Tornano i Mercenari di Sylvester Stallone: come cambierà il franchise?

Sylvester Stallone ha annunciato di essere al lavoro su di una nuova avventura per Barney Ross e il suo mitico gruppo di sacrificabili.

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A 73 anni e con una lunga lista di cult di genere alle spalle, Sylvester Stallone si dimostra ancora adesso un autore/attore prolifico e instancabile. Dal 2015 a oggi, infatti, è tornato per ben due volte nei panni di Rocky Balboa negli ottimi Creed e Creed II, sfiorando anche il Premio Oscar al Miglior Attore non Protagonista, per poi passare a una piccola parte in Guardiani della Galassia Vol. 2 e girare back-to-back Escape Plan 2 e 3. L'azione è sempre protagonista della sua vita e della sua scrittura, in un modo o nell'altro, capace di trovare comunque profondità e carattere in una vena drammatica che dagli anni '70 fino a tempi più recenti ha ammorbidito il suo spirito da maschio indomito, rendendo i suoi personaggi più umani e sfumati ma sempre badass.
Gli esempi più funzionali sono Rocky e la partecipazione al cinecomic di James Gunn, mentre in Escape Plan ha forse sbagliato a continuare un franchise in realtà morto in partenza e sviluppato male. Ha definito lui stesso Escape Plan 2 il film peggiore della sua carriera (ma anche Escape Plan 3 non scherza), scegliendo dunque di tornare a un'altra saga tutta combattimenti, sparatorie e spasso, che è quella de I Mercenari. Rivedremo Stallone molto presto nell'attesissimo Rambo: Last Blood, in uscita a novembre, dopodiché sarà presumibilmente l'ora della nuova avventura di Barney Ross, per cui nutriamo aspettative decisamente "accese".

Fracassare il genere

Dopo due capitoli accolti generalmente in modo positivo, I Mercenari 3 ha convinto davvero pochi fedelissimi di Sly, e questo soprattutto grazie all'apporto del personaggio di Antonio Banderas, Galgo. Se nei primi due film assistevamo infatti a un gioco all'eccesso sia nei toni che nei contenuti, che arrivava finanche a stanare i cliché e le criticità dei film d'azione duri e puri degli anni '80, divertendocisi sopra e ribaltandone quella goffa compostezza da titoli di serie B, il terzo lungometraggio ci metteva troppo tempo a ingranare, perdendo importante minutaggio nel prendersi troppo sul serio.
Recuperava interesse nel terzo e ultimo atto, mentre a sprazzi il mitico Galgo lanciava di tanto in tanto alcune delle battute migliori dell'intero franchise, eppure I Mercenari 3 non riusciva proprio a tenere il passo dei predecessori, compattando insieme molta dell'azione e del divertimento soltanto verso la fine. Se vogliamo una piccola redenzione interna ma insufficiente a rendere il film un successo, tanto che dal 2014 in poi, nonostante molte discussioni in merito, i progetti su I Mercenari 4 sono miseramente naufragati (anche a causa di problematiche produttive legate al caso Terry Crews).
Dopo cinque anni dedicati ad altro, però, Stallone ha deciso di riprendere in mano i suoi personaggi per farli imbarcare in una nuova missione, chissà contro quale signore della guerra o al soldo di quale organizzazione.

La cosa certa è che dovrebbero tornare almeno i protagonisti principali, per cui lui, Jason Statham (nel frattempo divenuto richiestissimo) nei panni di Christmas, Dolph Lundgren in quelli di Gunnar, Galgo e le giovani leve assoldate nel corso degli eventi di Mercenari 3, che sono Kellan Luntz (Smilee), Ronda Rousey (Luna), Glen Powell ( Thorn) e Victor Ortiz (Mars). Tra le aggiunge ameremmo invece trovare Dwayne Johnson, Scott Eastwood o John Cena, senza dimenticare Dave Bautista, vicino ormai a Stallone dopo aver collaborato con lui in Escpae Plan. Non ci dispiacerebbe vedere tutto il gruppo in azione e in fase di passaggio generazionale, in sostanza in un'ultima missione con la vecchia guardia pronta a lasciare il campo alle matricole ormai addestrate a dovere.

Si potrebbero creare siparietti interessanti e migliori del precedente film, dando al contempo molta più profondità drammatica e divertita a Barney o Christmas, ovviamente senza dimenticare di creare scene d'azione pazzesche con punch line definitive, che sono poi una parte importante e molto amate del franchise. Quel che dovrebbe fare Stallone con questo Mercenari 4 è fracassare il genere d'azione, portarlo all'estremo della sua assurdità, sopra la stratosfera cinematografica, per poi lasciarlo piombare a terra in tutta la sua potenza. Non deve essere per forza di cose stiloso come The Raid o John Wick: non è quello il suo scopo. Non deve neanche apparire troppo orientaleggiante, raffinato e delicato: non sono queste le sue virtù. Dai Mercenari vogliamo clamore e sconquasso, un'avventura esagerata che sappia divertire e intrattenere prendendosi in giro e giocando con ogni topos dell'action, rimaneggiandolo per trasformarlo nell'ennesima trovata strutturata pronta a colpire in faccia lo spettatore. Ci riuscisse davvero, Stallone, trovando anche un regista adeguato al compito, potrebbe uscirne fuori un cult di genere davvero niente male.

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