Speciale Thor Conferenza Stampa

L'interprete e il regista di Thor ci svelano i segreti del film

speciale Thor Conferenza Stampa
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Preceduto da un (è proprio il caso di dirlo) "tempestivo" acquazzone primaverile, che si è abbattuto a sorpresa sulla capitale la sera dell'anteprima stampa del suo ultimo film, Chris Hemsworth, novello Thor, ha risposto alle domande sul nuovissimo Marvel Movie insieme a Kenneth Branagh, regista della pellicola e veterano del cinema inglese.
Tante le curiosità e i retroscena emersi da questo incontro, che fornisce inoltre interessanti spunti di riflessione e qualche piccola, inedita news...

Miti antichi e moderni...

Sir Kenneth, cosa l'ha guidata nella realizzazione di un film come Thor?
K.B.: [Armeggia con l'auricolare della traduzione simultanea] A questo punto vi chiederete come ho fatto a destreggiarmi col 3D! [ride]
A parte gli scherzi: ho amato realizzare questo film. Parla di un tema classico, di grandi passioni, offre spettacolo e azione coinvolgente. Volevamo fosse un film in crescendo, anche grazie alle interpretazioni dell'ottimo Chris e di grandi attori come Anthony Hopkins e Natalie Portman.
Un film equilibrato, ricco ma leggero al contempo.


Chris, com'è diventare Thor, il dio del tuono?
C.H.: È senza dubbio una grande opportunità. Quando si è piccoli si gioca sempre a interpretare il supereroe, ma non pensavo che da grande avrei potuto interpretarne uno sul set.
Oltretutto questa è una grande produzione, piena di professionisti importanti, che mi permette di formarmi ulteriormente nel mio mestiere d'attore grazie a un'esperienza di prim'ordine al fianco di tali personaggi.


Sappiamo che il film si incastra nel puzzle dei Marvel Studios che ha coinvolto anche Hulk, Iron Man 2 e il prossimo Captain America, per culminare poi nel progetto dei Vendicatori. Il fatto di dover reggere questa continuity ha frustrato qualche idea registica e di sceneggiatura, che magari avreste realizzato diversamente?
K.B.: È una domanda interessante. C'è da dire che dalla Marvel non abbiamo mai subito imposizioni, ma abbiamo solo avuto richieste. Abbiamo discusso molto su quest'aspetto, ma è stato un processo, anche se acceso, sicuramente creativo e stimolante. Quello che importava loro è che tutto fosse realizzato al meglio. Mi hanno stupito perché i Marvel Studios, rispetto a tanti altri (e rispetto a come li immagineresti) sono uno studio piccolo, ma molto coeso e motivato. Alla Marvel non interessano primariamente gli incassi, per quanto sembri strano, sono loro i primi nerd delle loro opere.

Chris, siete già al lavoro su I Vendicatori?
C.H.: Personalmente no. Comincerò a girare solo dopo aver concluso la promozione di Thor in giro per il mondo.

Come vi siete approcciati allo stile creativo e grafico del fumetto, che in cinquant'anni ha vissuto diverse variazioni? A quali autori vi siete ispirati maggiormente?
K.B.: Be', abbiamo parlato a lungo con gli sceneggiatori dei fumetti originali per capire il senso unico dell'opera e il processo creativo che c'è dietro. Ne ho conversato personalmente anche con Stan Lee.

Come è noto, il 3D penalizza la luminosità, e molti degli ambienti che vediamo nel film sono in penombra per motivi diversi. Come mai avete scelto allora di utilizzare lo stesso questo espediente?
K.B.: Posso assicurarle che non è un 'trucchetto' per guadagnare qualche soldo in più. Noi sappiamo bene che il pubblico non è stupido e oramai conosce il 3D e quando vale la pena usufruirne.
Io stesso ho chiesto delucidazioni in merito al perché di questa scelta da parte della produzione, poiché se lo avessi potuto usare per dare maggior profondità alla storia, lo avrei fatto volentieri, ma se fosse stato un semplice orpello mi sarei rifiutato. Marvel ha investito parecchio per una tecnologia di prima qualità e si vede in entrambe le versioni del film. Soprattutto quella in IMAX offre uno spettacolo davvero notevole.


Sir Kenneth, perché non si è ritagliato un ruolo, anche piccolo, nella pellicola?
K.B.: Sinceramente, ero troppo impegnato a dirigerla! Mi sono divertito a vedere gli altri dare il massimo mentre recitavano, per questa volta.

Chris, si è sentito in qualche modo intimorito dal lavorare con tali e tanti nomi noti e pluripremiati?
C.H.: Sicuramente all'inizio lo ero. Non sapevo come rapportarmi con loro. Ma per fortuna sono stati tutti molto cordiali, oltre che professionali. Sir Anthony Hopkins si è presentato subito come 'Tony' e aveva un entusiasmo contagioso. Mi diceva sempre “Hai visto che roba? Divertente, eh?”

Come avete lavorato sul linguaggio dei personaggi? Si utilizzano registri linguistici diversi nel film.
K.B.: Sì, ed è una conseguenza dell'utilizzo dei registri linguistici nel fumetto, dove Thor e gli asgardiani parlano in maniera ancora più pomposa. Volevo rispettare quest'aspetto fondamentale, ma renderlo al contempo naturale, non ingessato o irrealistico. Thor è un principe, non un uomo della strada. Ma al contempo è un guerriero. Ho fatto interpretare a Chris, come esercizio, Enrico V°. Shakespeare diceva infatti che “la lingua ci guida”.

C.H.: Verissimo: imparare a sfruttare il linguaggio e i diversi modi di parlare è stato utile e interessante per la mia formazione professionale.

Ha accennato a Enrico V°, e infatti i riferimenti a quest'opera shakespiriana, ma anche ad altri classici come quelli di Wagner, sono palesi. Ce ne parla?
K.B.: Oh, sì, mi fa piacere che in molti l'abbiano notato. Il mondo che abbiamo voluto rappresentare è assai vasto, ricco e variegato. Ci sono i fumetti, ma anche le radici della mitologia classica, in primis quella scandinava ma anche quella greco-romana. Non è solo la storia di un dio alla ricerca del vero sé stesso, ma anche del mondo che gli sta attorno.

I riferimenti al fumetto originale sono puntuali, eppure molto mixati. Come mai avete scelto di ambientare la storia, nella sua parte terrestre, nel New Mexico invece che in Oklahoma, che è l'attuale ambientazione delle avventure di Thor nel fumetto?
K.B.: Una domanda da vero fan! Complimenti per la tua conoscenza in merito. Si potrebbe pensare che girare in New Mexico è più facile e comodo, grazie agli sgravi fiscali vigenti in quello stato.
Ma in realtà ho scelto di ambientare lì la storia perché volevo rendere chiara l'ambientazione in cui si muove il personaggio della Portman, Jane Foster. Uno spazio aperto, brullo, a perdita d'occhio, sotto un manto di stelle misterioso. Nel New Mexico c'è il record di avvistamenti di UFO, del resto.


I giornalisti appassionati di fumetti che hanno avuto la possibilità ieri di vedere il film hanno subito riconosciuto in un cameo quello che poi diventerà Hawkeye [Occhio di Falco, NdR], nel film dei Vendicatori. C'è un altro personaggio però che ha destato la curiosità di alcuni di noi: un possente uomo nero che si scontra con Thor nella postazione nel deserto della SHIELD. Per caratteristiche fisiche e possanza, c'è balenato in testa potesse essere Luke Cage, altro personaggio Marvel in odore di trasposizione cinematografica. Solo frutto di fervida immaginazione o abbiamo visto giusto?
K.B.: Come era stato annunciato, Hawkeye si intravede in Thor. Per il resto, non sono autorizzato a darvi ulteriori informazioni sui progetti futuri Marvel, o...dovrò farvi eliminare dopo avervele svelate! (ride)

...tra Shakespeare e i comics.

Chris, il tuo Thor è un po' un mix fra le varie incarnazioni del personaggio, da quello di Kirby a quello di Simonson, fino ad arrivare alla versione Ultimate. Come ti sei preparato a interpretarlo? Ti sei ispirato a una versione in particolare?
C.H.: Ho letto tantissimi fumetti di Thor, classici e recenti, e da lì ho preso spunto per questo fantastico personaggio. Ma non mi sono ispirato ad una versione in particolare. Ah, mi sono documentato molto anche sui miti scandinavi originali.

Sir Kenneth, il suo curriculum è variopinto, da Shakespeare a Harry Potter, ora ai cinecomic. Cosa chiede ancora alla sua carriera? Cosa vorrebbe fare, 'da grande'?
K.B.: Spero di non diventare mai 'grande', vecchio e stanco, ma di continuare sempre a sorprendermi con sfide artistiche e tecniche come quella che ha rappresentato Thor.

Quali sono gli eroi positivi nel mondo reale d'oggi?
K.B.: Un quesito interessante, ma è un argomento troppo vasto da esplorare in questa sede. A ogni modo può esserci un eroe in ognuno di noi, l'eroismo è insito in ognuno di noi, basta volerlo.

Chris, cosa ci dici di Natalie Portman?
C.H.: Ho avuto con lei un rapporto molto naturale, come dicevo prima, così come l'ho avuto col resto del cast. Lei è stata molto disponibile e io ho imparato tanto da lei. È davvero una donna meravigliosa.

Come ti sei preparato, fisicamente, per il ruolo? Thor è noto per la sua possanza, e in effetti nel film gli rendi giustizia.
C.H.: La preparazione fisica è stata la parte più stressante della lavorazione del film, senza dubbio! Sei mesi di preparazione atletica intensiva, a regime alimentare controllato e iperproteico. Ho messo su quasi otto chili di muscoli.

Abbiamo notato richiami colti, nel film, da Wenders a Kubrick. Sbagliamo?
K.B.: No, non vi sbagliate, per prepararmi alle atmosfere surreali di Asgard e alla loro commistione con il mondo terrestre abbiamo visto molti film di grandi maestri come Kubrick. Abbiamo visto da 2001 Odissea nello spazio a Metropolis di Fritz Lang, fino a Lawrence d'Arabia.
Io adoro il cinema. Adoro poi esserne partecipe, godermelo come spettatore, andando alle prime rotazioni non appena esce qualche nuovo film interessante. Mi piace la partecipazione collettiva allo spettacolo, al cinema, nella sua sacralità condivisa.


Diteci qualcos'altro su come avete incastrato il fantasy con la fantascienza, i miti col mondo reale. Della dicotomia uomo-dio, ad esempio, che nel film è esplicitata in maniera più sottile che nel fumetto, dove Donald si trasformava in Thor ed era più palese.
C.H.: C'è effettivamente una molteplicità di registri. Abbiamo privilegiato una struttura classica, ma al contempo originale. C'è una sorta di paradosso in questo film, perché c'è tensione drammatica in molte scene, ma anche tensione romantica, nella storia d'amore fra il dio e la terrestre. E ci sono anche le scene leggere, come quella del cavallo e del caffè. In questo vediamo la ricchezza del film ma anche il binomio umano-divino.

Thor uscirà nelle sale italiane il 27 aprile 2011, in più di seicento copie, sia in 2D che in 3D.
Non perdetevi la nostra recensione in anteprima, on line a partire dal 18 aprile!

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