The Suicide Squad, la Task Force X di James Gunn nell'analisi del trailer

Tutte le curiosità trapelate dal primo footage ufficiale dell'attesissimo cinecomic all-star scritto e diretto dal regista di Guardiani della Galassia.

The Suicide Squad, la Task Force X di James Gunn nell'analisi del trailer
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"Sono pronti a morire per salvare il mondo", recita la tagline dell'attesissimo The Suicide Squad di James Gunn, e dal primo e sensazionale trailer ufficiale sembra proprio che l'angoscia della morte - seppure mediata dal sarcasmo - sarà una fidata compagna dalla nuova Task Force X dell'autore di Guardiani della Galassia. Anzi, meglio dire rinnovata, dato che questo secondo tentativo cinematografico è un sequel/soft reboot del primo capitolo scritto e diretto da David Ayer, dove tornano anche diversi protagonisti come Rick Flagg (Joel Kinnaman), Harley Quinn (Margot Robbie), Capitan Boomerang (Jai Courtney) e Amanda Waller (Viola Davis). Come risulta poi evidente dal grandioso footage distribuito da Warner Bros. e DC Films, Gunn ha scelto la strada del totale cambio di stile e tono del franchise (d'altronde era il motivo principale del suo ingaggio), avvicinando la Suicide Squad alle sue "terribilmente geniali" corde autoriali per creare qualcosa di nuovo, unico e diverso.

Ecco allora nascere la Task Force X 2.0, rinnovata nel profondo tanto a livello estetico quanto contenutistico, con un insieme di super cattivi costretti a fare i buoni messo insieme dal regista per creare spettacolo, divertimento e scompiglio, tutto in nome dell'assurdo, di dialoghi e confronti serrati e di una forma cinematografica pop e mainstream che non tradisce neanche per un secondo tutto l'estro creativo del filmmaker. E sì, è tutto intuibile dal primo trailer ufficiale, da tanti piccoli momenti e dettagli che vogliono già mettere le cose bene in chiaro: la Suicide Squad di Gunn vuole essere ricordata.

Uomini pesce, stelle giganti, eiaculazioni angeliche

Se Amanda Waller ha bisogno di chiamare e riunire insieme una nuova Task Force X, la missione deve essere altamente esagerata e con un rischio di morte elevato. Servono dei "sacrificabili" a cui concedere uno sconto di pena, tenuti sotto stretto controllo affinché non facciano troppi danni. In contesto, nel film di Gunn la Waller forma una squadra di 14 super cattivi per uccidere tale Silvio Luna (Juan Diego Botto), dittatore dell'Isola di Corto Maltese. Il motivo è legato ad alcuni documenti che contengono risultati di inquietanti e strani esperimenti svolti dai nazisti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Pur apparendo relativamente semplice, per un gruppo di quattordici persone con abilità fisiche incredibili o super poteri, in realtà qualcosa nella missione comincia presto ad andare storto e i membri della Suicide Squad cominciano misteriosamente a uccidersi a vicenda.
Questo dà già di per sé un senso più pulp e gustoso al cinecomic, specie perché già dalle prime frasi promozionali l'autore ci avvertiva "di non affezionarci troppo a nessuno". Capiamo ora perché e ne siamo ben felici, considerando l'estro creativo di Gunn e quello che può significare una faida interna (anche se non voluta) tra tutti i protagonisti in termini cinematografici, narrativi e dialogici. Nel trailer questo non traspare, evidentemente per non rovinare nulla allo spettatore, ma è facile intuire che moriranno un bel po' di personaggi.

Il tono, comunque, e con lui la scrittura sembrano a primo impatto il valore principale del cinecomic. Già in apertura del filmato, vedere insieme Rick Flagg, Bloodsport (Idris Elba), Peacemaker (John Cena) e Il Pensatore (Peter Capaldi) discutere in un pulmino mentre stanno andando a prelevare Harley Quinn, poi salvatasi da sola, è una presentazione leggera/comica dei protagonisti, ma Gunn va poi oltre, mostrandoci le nuove leve della Squadra Suicida.

Ci sono Savant (Michael Rooker), Blackguard (Pete Davidson), Weasel (Sean Gunn), Polka-Dot Man (David Dastalmachian) e quello che è il personaggio più chiacchierato e forse già preferito da tutti, il King Shark doppiato in originale da Sylvester Stallone. Essendo quest'ultimo un uomo-pesce, anche abbastanza rintontito, non avrà molte frasi lunghe o di senso compiuto, ma quei pochi momenti che ha nel trailer sono assolutamente vincenti.

Tra uno "spuntino umano" veloce qui e lì, "maaaano" per prenotarsi e un bel ammontare di squartamenti, sembra proprio che King Shark sarà una sorta di mascotte sanguinolenta della Task Force X, quella che poi molto probabilmente sarà la più facile da amare. Ma questo non toglie spazio agli altri.

Harley Quinn - inutile dirlo - sembra sempre Harley Quinn: ha delle battute calzanti e inaspettate ("Amo la pioggia: sono gli angeli che si fanno una se*ga su di noi"), delle scene appena accennate che presagiscono grande azione e spettacolo e un suo accentuato protagonismo rispetto alla maggior parte degli altri membri della squadra. Con lei l'intrigante Bloodsport, che appare come un personaggio carismatico e deciso, presentato dal compagno Peacemaker come un "il leader del gruppo". E a proposito di Peacemaker: il senso stesso del suo patriottismo e del suo amore per la giustizia a tutti i costi è ben riassunto in una frase: "Se questa spiaggia fosse ricoperta di ca**i e mi chiedessero di prenderli tutti così poi la spiaggia sarebbe pulita, direi no problem amici".
Per quanto riguarda gli altri membri della Suicide Squad, ovviamente DC Films e Gunn hanno voluto mantenere più riserbo in questo primo trailer, e la scelta è oculata e precisa. Non ce li hanno mostrati in azione per non rovinare l'essenza dei loro poteri, ma neanche in aperto contrasto d'opinione o d'accordo l'un l'altro per non svelare troppo sull'intreccio e le dinamiche interne al gruppo. Giusto, anzi giustissimo, considerando che l'attesa per vedere il film in sala (almeno speriamo) è ancora di cinque mesi.

Ad ogni modo, Gunn chiude il trailer confermando qualche rumor precedentemente trapelato; per la precisione quello relativo a Starro, che nel film viene definito "un cavolo di kaiju". Trattasi di uno dei supercriminali più estroversi di casa DC: una stella marina gigante e asessuata in grado di generare cloni legati alla sua volontà con l'abilità di attaccarsi al volto degli umani e controllarli. Non sappiamo se sarà parte centrale della storia o un pretesto per creare danni e divertimento, ma ci sembra qualcosa che poteva essere trasposta al cinema solo da James Gunn. Che lo ha fatto. Lo ha fatto davvero.

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