Tom Cruise e il potere di fermare la produzione di Top Gun Maverick

L'attesissimo sequel del cult anni '80 del compianto Tony Scott sarebbe stato messo in pausa per permettere a Tom Cruise di imparare a pilotare i caccia.

speciale Tom Cruise e il potere di fermare la produzione di Top Gun Maverick
Articolo a cura di

Migliorarsi, sempre. Sembra essere questo il mantra che guida la vita della super star Tom Cruise, che a 56 anni pare essere ancora un irrefrenabile treno in corsa, incapace di staccare il piede dall'acceleratore. Non che prima di arrivare alla mezza età non fosse interessato al brivido dell'estremo, ma alla scoccare dei cinquant'anni Cruise ha iniziato a esagerare sul serio con gli stunt sul set e la ricerca dell'adrenalina.
Non è un caso che alcune delle sequenze più pericolose da lui girate siano quelle dal 2012 in poi: la scalata del Burj Khalifa a Dubai, il restare attaccato al portellone di un aereo in fase di decollo, le corse in moto sfrenate, il rimanere appeso al carico di un elicottero e cimentarsi nel salto col paracadute più difficile al mondo. Tutte "attività" decisamente complesse che richiedono non soltanto un fisico discretamente allenato, ma anche una forma mentis e un coraggio che in pochi, a Hollywood, hanno. I rischi - lo sappiamo - sono alti, tant'è che sul set dell'ultimo Mission: Impossible - Fallout l'attore si è infortunato alla caviglia dopo un pericoloso salto da un tetto, ma questo non ha fermato Cruise, che continua a mettersi in situazioni rischiose e anche ad accrescere il suo personale bagaglio di conoscenze e abilità.
Ultimo esempio è la particolare richiesta mossa dalla star alla produzione di Top Gun: Maverick, attesissimo sequel del cult anni '80 firmato dal compianto Tony Scott.

Accentramento

Oltre al suo ormai riconosciuto sangue freddo, Tom Cruise è famoso anche per essere un maniaco del controllo. La Mummia di Alex Kurtzman, stando ai rumor, avrebbe risentito in parte proprio dell'ossessività compulsiva dell'attore, che a quanto pare doveva dire la sua su ogni aspetto della produzione, regia, sceneggiatura e stunt compresi. Tutto questo potere non si deve soltanto al suo nome, ovviamente, perché di star ben più famose e soprattutto amate ce ne sono a bizzeffe, ma a un particolare noto ai cinefili più curiosi, cioè la sua appartenenza a Scientology.

Sembra una sciocchezza, ma all'interno delle fila del culto fondato da L. Ron Hubbard l'attore ricoprirebbe un ruolo assolutamente centrale, non soltanto in termini puramente "religiosi" - per molti sarebbe il messia di turno -, ma anche di figura cardine del culto a livello mediatico.
Intendiamoci: se c'è una cosa che Scientology non fa è pubblicizzarsi in televisione, specie dopo tutti gli attacchi mediatici ricevuti nell'ultimo decennio, ma avere un volto forte a dettare le regole dei "dire e non dire" al di fuori della comunità, atte soprattutto a imbavagliare la stampa interessata, è un gran bel agire per primi. Esagerazioni? Non così tanto, in fondo, visto che stando alle dichiarazioni di molti giornalisti americani, Cruise e il suo entourage si assicurerebbero prima di ogni intervista che la testata di turno non ponga nessuna domanda né sul culto in sé, né sul ruolo di Cruise al suo interno. Proprio per questo, nel tempo, si è alimentata la credenza che l'attore sia il perno odierno di tutto Scientology, intoccabile, quasi sacro.
E questo, in una produzione hollywoodiana che lo vede protagonista, dove magari gli organi più importanti appartengono proprio a Scientology, gli dà potere, anche e soprattutto se si tratta di un film come Top Gun: Maverick, che non potrebbe esistere senza la partecipazione di Cruise. Allora ecco che l'attore muove le prime richieste, non così semplici.
Il Sun, infatti, ha recentemente riportato la notizia che la produzione del film si sarebbe attualmente fermata per permettere a Tom Cruise di prendere la licenza per guidare i jet fighter, i caccia militari dell'esercito americano.
L'attore avrebbe già una licenza da pilota, ma non basterebbe a permettergli di guidare uno dei mostri dello U.S. Army, cosa alla quale Cruise vuole porre rimedio, a costo di bloccare un'intera produzione a tempo indeterminato. Un insider del giornale ha infatti spiegato: "Cruise vuole realizzare le sequenze d'azione più realistiche possibili per il film, ne è orgogliosissimo. Non girerà tutte le scene di volo, perché alcune sono davvero troppo pericolose, ma molte sì, e questo lo renderà il primo attore ad aver compiuto una simile impresa".
È doveroso sottolineare come Cruise possa permettersi queste libertà perché figura tra i produttori del progetto con la sua compagnia, ma gli altri nomi coinvolti non sarebbero altrettanto d'accordo: "I restanti produttori preferirebbero non mettere in pericolo la vita del loro attore protagonista e non far slittare di circa un anno l'intero progetto, ma nonostante gli elevati costi di assicurazione e gestione sono disposti a tutto pur di accontentare Tom".

La cosa, stando a delle fonti interne alla Paramount riportate da Entertainment Weekly, non sarebbe però in realtà fattibile, dato che i civili non hanno il permesso di utilizzare equipaggiamenti governativi di alcun tipo, specialmente se si tratta di pericolosi jet fighter da combattimento. Questo non esclude però che Cruise piloterà altri tipi di mezzi aerei. Che magari questo ritardo nella produzione sia legato alla ricerca di una scappatoia per utilizzare un mezzo militare o concludere qualche accordo per dei "permessi speciali"? Purtroppo non ci è dato saperlo e non è chiaro, onestamente, se dietro alle richieste di Cruise ci siano delle minacce di abbandono o simili, ma è davvero assurdo per una produzione ad alto budget un rinvio così lungo soltanto per accontentare quelle che nella sostanza sono le fissazioni di una star. I costi, come spiegato, sono infatti elevatissimi e il rischio è che, durante una di queste sequenze, possa andare storto qualcosa che costringa la produzione a ulteriori rinvii, se non peggio - riferendoci alla salute fisica di Cruise.
Tutto questo è insomma dovuto all'enorme potere che ha l'attore all'interno dello star system e in generale in quel di Hollywood, anche se c'è da dire che ormai parte della fama dell'attore è proprio legata alla sua follia, alla ricerca spasmodica di qualche estremo modo per andarsene sul set di un film d'azione.
Inutile nasconderlo quindi, al netto di tutte le critiche che si potrebbero muovere contro all'attore: amiamo Tom Cruise proprio per questo. Perché con tutte le sue contraddizioni, resta un folle che ama il realismo e l'adrenalina più della sua stessa vita, rendendo ogni suo film praticamente unico.

Quanto attendi: Top Gun: Maverick

Hype
Hype totali: 72
67%
nd