Speciale Top Five - i Bebé del cinema

Il "Grande Vecchio" è diventato Papà e noi non potevamo starcene zitti!

INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

La nascita di un figlio non è una cosa che chiunque può sostenere, ci vogliono anni di preparazione mentale e meditazione.
Sappiamo di alcuni che sono impazziti dopo aver saputo di esser diventati genitori, altri sono scappati così lontano che ora non riescono più a tornare, altri ancora, infine, preferiscono piangere in un angolo.
Questo ovviamente vale per i papà, per le mamme il discorso è completamente diverso, ogni donna è un po' mamma, da sempre. Loro non devono prepararsi, anzi molto spesso sono in anticipo sul destino e sentono già rumori di sonaglini e rutti in giro per casa mesi prima del parto.
Ma di Mamme e Uova ne abbiamo già parlato a sufficienza, oggi vogliamo soffermarci sui neonati, i bebè.
Si, intendiamo proprio quei bavosi fagottini fabbrica pupù.
Tanto carini per carità, ma a nostro avviso hanno troppi orifizi dai quali cola roba verdognola per apprezzarli a pieno.
Ma non entriamo nei gusti personali: dobbiamo festeggiare perché oggi è una giornata particolare.
Anche se a voi magari non sembra, è una giornata speciale: oggi è il primo giorno da "Papà" di Domenico Panebianco, uno dei "grandi vecchi" del sito e così, abbiamo voluto omaggiarlo.
Martina è nata ieri, è sana e mi dicono che ha già deciso il tema del suo primo articolo che andrà pubblicato per la sezione videogiochi, quindi rimanete in attesa.
Ma ora dedichiamoci al ruolo del papà, dobbiamo metter a suo agio Domenico; in fondo, non possiamo lasciarlo così.
Il lavoro del papà, per certi versi, è come tentare di fare un puzzle durante un uragano: incredibilmente difficile, quasi impossibile, ma se riesce da tanta soddisfazione.
Non sappiamo per certo come sia (chi scrive non ha figli, per ora), ma mi dicono che è una missione ardua, complicata e contemporaneamente stupenda.
Creare una nuova vita implica una "rilocazione di priorità", come innamorarsi, non viene più la tua persona prima delle altre cose, ma un'altra vita è più importante della tua da quel momento in poi.
Il suo benessere è anteposto al tuo, dal momento che diventi papà capisci che non sarai mai più solo, che le tue decisioni non saranno più solo "tue", che il tuo futuro non avrà fine.
Si comincerà con le pappe, con le corse all'asilo, poi a danza eccetera eccetera, sarà un casino, un vero casino. Quindi per ora siediti e goditi insieme a noi questa top-five.
Lo sappiamo è una magra consolazione ma è già qualcosa, tracciamo con un articolo l'inizio della tua nuova vita in fondo.
I bebè del cinema, ecco l'argomento più adatto oggi, ma prima di iniziare un'ultima cosa: tutti noi di Everyeye, dall'ultimo newser al primo capo sezione (e siamo sicuri anche i lettori) ti auguriamo buona fortuna e diamo il benvenuto alla piccola Martina in questa grande redazione che è il mondo.
E ora, Mamme, Papà e Bambini, andiamo a cominciare...

Number Five: Bebè magico

Ce ne sono fin troppi, anzi ci hanno già stufato, dobbiamo proprio metterlo? Dalla redazione mi dicono di si, ok, il nostro bebè fatato pieno di stelline e che da grande potrà fare la differenza è Toby.
Toby è un nome stupido lo sappiamo, ma andate a dirlo al re dei Goblin se avete il coraggio. David Bowie potrebbe aizzarvi contro il suo esercito e allora non avreste più molto da lamentarvi.
Il film in questione è Labyrinth, pellicola fantasy tipicamente anni ottantadiretta dal creatore dei Muppet, il bambino alla nostra terza posizione invece è Toby , il "fratellino" di Jennifer Connely.
Toby è al quinto gradino per Labyrinth di Jim Henson. "Dance magic dance!"

Number Four: Bebè di carta

Alla quarta posizione c'è un bebè che fuma e più precisamente fuma sigari Havana, è sboccato ed è perfino un attore consumato.
Non vi viene in mente nessuno? Un aiuto: ha un ricciolino d'oro e un pannolino tondo, ancora niente? Stiamo parlando di Baby Herman, la star dei Maroon Cartoni al fianco del grande Roger Rabbit.
Il nostro bebè numero cinque non crescerà mai, e forse perché si tratta di un cartone animato!
Herman non ha molte pretese: gli basta guadagnare, farsi portare in giro dalla sua segretaria e leggere il giornale del mattino. E' un bravo bambino in fondo lui!
Baby Herman è al quarto posto, il film è Roger Rabbit di Robert Zemeckis. "Bicotto!"

Number Three: Bebè eretico

La storia del cinema è incastonata di teneri bambini figli del diavolo, Damien è uno dei primi esempi che ci balzano in testa, ma il bambino cornuto in questione è troppo "vecchio" per stare nella nostra classifica.
Quindi abbiamo preferito ragionare in temine "culla", dobbiamo trovare un neonato, è essenziale, e quale bebè è migliore del piccolo pargoletto di Rosemary?
Ok, non sarà figlio del diavolo "in persona", ma comunque come Damien è destinato a conquistare il mondo, buone aspettative per una madre e un padre ci sono.
E poi, come dire di no a quegli occhi rosso fuoco e a quella pelle verdastra tipica dei bambini appena nati: siete senza cuore?
Il terzo posto è occupato dal "Figlio di Rosemary" in Rosemary's Baby diretto da Roman Polansky. "Ha gli occhi di suo padre"

Number Two: Bebè abbandonato

Non metteremo il suo vero nome per noi rimarrà sempre e solo Carlos, in fondo la faccia è quella.
"Carlos" è figlio di una prostituta di Las Vegas, accidentalmente rapito da Stu, Alan e Phil, ma non preoccupatevi non è niente di grave.
Dopo un incontro con una tigre, aver sbattuto contro una portiera e aver assistito ad uno scontro a fuoco tornerà fra le braccia di sua madre giusto in tempo per non mancare alla retata.
Tre uomini e una culla (o tre scapoli e un bebè) è la prima pellicola che potrebbe venire in mente a qualcuno di impreparato, ma noi abbiamo voluto osare un po' di più.
Carlos è il nostro secondo bebè dritto dritto da "Una Notte da Leoni" diretto da Todd Phillips. "Non a tavola Carlos!"

Number One: Bebè prodigio

Questa volta abbiamo barato, lo ammettiamo. Le regole ci vanno strette e dopotutto non crediamo che voi potreste sul serio chiamare la "polizia dei giornalisti", vero?
Beh, amiamo anche il rischio. Il nostro Bebè in prima posizione non rimane tale per tutta la durata della pellicola, anzi lo vediamo in fasce solo per pochi minuti.
Quei pochi minuti però ci bastano, ci fanno capire che la sua sarà una vita grandiosa, unica, una delle migliori.
Danny Boodman T.D. Lemon Novecento ne ha di cose da raccontare. Per Diana, se ne ha.
Ha così tante storie da raccontare che potrebbe riempirci un transatlantico e il Virginian non dimentica, è come una grossa scatola lasciata a galleggiare sul mare. Ogni tanto qualcuno la incontra, ci lascia un ricordo, un ferma capelli, o forse una pipa e poi se ne va.
E così quella scatola, proprio come fa "Nove", trattiene le esperienze di mille volti diversi, mille risate, mille smorfie. Una vita che ne racconta altre, un po' come quella che auguriamo a Martina, una vita che assorbe le vite degli altri e le rilascia lentamente così da farle conoscere a tutti.
La Leggenda del Pianista sull'Oceano è un'opera toccante di Giuseppe Tornatore, interpretata da un monumentale Tim Roth, è una di quelle pellicola che ti scava dentro e ti porta a danzare con lei sulle onde.
Per questo e altri motivi Danny Boodman T.D. Lemon Novecento è il nostro bebè in prima posizione.
E in culo in resto!

Top Five Con questo Everyeye rinnova i suoi auguri al collega/papà e vi da appuntamento alla prossima puntata con la nostra Top Five. Consigli?