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Thor 4, Christian Bale è un Gorr perfetto: i motivi per averlo nel ruolo

Il blasonato interprete vestirà i panni di un villain nel cinecomic di Taika Waititi, e Il Macellatore di Dei sarebbe una parte incredibile.

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Lo slittamento dell'intero calendario Marvel ha regalato all'attesissimo Thor: Love and Thunder una nuova finestra di lancio per l'11 febbraio 2022, posticipato di quattro mesi rispetto ai piani originali. Significa che dovremo attendere leggermente più a lungo il ritorno del Dio del Tuono sul grande schermo, nonostante delle premesse (e promesse) entusiasmanti. Il ritorno di Taika Waititi alla sceneggiatura e alla regia ha diviso come sospettabile i fan; ora c'è chi teme una reiterazione dei toni e dei contenuti di Ragnarok e chi invece ci spera proprio. Poli opposti respingenti. A convincere e incuriosire un po' tutti, invece, è il ritorno di Natalie Portman come Jane Foster, pronta a impugnare il Mjolnir come La Potente Thor, e soprattutto la presenza di Christian Bale come villain, anche se il ruolo non è stato ancora specificato.

Un interprete di grande calibro e talento, Bale, che Waititi e la sua nomea di autore fresco e illuminato hanno saputo attirare nuovamente in lidi cinefumettistici, per giunta nella sponda opposta rispetto a quelli già visitati con il Batman di Christopher Nolan.
La domanda che si stanno ponendo gli appassionati, adesso, è una sola: quale nemico interpreterà Christian Bale? Difficile da capire, dato il parterre di nemesi disponibile, eppure, doveste chiederlo a noi, vi risponderemmo che non esiste ruolo da cattivo migliore di Gorr, il Macellatore di Dei per un attore di prestigio e capacità come lui. I motivi sono svariati e proviamo a rifletterci insieme in queste righe.

[ATTENZIONE, SPOILER SULLA STORIA DI GORR]

Il paradosso dell'odio

Prima di capire perché Gorr si adatti ai meccanismi interpretativi di Bale, è bene introdurre il nemico con un breve excursus biografico. Quello che rende il personaggio una vera e propria nemesi di Thor è il suo odio verso gli dei. Qualsiasi tipo di divinità. Il suo viscerale disprezzo per queste entità superiori nasce come sperimentazione diretta della loro indifferenza, essendo Gorr proveniente da un pianeta di fervidi credenti. Anche lui lo era, soprattutto da giovane. Una persona modesta, con una moglie e una figlia, a suo modo felice. Il suo mondo crolla con l'arrivo della schiavitù e la morte dei suoi cari, avvenuta nonostante Gorr avesse invocato in fede gli Dei tanto venerati e invece incuranti, distaccati.

Diventa così un misoteista, convinto cioè della crudeltà e dell'arroganza degli Dei. Un odio talmente recondito e passionale da attirare l'interesse della Necrosword, una lama magica "abitata" da una potente entità che convince Gorr a fondersi con essa, spingendolo a imbarcarsi in una crociata con lo scopo di sterminare tutti gli Dei dell'Universo, passati, presenti e futuri, potendo muoversi nello spazio-tempo.
Questa entità si scoprirà essere All-Black, il primo Simbionte della storia, nato direttamente dall'ombra del perfido Knull, divinità malevola che a suo tempo provò anch'essa a uccidere gli Dei, fallendo. Per questo All-Black, pura oscurità, tenebra infinita, abbandona il suo creatore cercando un nuovo ospite, che trova finalmente in Gorr. Grazie a lui torna così a nutrirsi del sangue degli Dei e rende anzi il povero alieno un Dio malvagio a sua volta, seguendo le orme di Knull, con tanto di esercito di bestie semi-senzienti e un pianeta composto da sole ombre. Thor incontra più volte Gorr nel corso della sua vita, proprio a causa della capacità di quest'ultimo di muoversi avanti e indietro nel tempo, e arriva a sconfiggerlo in un futuro dove il nemico domina incontrastato l'Universo, schiavizzando o massacrando ogni Dio esistente.

Un personaggio dunque sfaccettato e paradossale, guidato dall'odio e dalla vendetta, nato fedele, cresciuto schiavo e morto divinità crudele, trasformato dalla sua stessa rabbia e usato come burattino da una di quelle entità che aveva giurato di sterminare. Profondo, pericoloso, emotivo, cattivissimo: Gorr e la sua Necrosword sono quanto di più temibile e infido Thor abbia mai dovuto affrontare.

Una nuova sfida

Sappiamo cosa state pensando. Come può un nemico tanto drammatico adattarsi alle corde di un autore tanto estroverso e particolare come Waititi? In verità può, anche in ambito cinecomic, dove il regista e sceneggiatore ha dimostrato un modus operandi atto all'improvvisazione, all'ironia esasperata e alla destrutturazione caratteriale dei protagonisti. Con Gorr sarebbe molto più complesso e articolato raggiungere un lavoro di decostruzione comica della personalità e potrebbe funzionare molto di più nei suoi toni esagerati al contrario, pur con qualche sfumatura commediata.

Ed è proprio per questo che Christian Bale ci sembra il solo e unico attore capace di coadiuvare un aspetto tragico del personaggio con alcuni elementi più leggeri, evidenti ma solo accennati. Lo ha fatto in tanti suoi film, specie negli ultimi, da American Hustle a Le Mans '66, da Vice a la Grande Scommessa, fino ad arrivare a The Fighter o Quel treno per Yuma. È quasi una sua prerogativa interpretativa, essere profondo e drammatico eppure capace di sfumare in barlumi di ironia, velati, ammiccanti.

Interpretare Gorr significherebbe per Bale nascondersi in un personaggio tormentato e di fascino oscuro come un Patrick Bateman di American Psycho, affrontare il tema della fede e del potere del male, ragionare sulla strada della vendetta e sulle successive conseguenze, sulla singolarità di trasformarsi in ciò che più si odia. Molto dipenderebbe dalla scrittura e su questo speriamo molto in Waititi dopo l'ottimo JoJo Rabbit, che gli è anche valso la Miglior Sceneggiatura Originale agli Oscar 2020. Dovesse apportare modifiche strutturali a Gorr, le accetteremmo solo se funzionali al racconto.

Soprattutto se capaci di concedere ampio e significativo spazio a Christian Bale, senza recluderlo troppo in secondo piano come la Hela di Cate Blanchett. Ma in Ragnarok il suo interesse era relativo allo scardinamento dei canoni narrativi del Dio del Tuono, mentre in Love and Thunder dovrebbe proseguire sulla stessa strada innescando però nuove sfide, come appunto potrebbe essere quella di adattare sul grande schermo un villain tanto empatico e intrigante come Gorr. Non capiremmo altrimenti come possa aver convinto Bale a tornare ai blockbuster o come Bale possa aver accettato un ruolo altrimenti insignificante.
Detto questo, non è purtroppo chiaro se il villain del film sarà Gorr o Il Minotauro, altro personaggio che potrebbe essere cucito bene addosso all'attore, molto apprezzato dai fan.

La nostra speranza è che Thor: Love and Thunder riesca a regalarci un nemico formidabile e ben caratterizzato come Thanos, specie considerando la presenza di una delle star più quotate e blasonate della moderna storia di Hollywood. E Gorr, lo ripetiamo, è la scelta numero uno. La decisione finale e creativa è però di Waititi, che aspettiamo al varco.

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