The Joker, tutto ciò che si nasconde dietro la risata di Joaquin Phoenix

A riprese ormai iniziate, il solo movie dedicato alla origini del Joker rivela alcune delle sue carte, con foto dal set e annuncio del cast ufficiale.

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Uno dei titoli che sta monopolizzando l'attenzione degli appassionati di cinecomic - e non solo - in questi ultimi mesi è l'annunciato solo movie dedicato al Joker, co-scritto e diretto da Todd Phillips (Una notte da leoni - La trilogia).
Il film è infatti in cima alla lista dei progetti più attesi del prossimo anno, questo sia per la curiosità di vedere finalmente sul grande schermo una sorta di libero adattamento di The Killing Joke, capolavoro seminale di Alan Moore, sia per i nomi coinvolti nel cinecomic, su tutti ovviamente quello del poliedrico e straordinario Joaquin Phoenix, uno degli interpreti più completi, estroversi e apprezzati della sua generazione.
Si è quindi molto parlato della partecipazione dell'attore a un simile titolo a marchio supereroistico, che però - va ricordato - con i fratelli DC Films e i cugini dei Marvel Studios diverge essenzialmente nel modello produttivo, avendo un budget ridotto (si parla di circa 50 milioni di dollari) e puntando meno sui VFX e la CGI.
A riprese ormai iniziate, il regista ha così avuto modo di condividere un primo sguardo ufficiale al protagonista, mentre la Warner ha deciso di annunciare cast e sinossi di Joker, rivelando qualche dettaglio in più sull'attesissimo film.

Arthur

Todd Phillips non è un grande fruitore di social, o meglio, non li aggiorna con spasmodica precisione, giornaliera o settimanale che sia. Per il suo Joker, però, si è mostrato più attivo del solito, condividendo prima una sua foto per annunciare l'inizio delle riprese e poi, a una settimana di distanza, il primo first look ufficiale di Joaquin Phoenix nei panni del Joker, anche se no, non è propriamente il Joker come il grande pubblico mainstream lo conosce.
Niente trucco o parrucco ma un "semplice" volto emaciato, senza un sorriso stampato sulla bocca - marchio di fabbrica del Clown Criminale - e vestiti poveri. Non ci viene neanche presentato come Joker ma come Arthur, un uomo come tanti, uno degli ultimi.

Anche le foto dal set rilasciate dal sempre presente Just Jared ci hanno dato conferma di un personaggio apparentemente sociopatico, molto strano: un uomo che, osservando un clown per strada, decide di deriderlo "rubandogli il naso" e gettandolo via, voltandogli poi le spalle e ridendosela di gusto.
È poi la Warner Bros a informarci ancor più nello specifico che il personaggio di Joaquin Phoenix risponde al nome completo di Arthur Fleck.
La descrizione ufficiale rilasciata dallo studio specifica: "Joker è una storia originale e stand-alone mai vista finora sul grande schermo. Il protagonista della vicenda è Arthur Fleck, interpretato da Phoenix, un uomo profondamente trascurato dalla società di cui Todd Phillips ne fa quasi un caso studio, in modo crudo e reale". Una origin story che si ispira - come dicevamo - all'opera di Moore, per prenderne però apertamente distanza e allontanandosi (nelle intenzioni) dal grande modello supereroistico, andando a costruire un racconto sì di formazione, ma sbagliata, dove non sono solo le pessime scelte di vita a condannare un personaggio, ma anche il mondo che lo circonda, che lo sfrutta e lo deride.
In questo, il Joker di Phillips rispecchia profondamente i canoni del personaggio, che si è sempre detto frutto acerbo e corrotto di una società che resta prima di tutto l'albero dal quale, in fondo, non è poi caduto così lontano.
A interessare però al regista e sceneggiatore, che ha lavorato a quattro mani allo script insieme all'ottimo Scott Silver (The Fighter), non è l'affermazione della parte malvagia, psicotica e anarchica della nemesi di Batman, quanto tutto ciò che lo ha portato a divenire quell'esatta incarnazione di putrefazione sociale e morale che da decenni affascina e appassiona milioni di lettori di fumetti in tutto il mondo.

Logico quindi l'accostamento all'opera di Moore, in quanto lo scrittore inglese è stato l'unico a tentare un'operazione di decostruzione del villain e di scoperta delle radici della sua follia.
Jonathan Nolan e David Goyer ne Il Cavaliere Oscuro hanno sfruttato soltanto la storia delle cicatrici, ma Phillips no: il regista vuole avere un quadro specifico, viscerale e intimo del personaggio, non in modo macchiettistico ma totale, esattamente come fatto da Moore.
Il Joker in fondo appartiene a tutti e non ha un passato cristallizzato, canonico. Varia al variare dell'autore, anche se in pochi hanno avuto poi il coraggio di superare la storia dello scrittore britannico; coraggio che va riconosciuto a Phillips, a prescindere dalla qualità finale del film.
Al fianco di Phoenix, tra gli altri, vedremo poi (ormai è sicuro) Robert De Niro in un ruolo non meglio specificato, anche se a detta di Variety la parte sarebbe quella di un conduttore di Talk Show che contribuisce in modo significativo all'impazzimento di Arthur.
È poi sempre il sito americano a sottolineare come - per molti addetti ai lavori - la sceneggiatura di Phillips e Silver abbia forti richiami al Re per una notte di Martin Scorsese, interpretato proprio da De Niro, motivo per cui regista e produzione volevano avere a tutti i costi l'attore in un ruolo chiave.

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