Speciale Tim Burton Director's collection Parte 2

Continua la riscoperta burtoniana in alta definizione

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Avevamo chiuso la prima parte dello speciale dedicato a questo cofanetto blu-ray racchiudente la filmografia del genio visionario Tim Burton con lo splendido Edward mani di forbice (1990). Procedendo in ordine cronologico, dovremmo parlare di Batman-Il ritorno (1992); per il quale, però, vi rimandiamo all'apposito paragrafo, in quanto sfruttiamo questa introduzione al fine di dare uno sguardo all'unico dvd presente tra i quattordici dischi: Ed Wood (1994).
Senza alcun dubbio, uno dei migliori lavori burtoniani, girato in bianco e nero proprio come i cult del trash firmati da colui che, incarnato da Johnny Depp, venne giudicato (ingiustamente, a dire la verità) il peggior regista di tutti i tempi: Edward D. Wood Jr.
Dunque, il biopic di un inconsapevolmente mediocre ma sempre ottimista individuo lontano dalle luci di Hollywood, appassionato in maniera bizzarra di travestitismo e contornato da una combriccola di freak; dalla Vampira incarnata da Lisa Marie al vecchio e malandato Bela Lugosi cui concede anima e corpo un Martin Landau giustamente premiato con l'Oscar, come pure il trucco.
Senza contare il truffaldino indovino Criswell alias Jeffrey Jones, il quale, affermando che in un mondo come quello dello spettacolo, dove contano soltanto le apparenze, bisogna sempre fingere, finisce quasi per racchiudere nelle sue parole quel certo sapore anti-star system dell'operazione. Accompagnata dalla eccellente colonna sonora di Howard Shore e capace di commuovere chiunque si ritenga un estimatore della Settima arte; soprattutto grazie a splendidi momenti come quello in cui Wood (il peggiore) incontra casualmente un Orson Welles (il migliore) dalle fattezze di Vincent D'Onofrio.

Contenuti extra di Ed Wood

Oltre a un video musicale, commento audio e trailer originale, il dvd offre un making of di quattordici minuti e quattro speciali: uno sul fenomeno del travestitismo, uno sulla creazione della figura di Bela Lugosi, in compagnia di Landau e del truccatore Rick Baker, uno sulla scelta di utilizzare l’antico strumento theremin nella colonna sonora e, infine, uno sul lavoro svolto dallo scenografo Tom Duffield.

Batman-Il ritorno (1992)

Ecco come sfruttare il sequel di un cinecomic di successo al fine di concepire un'opera altamente personale e che, allo stesso tempo, riesce a incarnare sia le fattezze di una delle più riuscite trasposizioni da fumetto che della migliore avventura batmaniana da grande schermo, trilogia di Christopher Nolan inclusa.
Burton esalta all'inverosimile il suo gusto per le atmosfere cupe e, coadiuvato dalla splendida fotografia di Stefan Czapsky e dall'ottimo lavoro scenografico svolto da Bo Welch, sfodera un blockbuster hollywoodiano dal sapore fortemente espressionista; tanto che l'avido e cinico magnate di Gotham City stavolta incluso tra i villain e incarnato dall'infallibile Christopher Walken porta il nome di Max Schreck, come colui che interpretò il mostro in Nosferatu, il vampiro (1922) di F.W. Murnau.
Per non parlare del Pinguino cui concede anima e corpo Danny De Vito, affiancato da una banda di emarginati freak degni del cinema di Frank Henenlotter (autore della saga Basket case, per intenderci) e che presenta un look fin troppo simile a quello del succhiasangue protagonista del citato classico del muto.
Mentre l'azione regna sovrana e a movimentare il tutto provvede anche la sexy Catwoman in latex di Michelle Pfeiffer; che troviamo, inoltre, nei contenuti extra del disco che, oltre al trailer e al video musicale Face to face di Siouxsie and the Banshees , propongono il commento audio di Tim Burton, due documentari sulla lavorazione del film, una galleria di profili di buoni e cattivi e un lungo dietro le quinte diviso in più parti.

Mars attacks! (1996)

Con Ed Wood (1994) aveva provveduto a omaggiare, come abbiamo visto, il peggior cineasta della storia del cinema.
Qui, invece, Burton si diverte a rispolverare la tematica della minaccia extraterrestre attraverso un'opera volta a rispecchiare i connotati del filone che spopolò in America negli anni Cinquanta; periodo in cui, appunto, venne realizzato anche il Plan 9 from outer space (1959) diretto proprio da Edward D. Wood Jr.
A dire il vero, però, il look dei pericolosi invasori in questione, caratterizzati da colorito verdastro e cranio di grandi dimensioni, sembra rimandare direttamente a quello degli alieni visti in Invasori dall'altro mondo (1957) di Edward L. Cahn, maestro sottovalutato del genere.
In questo caso, armati di mortali armi da fuoco capaci di ridurre a scheletro chiunque venga colpito dal loro raggio, si pongono al servizio di quella che possiamo quasi interpretare come una ironica, anarchica risposta al contemporaneo Independence day (1996) di Roland Emmerich, che affrontava il medesimo argomento, ma con toni seri.
E, complici gli ottimi effetti visivi, si rivela un vero spasso vederli impegnati a sterminare allegramente una poco simpatica umanità, meritevole di punizione e rappresentata da un divertito cast all star; dall'ex James Bond Pierce Brosnan alla Sarah Jessica Parker in seguito passata a Sex & the city, passando per Michael J. Fox, la regina della Blaxploitation Pam Grier, Glenn Close, il cantante Tom Jones, la diva del passato Sylvia Sidney e perfino un Jack Nicholson coinvolto nelle doppie vesti di presidente degli Stati Uniti e affarista di Las Vegas.
Un piccolo capolavoro il cui blu-ray, purtroppo, non presenta alcun contenuto speciale.

Il mistero di Sleepy Hollow (1999)

Johnny Depp torna al servizio di Burton al fine di concedere anima e corpo all'eccentrico e scrupoloso Ichabod Crane, poliziotto che, credente solo nella scienza e nei suoi strumenti, viene inviato nel piccolo villaggio di Sleepy Hollow per indagare sul ritrovamento di tre corpi decapitati, a quanto pare vittime di un misterioso cavaliere nero senza testa.
Da un soggetto scritto dall'effettista Kevin Yagher e ispirato al racconto La leggenda della valle addormentata di Washington Irving, Burton ricava il suo personale omaggio - ambientato nel 1799 - all'amato Mario Bava, richiamato sia nelle atmosfere gotiche che dal coinvolgimento di Lisa Marie in un piccolo ruolo che si rifà chiaramente a quello della Barbara Steele de La maschera del demonio (1960).
Con vecchie glorie dell'horror incluse nel cast, da Michael Gough a Christopher Lee, la pellicola attraverso cui, senza dubbio, ha maggiormente espresso il suo gusto dark; complice la non indifferente dose di violenza e cattiveria (a farne le spese, addirittura, abbiamo un bambino), abbondantemente infarcita di splatter e destinata a tirare in ballo anche un bacio al sangue.
Se non si fosse capito, un vero gioiellino che, comprendente Christina Ricci e Christopher Walken tra gli attori, finisce per rappresentare una delle più alte vette artistiche raggiunte dall'autore di Beetlejuice-Spiritello porcello (1988).
Anche se il blu-ray non offre alcun contenuto extra.

Planet of the apes-Il pianeta delle scimmie (2001)

2029. Le azioni di ricognizione interstellare sono affidate a piloti scimpanzé provenienti dalla lontanissima stazione spaziale Oberon... ed è proprio durante una di queste missioni che una scimmia perde il contatto radio, scomparendo anche dal radar.
Parte da qui il remake de Il pianeta delle scimmie (1968) di Franklin J. Schaffner, destinato a tirare in ballo Mark Wahlberg nei panni di un astronauta che, lanciatosi in un'operazione di salvataggio, si schianta su un pianeta sconosciuto e abitato da scimmie parlanti che hanno ridotto in schiavitù il genere umano.
Con l'eroe della pellicola originale Charlton Heston relegato a un breve ruolo truccato da ominide, come pure i protagonisti Helena Bonham Carter, Tim Roth, Michael Clarke Duncan, Paul Giamatti, Cary-Hiroyuki Tagawa e Lisa Marie, un lungometraggio ricco di azione ed effetti speciali, ma al cui interno risulta quasi impossibile individuare il tocco burtoniano.
Diciamo che il marchio del regista - del quale il disco offre il commento audio - si lascia riconoscere nell'osservazione "Più diventiamo intelligenti e più il nostro mondo diventa pericoloso" e nel finale sfoggiante un forte sapore di b-movie.
Un finale del tutto diverso da quello che caratterizzò il capostipite e che si rivela la cosa migliore dell'operazione.

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