The Punisher al cinema: due versioni diverse ma soddisfacenti

Anche il Punitore, personaggio Marvel abbastanza di nicchia, ha trovato il suo spazio nelle sale cinematografiche. Esiste una versione migliore?

speciale The Punisher al cinema: due versioni diverse ma soddisfacenti
Articolo a cura di

Dopo aver analizzato le varie versioni comparse al cinema dei Fantastici Quattro, siamo pronti a continuare la nostra disamina concentrandoci questa volta sul Punitore (o The Punisher per gli anglofoni). Un personaggio ricco di sfaccettature e apprezzato dal pubblico nostrano anche se, almeno fino a oggi, non è mai riuscito a raggiungere un successo stratosferico, nonostante il piccolo boost di popolarità dato dal videogioco cult del 2005, uscito proprio per cavalcare il successo della prima pellicola Marvel.
Anche se una sua trasposizione cinematografica è comparsa già in tempi non sospetti (parliamo della pellicola del 1989 diretta da Mark Goldblatt con protagonista Dolph Lundgren) di seguito ci concentreremo sulle sue apparizioni più recenti targate Marvel Studios.

Il Punisher di Jonathan Hensleigh e Thomas Jane

L'opera, prendendo spunto da alcune saghe fumettistiche di successo, decide di percorrere una propria strada legata alle influenze di specifici generi quali l'action e il poliziesco, tentando di non spingere troppo sul lato più fumettistico del personaggio.
Una storia cruda e matura in cui il protagonista Frank Castle (nel film un agente dell'FBI), dopo aver assistito impotente al massacro della sua famiglia a opera dello spietato criminale Howard Saint (che vede in Frank il responsabile della morte di suo figlio), decide di farsi giustizia da solo.
Il Punisher che vediamo nella pellicola è un uomo profondamente tormentato ma comunque capace di conservare ancora un briciolo di umanità, cercando di difendere per quanto possibile i più deboli seppur intenzionato più che mai a perseguire la propria missione solitaria.
L'opera, che presenta un buon ritmo, vede Frank affrontare varie minacce, combattendo con criminali pittoreschi quali Il Russo, cercando al contempo di studiare i vari punti deboli della famiglia Saint, in modo da elaborare uno stratificato piano finale nella sua guerra contro un intero clan criminale.
Il film, che fa un'abbondante uso di effetti practical preferendoli all'impiego della CGI, risulta una sorta di esperimento a sé stante per le opere dell'universo Marvel, da intendere più come uno stand-alone.

La stessa violenza, sicuramente molto accentuata rispetto a qualsiasi altra pellicola supereroistica del periodo, ne fa un film maturo che assume in numerosi casi quasi la valenza di un western metropolitano.

Le azioni di Frank travalicano di fatto il media fumettistico per trasformarsi in un film assolutamente fruibile anche da chi non conosce il personaggio originale.
L'interpretazione di Thomas Jane risulta soddisfacente, sia per merito di una fisicità adatta a portare in scena il combattente nato Frank Castle, sia per un'espressività credibile tanto nei momenti action quanto in quelli maggiormente tragici e/o introspettivi.
Il carattere del personaggio è stato riproposto in maniera abbastanza fedele, presentandoci un individuo di poche parole e all'apparenza dal cuore di ghiaccio, capace però di provare empatia per gli altri soprattutto se in difficoltà, pur rimanendo intransigente verso la sua visione del mondo criminale.
Il Punisher di Jonathan Hensleigh può essere paragonato, per tipo di approccio (seppur con le dovute accortezze), al Batman di Nolan.

L'opera, infatti, pur presentando alcuni nemici sopra le righe e personaggi presi dal fumetto, cerca di rimanere il più possibile ancorata alla realtà, rimaneggiando gli stessi temi di film cult quali Il giustiziere della notte, creando una storia coesa quanto autoconclusiva, in grado di presentare il personaggio Marvel al grande pubblico in una maniera tanto semplice quanto funzionale.
Ottimo anche il main theme della pellicola, creato da Carlo Siliotto e capace di racchiudere in breve l'anima stessa del film.
Nonostante per lungo tempo si sia comunque parlato di un sequel con lo stesso Thomas Jane, alla fine l'opera non è riuscita ad andare in porto.
L'attore, rimasto da sempre legato al personaggio, è tornato nel 2012 a vestire il ruolo del Punitore nel riuscito corto indipendente Dirty Laundry, da lui stesso prodotto e pubblicato in seguito anche su Youtube.

Il Punisher di Lexi Alexander e Ray Stevenson

Tempo di reboot per il film del 2008, che purtroppo non è riuscito a fare il boom al botteghino statunitense arrivando nel nostro paese direttamente in home video, nonostante in realtà la pellicola rimanga ancora oggi un ottimo prodotto d'intrattenimento.
L'opera, pensata come un vero e proprio nuovo inizio per il personaggio, ci trasporta in un vortice di azione e violenza non-stop per tutta la sua durata, cambiando anche completamente approccio rispetto alla pellicola precedente.
Il Punisher di Ray Stevenson risulta infatti molto più fumettistico, capace anche di avvalersi di vari gadget tecnologici per primeggiare sui suoi numerosi avversari.
L'approccio generale con cui il regista ha deciso di cimentarsi con il personaggio richiama per certi versi quello usato da Joel Schumacher nei suoi Batman (almeno dal punto di vista visivo).
Una fotografia ipersatura con luci al neon praticamente ovunque (anche all'interno di una chiesa), che gioca molto con un lato a tratti ludico e pulp della messa in scena, riuscendo comunque a non rendere mai ridicolo il protagonista ma anzi, valorizzandone tutti i suoi tratti distintivi.

Il regista, che ha infatti deciso di puntare sull'esagerazione riguardo ogni fronte, mette in scena un Frank Castle più massiccio che mai determinato a fare stragi indiscriminate di malviventi.
Lo stesso villain principale della pellicola, Mosaico (ribattezzato Puzzle nella versione italiana), risulta un personaggio assolutamente sopra le righe (così come il fratello pazzo), capace di catturare su di sé l'attenzione ogni volta che compare in scena.

L'opera non presenta tempi morti, grazie al continuo alternarsi (e intrecciarsi) delle vicende del Punitore con la sua nemesi, mettendo in scena un prodotto dalla forte impronta gore che decide di spingere sull'acceleratore in ogni occasione utile.
Ottima anche l'idea di non riproporre nuovamente le origini del Punitore, dedicando solo un breve lasso di tempo alle vicende che hanno segnato per sempre la vita di Frank Castle, grazie a un riuscito flashback capace di spiegare in modo intelligente il passato del personaggio.
Nonostante l'alta dose di azione presente, la pellicola è comunque riuscita a focalizzarsi un minimo anche sulla psiche tormentata del protagonista, contrapponendo alla sua spietatezza verso i criminali anche un elevato grado di umanità verso i deboli e gli innocenti, come testimoniato dai suoi sensi di colpa riguardo un tragico imprevisto (che lo segna per tutto il film) così come nei momenti in cui si ritrova a parlare della propria famiglia brutalmente sterminata dai criminali.

Che voto dai a: The Punisher

Media Voto Utenti
Voti: 15
6.5
nd