The Nun - La vocazione del male, lo spin-off di Conjuring fa davvero paura?

In occasione della trasmissione televisiva su Italia 2 riscopriamo l'horror spin-off di The Conjuring, incentrato sulle origini del demone Valak.

The Nun - La vocazione del male, lo spin-off di Conjuring fa davvero paura?
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Un comune detto recita "chi non muore, si rivede": un assioma ancora più veritiero nel mondo del cinema horror, tra resurrezioni e ritorni di villain che da sempre infestano il genere. Al netto di reboot e remake che nel nuovo millennio hanno optato per rivisitazioni di icone classiche, da Nightmare ad Halloween e via dicendo, anche babau dalla vita relativamente breve hanno ottenuto gloria personale in produzioni singole incentrate esclusivamente su di loro.

Questo è il caso di Valak, demone comparso per la prima volta nel secondo capitolo della trilogia originale di The Conjuring, ovvero il Caso Enfield. Un successo tale il suo da ottenere prima un cameo in Annabelle: Creation (2017), altro film del relativo universo condiviso, e in seguito uno spin-off sulle sue origini con il qui oggetto di analisi The Nun - La vocazione del male. In occasione del nuovo passaggio televisivo in chiaro, questa sera alle 21.15 su Mediaset Italia 2, cogliamo l'occasione per riscoprire un titolo e un personaggio forse eccessivamente bistrattati ai tempi dell'uscita. Intanto potete leggere la nostra recensione di The Nun - La vocazione del male.

The Nun - La vocazione del male: demoni e dei

Vi sarebbe molto da dire riguardo alla cosiddetta goezia, la pratica magica relativa all'evocazione di creature demoniache, e alla genesi di Valac, demone realmente esistente stando alla tradizione grimoriana, ma per quanto affascinante non è al centro di questo articolo. Articolo che si prefigge di capire quanto The Nun - La vocazione del male abbia meritato l'exploit al botteghino - oltre 360 milioni di incasso worldwide - risultando l'episodio più redditizio dell'intera saga, tanto da guadagnarsi un comprensibile sequel la cui uscita è prevista per il prossimo anno.

Certo la fama del personaggio è ormai di portata globale non soltanto nell'immaginario del cinema horror ma anche in quello di un pubblico globale, con decine e decine di meme e gif che ritraggono il demone in abito da suora alle prese con le situazioni più improbabili, spesso di carattere ironico o surreale. D'altronde un'iconografia così marcata e volutamente pacchiana non poteva far altro che diventare oggetto di scherno citazionista da parte del sempre vorace popolo di internet, che volendo o meno ha contribuito ad amplificarne la diffusione.

L'origine del male

La storia ha inizio nel 1952 in Romania, nei pressi di un piccolo villaggio dove ha sede un antico convento abitato da suore di clausura. Proprio una delle consorelle viene ritrovata morta suicida e il Vaticano decide di inviare Padre Burke, un reverendo specializzato in casi fuori dal comune, in compagnia della giovane novizia Suor Irene, per indagare su quanto avvenuto. Al loro arrivo la coppia di religiosi trova come guida il popolano Maurice, colui che ha ritrovato il primo cadavere, che accetta di condurli nel luogo del macabro ritrovamento.

Il corpo senza vita non è scevro da stranezze e Padre Burke decide di vederci a fondo, ma nel convento non trovano collaborazione e la stessa anziana badessa, coperta da un velo che nulla lascia trasparire, sembra nascondere qualcosa. Alloggiati in alcune camere della struttura, Padre Burke e Irene sono vittima di inquietanti fenomeni e la ragazza - che ha sempre sofferto nella sua vita di inquietanti visioni - scopre dettagli sempre più spaventosi sul diabolico essere che si aggirerebbe tra quelle antiche mura, memore di un lontano passato legato ai cavalieri crociati e al leggendario Sangue di Cristo.

Una messa in scena che guarda altrove

In The Nun - La vocazione del male tutto è dichiaratamente sopra le righe e bisogna decidere di stare al gioco per godere appieno di un'esperienza di genere senza troppi fronzoli, lontana dal perfezionismo di certe produzioni contemporanee - distante dai stessi The Conjuring di cui è diramazione - e guardante a dinamiche più affini a certi b-movie degli anni Ottanta e Novanta.

Il fatto che i protagonisti si dividano costantemente, prima decisione sbagliata come sanno tutti gli appassionati del filone, il fatto che il villain venga mostrato a più non posso, un immaginario relativo alle pratiche esorcistiche e satanico / pagane, con tanto di pentacoli in bella mostra: nei novanta minuti di visione tutto è piacevolmente derivativo, all'insegna di un intrattenimento puro e semplice senza troppe pretese. Certo, al contempo anche il ridicolo (in)volontario fa capolino qua e là, ma è un rischio accettabile data la spudoratezza di fondo, che diluisce i jump-scare e le atmosfere gotiche in favore di una godibile "caccia al demone, e viceversa" tra le mura del convento, con un trio di personaggi principali caratterizzato in maniera netta su determinati stereotipi, fino a quell'epilogo che apre ulteriori porte sul prosieguo della saga. Battute pronte memore di un lessico tipicamente (s)cult, da "Maria mostra la via" a "c'è un tempo per pregare e un tempo per agire", preghiere di gruppo per allontanare il maligno, croci infuocate e/o impresse sulla pelle, acqua santa e sangue che sembra legato addirittura al Sacro Graal: nel suo evidente oltranzismo, The Nun - La vocazione del male sa sia farsi amare che farsi odiare. Voi da che parte state?

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