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Thor: Ragnarok, differenze e analogie tra fumetti e film Marvel

Abbiamo letto due delle storie più rappresentative sul Ragnarok secondo la Marvel Comics, analizzandone le differenze con il film del MCU.

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Se provassimo a raggruppare tutte le storie Marvel dedicate a Thor con il Ragnarok a fare da tema ricorrente, probabilmente ci imbarcheremmo in un'impresa titanica, degna delle più grandi gesta del Dio del Tuono creato dalla Casa delle Idee. Thor: Ragnarok è arrivato al cinema il 26 ottobre, portando sul grande schermo la terza monografia sul colossale Avenger interpretato da Chris Hemsworth: la qualità della pellicola è stata già ampiamente analizzata in fase di recensione, ma adesso è tempo di volgere uno sguardo all'universo dal quale Taika Waititi ha attinto per dare vita al tremendo crepuscolo degli Dei di Asgard. Come detto, Ragnarok è un tema super ricorrente nelle storie a fumetti con protagonista il figlio di Odino: Thor ha dovuto affrontarlo tantissime volte, ma ovviamente esistono delle storie particolarmente rappresentative. Dopo averne letta qualcuna, siamo pronti a illustrarvi cosa ha davvero in comune l'ultimo film arrivato in sala del Marvel Cinematic Universe con il materiale originale cartaceo.

Cos'è il Ragnarok

Partiamo, molto brevemente, dalle basi: cos'è davvero il Ragnarok? Come molti sapranno, il fenomeno fumettistico - così come l'intero universo Marvel dedicato agli asgardiani - attinge dalla vera mitologia norrena ed è identificato come la battaglia finale tra le forze del bene e del caos, al termine della quale il mondo sarà distrutto e rigenerato per l'instaurazione di un nuovo ordine. Questo tema, perlomeno il suo background generale, trova abbastanza fedeltà anche nel materiale cartaceo: l'attesa del Ragnarok, parte del suo svolgimento e alcuni dei demoni che gli eroi di Asgard si ritrovano ad affrontare (tra i quali il dio Surtur o il lupo Fenris) li ritroviamo tra le pagine dei fumetti di Thor e anche nella trasposizione cinematografica di Waititi. È chiaro che, complice anche la necessità di inscrivere il fenomeno nell'epica fumettistica e di porre al centro degli eventi i protagonisti creati dalla Marvel, l'enorme caos e le interpretazioni confusionarie dietro la mitologia del Ragnarok faranno sì che raramente gli autori fumettistici e cinematografici riuscissero a rendere giustizia al più celebre evento del pantheon norreno.

Mjolnir, Hela e Loki

Per scoprire da quali storie a fumetti Taika Waititi ha pescato la sua principale fonte di ispirazione, basta andare a cercare un paio di storie che la divisione Marvel di Panini Comics ha recentemente riproposto in formato cartonato: parliamo di Il Mitico Thor: Ragnarok e Thor: L'ultimo Ragnarok. Il primo è un ciclo di storie a fumetti realizzate dallo storico team composto da John Buscema, Roy Thomas e Tom Palmer, pubblicate nel corso del 1978 tra i numeri 272 e 278 della testata fumettistica di Thor: si tratta di un'opera acclamatissima, ritenuta tra le migliori in assoluto della Silver Age della Casa delle Idee e tra le più rappresentative in toto dell'eterna battaglia finale tra le forze dell'ordine e quelle del caos per decidere le sorti di Asgard. Di analogie con il film Thor: Ragnarok queste storie, pur rappresentando una fonte di ispirazione per Waititi, hanno davvero poco. A cominciare dalla storia: la trama di questo arco narrativo, oltre a contenere tantissimi riferimenti ai numeri precedenti, ci porta dalle parti di un Dio del Tuono reduce da alcune imprese in compagnia di Loki. Un piccolo omaggio a questa prima fase del fumetto, forse, potremmo riconoscerla nella prima parte del film appartenente al MCU, con Thor e Loki sulle tracce di Odino, disperso in giro per la Terra - e sappiamo bene che le loro indagini li porteranno al Sancta Sanctorum del Doctor Strange, prima di scoprire cosa è davvero accaduto al padre di tutti. In seguito, nel fumetto di Buscema e soci, assistiamo a come uno sparuto gruppo di umani - tra cui un giornalista curioso - riescano a ottenere dal figlio di Odino una speciale visita ad Asgard: da qui le cose precipiteranno, con il malvagio Loki che rivelerà il suo malvagio piano di spodestare Odino e Thor, spingendo uno degli umani presenti alla corte ad assecondare i suoi fini, un evento che porterà l'uomo a rubare il martello di Thor e diventare il nuovo possessore di Mjolnir. Altro punto di incontro con il film, seppure molto alla lontana, visto che anche nella versione cinematografica l'eroe interpretato da Hemsworth perde la sua arma più fidata e potente, anche se a sottrargliela è Hela, che addirittura distruggerà il martello in mille pezzi - senza contare, inoltre, che il dio dell'inganno recitato da Tom Hiddleston, in Thor: Ragnarok versione film, è un alleato dei protagonisti.

A proposito di Hela, ritroviamo la dea della morte anche ne Il Mitico Thor: Ragnarok, insieme al malvagio lupo Fenris, ma anche qui le differenze sono notevoli: la villain portata sul grande schermo da Cate Blanchett ha un peso narrativo molto maggiore nel film che nel fumetto, senza contare che le sue origini sono state completamente stravolte nella visione di Waititi. Nei fumetti Marvel, così come nella vera mitologia norrena, Hela è figlia di Loki e della gigantessa Angrboða : in realtà, per quanto riguarda l'interpretazione della Casa delle Idee, il discorso sarebbe molto più complicato, ma basti sapere che le effettive origini della dea della morte sono state riscritte tante volte per giustificare la sua discendenza da Loki nonostante, a conti fatti, esistesse da molto prima del dio dell'inganno. La dea interpretata dalla Blanchett, invece, è stata semplicemente presentata come la figlia primogenita perduta di Odino, che lo stesso re degli dei asgardiani fu costretto a imprigionare a causa della sua insaziabile sete di sangue e morte.

Surtur e la caduta dell'eroe

Il tema ricorrente di Thor: Ragnarok in versione film dovrebbe essere - al di là della distruzione di Asgard e della caduta degli Dei - innanzitutto il declino di un eroe, lo smarrimento di un guerriero valoroso e fiero qual è il figlio di Odino di fronte a degli eventi che lo renderanno letteralmente impotente e, soprattutto, solo. Questo, purtroppo, il film di Taika Waititi non riuscirà a riprodurlo in maniera propriamente fedele, complice anche la visione eccessivamente comica in cui il regista ha deciso di immergere la nuova pellicola del Marvel Cinematic Universe. Una visione completamente opposta, seppur con qualche spunto in comune, la ritroviamo invece in Thor: L'ultimo Ragnarok. Il fumetto di Oeming e Di Vito, infatti, ci racconta una storia oscura sulla caduta di Asgard, in cui alcuni dei più grandi demoni della mitologia norrena mettono a ferro e fuoco la casa di Thor e distruggono il suo martello. Da qui inizierà un viaggio da fuggiaschi per il figlio di Odino e per i pochi asgardiani rimasti, alla ricerca di riscatto e aiuto per riconquistare il regno e trovare (per il protagonista) il vero potere per sconfiggere i suoi nemici. In questo contesto Thor riceverà l'aiuto dei suoi colleghi Avengers - Capitan America e Iron Man: il film di Taika Waititi non vede la collaborazione di altri Vendicatori tranne che il breve cameo di Doctor Strange (che, nel MCU, Avenger ancora non è), ma ha diversi punti in comune con la storia della saga fumettistica che vi abbiamo citato. È il significato della trama in generale a costituirne un'ossatura simile, poiché a prescindere dai nemici o dagli alleati (a proposito, in questo fumetto Loki è sempre e comunque un nemico, altro che macchietta comica e improbabile alleato à là Tom Hiddleston!) il figlio di Odino dovrà ritrovare sé stesso e capire il vero significato dell'essere re. Inoltre, nella parte conclusiva, troviamo anche la presenza di Hela (che, però, anche qui viene relegata a villain secondaria rispetto a quanto visto con la statuaria Cate Blanchett) e soprattutto di Surtur, il cui confronto finale con gli asgardiani ricorderà in larga parte le spettacolari sequenze in Thor: Ragnarok in cui Chris Hermsworth e il Dio norreno del fuoco se le suonano di santa ragione.

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