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The Grudge su Netflix: alti e bassi di una saga horror storica

Riscopriamo insieme il franchise horror nato in Giappone e continuato negli Stati Uniti che vede al centro il vendicativo spirito di Kayako.

The Grudge su Netflix: alti e bassi di una saga horror storica
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La maledizione di Kayako è una di quelle che non si dimenticano e che ha segnato l'immaginario horror del nuovo millennio. Complice il diffondersi della moda j-horror, con svariati remake hollywoodiani di titoli provenienti dal Sol Levante, gli spiriti senza pace tipici della cultura nipponica hanno cominciato a terrorizzare spettatori in ogni latitudine, rinvigorendo almeno parzialmente un genere che in quegli anni soffriva di una certa monotonia.

Un bel gioco dura poco ed ecco che a furia di ripetersi il filone ha perso progressivamente appeal, nonostante i numerosi tentativi di resuscitare le atmosfere passate: proprio in quest'ottica si deve osservare il recente reboot, versione americana, di The Grudge, accolto con riserva da pubblico e critica nell'inverno 2020. Il film -potete leggere qui la nostra recensione di The Grudge - è arrivato in questi giorni nel catalogo Netflix, conquistando subito la top 10. Ne approfittiamo dunque per rivisitare la storia di un franchise che, nel bene e nel male, ha lasciato un segno, tra Oriente e Occidente.

The Grudge: alle origini del male

"Quando qualcuno muore in preda a una grande rabbia, ne nasce una maledizione. Tale maledizione si concentra nel luogo della morte. Tutti coloro che entreranno in contatto con essa verranno consumati dalla sua furia". Come sempre nelle storie relative allo spiritismo del Far East, ma che potrebbe benissimo essere accomunate anche in veste globale, è il rimasuglio di una tragedia a infliggere ulteriori afflizioni su quanti, a differenza dell'entità vendicativa, sono invece ancora vivi e vegeti.

E la storia di Kayako è di quelle da far accapponare la pelle.. seguendo lo stereotipo del folklore giapponese, il personaggio è un onryo, ossia un fantasma dalle fattezze femminili alla ricerca di vendetta per quanto subito prima di morire. La donna era la figlia di una potente esorcista e veniva utilizzata dalla madre per divorare gli spiriti maligni, diventando così vittima di dicerie e oggetto di scherno. Dopo un amore non corrisposto, Kayako convola a nozze con Takeo Saeki, il solo uomo che sembra apprezzarla per come è, e dà alla luce un bambino, Toshio.

Quando il marito sospetta un tradimento di Kayako con il maestro del figlio - che guarda caso è proprio la sua ex fiamma - in preda alla furia la uccide in maniera brutale, per poi eliminare con altrettanta crudeltà anche il figlio. Lo stesso Takeo sarà però vittima della furia dello spettro della donna... Da quel momento i loro spiriti perseguitano chiunque vada ad abitare in quella che era la loro casa...

Una lunga lista

Son ben tredici i film che compongono l'intera saga, spaziando sia nelle versioni giapponesi e americane, tra remake, reboot e crossover che hanno più volte riplasmato la saga secondo le esigenze del momento. La mente tutelare dietro a tutto è naturalmente Takashi Shimizu, che ha diretto i quattro capitoli principali e più conosciuti - ossia i primi due Ju-On e le relative controparti americane The Grudge 1 e 2. L'ispirazione per la storia è venuta dalle sue paure di bambino e da un gruppo di danza che era solito dipingersi di bianco durante le esibizioni nelle quali ballavano completamente nudi. Il regista ha preso inoltre spunto dai numerosi casi di violenza domestica che avvengono ogni anno in Giappone per raccontare la tragica storia di Kayako e della sua tormentata famiglia.

I primi due esponenti del franchise, intitolati Ju-On: The Curse (2000) e Ju-On: The Curse 2 (2000) sono stati pensati per il mercato direct to video e dopo il grande successo, ottenuto anche grazie al passaparola, si è pensato di trasportare questa storia orrorifica sul grande schermo. Il tema della diffusione della maledizione, che fece la fortuna di un altro grande classico dal simile destino come Ringu / The Ring, permette di costruire sempre nuove storie e inserire personaggi inediti, pur mantenendo il fulcro spiritico legato alla triade senza pace. Proprio il grande successo del primo film di Hideo Nakata ha spinto la produzione a tentare la via del cinema, con la realizzazione di Ju-On: The Grudge e del relativo sequel, usciti rispettivamente nel 2002 e nel 2003 con un ottimo riscontro al botteghino e con quell'aura di cult che era destinata a sbarcare anche Oltreoceano.

Quasi a ruota infatti vennero acquistati i diritti per realizzarne una versione a stelle e strisce, con lo stesso Shimizu di nuovo a sedere dietro la macchina da presa. Un cast delle grandi occasioni, con Sarah Michelle Gellar e Bill Pullman quali nomi di richiamo, per un altro exploit al botteghino, con il secondo capitolo messo subito in cantiere. Il terzo episodio americano è invece arrivato qualche anno dopo, nel 2009, sancendo di fatto una momentanea fine della versione occidentale.

Nel frattempo in patria la saga ha continuato con produzioni più o meno memorabili, come il dittico uscito in occasione del decimo anniversario composto da Ju-On: White Ghost e Ju-On: Black Ghost, che hanno parzialmente abbandonato la storyline principale. Storyline invece rimasta nel primo reboot nipponico, datato 2015 e dal titolo Ju-On: The Beginning of the End, prima di quello che è stato definito come il capitolo finale, ossia Ju-On: The Final Curse.

Stiamo parlando di film tutti inediti in Italia, cosa che invece non si può dire per il primo crossover tra due figure archetipiche del j-horror quale è La battaglia dei demoni (2016), in originale Sadako vs. Kayako: ebbene sì, per la prima volta si scontrano le due iconiche figure che hanno terrorizzato milioni di spettatori, anche se il risultato è stato appena sufficiente - potete leggere qui la nostra recensione de La battaglia dei demoni.

Il 2020 doveva essere l'anno della resurrezione della saga di The Grudge e così è stato almeno in parte. Ma se per l'appunto la pellicola non ha convinto più di tanto, maggior interesse ha invece destato una miniserie - ve ne parliamo nella nostra recensione di Ju-On Origins - è indirizzata soprattutto ai fan incalliti, con tutti i pro e i contro del caso.

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