business e la Tyrell Corporation.

Una svolta che guardi all'espansione di un franchise tanto ricco di opportunità sarebbe estremamente gradita, distaccata dalla storia principale che resterebbe "sacra" per tutti i fan e gli appassionati più intransigenti. Certo, dei canoni andrebbero comunque rispettati, ma una sorta di antologia di Blade Runner - se pensata correttamente - potrebbe essere una soluzione adeguata allo sfruttamento positivo e qualitativo di una IP dal potenziale finora soltanto scalfito.

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