The Green Knight, l'onore di un Cavaliere secondo David Lowery

Il regista de Il Drago Invisibile e Storia di un fantasma torna dietro la macchina da presa e in cabina di montaggio per un titolo estremamente ambizioso.

The Green Knight, l'onore di un Cavaliere secondo David Lowery
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L'epopea distributiva di The Green Knight di David Lowery è paragonabile al viaggio di Galvano per sfidare il cavaliere verde titolare del film. Lo zampino è sempre quello della Pandemia di Coronavirus, ma tra i progetti indipendenti pronti a uscire lo scorso anno questo prodotto dalla A24 si è rivelato il più atteso e al contempo problematico. Atteso perché le fascinazioni epiche e fantasy proposte da Lowery, sotto l'egida di una società ormai nota per la qualità dei suoi progetti, hanno alzato l'asticella delle aspettative; problematico perché la A24 e lo stesso autore non volevano assolutamente una distribuzione in video on demand. Questa avrebbe infatti minato nel profondo la caratura estetica e cinematografica del film, e si è dunque deciso di aspettare.

A un anno da quello che sarebbe dovuto essere il suo debutto sul grande schermo, The Green Knight è arrivato finalmente a mostrarsi in tutto il suo eroico e grandioso splendore nel full trailer ufficiale, che sembra anticipare una trasposizione complessa e ammaliante di una delle storie del Ciclo Arturiano (o del Mito della Fondazione) più tetre, smaliziate e persino un po' crudeli dedicate al valore e all'onore di un cavaliere. E da quanto abbiamo avuto modo di vedere nel filmato, Lowery pare aver voluto tradurre il romanzo cavalleresco di Sir. Galvano in un film tremendamente ambizioso e di straordinaria portata visiva.


Volpi e giganti

Non si tratta né del primo progetto tratto dalla Saga di Re Artù né tanto meno del primo film ispirato a Sir Galvano e il Cavaliere Verde. A tal proposito, in passato sono stati girati due film sulla stessa storia: il primo del 1973 diretto da Stephen Weeks e il secondo del 1984 di Miles O'Keeffe che vedeva il compianto Sir. Sean Connery nel ruolo del Cavaliere Verde. Quest'ultimo, intitolato Sword of the Valiant, resta il più famoso e di culto, ma in linea di massima entrambe le trasposizioni non sono riuscite ad adattare il romanzo cavalleresco con visione unica e originale, puntando sull'estetica fantasy artigianale dell'epoca e a una traduzione contenutistica più teatrale che cinematografica.

Quello che traspare invece immediatamente dal trailer del The Green Knight di David Lowery è questa marcata volontà di un ricerca d'epicità a partire prima di tutto dall'immagine, di cui l'autore di Storia di un fantasma e Il Drago Invisibile è un grande cultore, senza dimenticare però tematiche e confronti narrativi di significato e centrali ai fini dell'evoluzione e dello sviluppo del racconto. La storia di Sir Galvano, come dicevamo, rappresenta nella sua sostanza arturiana il rispetto del codice d'onore di un cavaliere, che vede infatti Galvano costretto a partire per un periglioso viaggio verso morte certa nel pieno ossequio dei suoi giuramenti valoriali. In realtà, ed è la cosa più affascinante di questo complesso romanzo, il concetto primario risiede nel ribaltamento della lettura del codice d'onore di un cavaliere, un gioco atto allo smascheramento dei vizi connaturati nella natura umana, gli stessi che insidiano i valori dei cavalieri della tavola rotonda. A questo molti studiosi sono arrivati a correlare una letture cristiana e biblica dell'opera, dove Galvano è Adamo e quindi peccatore e Il Cavaliere Verde è il Dio del vecchio testamento, dunque punitore.

Osservando comunque il trailer del film di Lowery si nota prima di tutto un rispetto significativo del dramma dietro il viaggio di Galvano. Risulta evidente dal filmato la lotta che il personaggio interpretato da Dev Patel intraprende con se stesso, mettendo in discussione la sua forza e riconoscendosi persino superbo e impaurito ma comunque pronto a combattere le avversità da lui stesso create. Nel viaggio, poi, tanti elementi accessori ma di bellezza magistrale che Lowery sembra aver scelto per donare un tono d'assoluta miticità a questo cammino verso la morte, ma anche come riempitivi originali a delle ellissi narrative presenti nel romanzo stesso.

C'è una volpe parlante che rappresenta probabilmente la coscienza e l'astuzia del cavaliere e ci sono anche dei giganti che camminano liberi nel Regno di Camelot, questo per accentuare il clima d'epic fantasy scelto dall'autore, per centrare il cammino di Galvano lungo aspre terre desolate, fatiscenti acquitrini e boschi irti di nemici senza mai dimenticare il senso del sublime, cioè la sottomissione dello stupore umano davanti alla grandiosità della natura.

Ecco come sembra al primo impatto The Green Knight di David Lowery: una trasposizione sublime di un romanzo cavalleresco potente ed eticamente sempre attuale virata all'epica e al fantasy ma non dimentica del dramma e dei temi cuore del racconto.

La durata di 2 ore sembra inoltre ottima ai fini narrativi e cinematografici della storia del film, montato per altro dallo stesso Lowery, alla sua terza prova come editor dopo i già blasonati lavori per Upstream Color di Shane Carruth e di Storia di un fantasma. Tutto sembra al posto giusto per sorprendere, comprese le scelte cromatiche in contrasto e i toni anche tetri leggibili in alcuni passaggi del filmato, ma purtroppo non ci resta che attendere fino alla fine di giugno per capire se The Green Knight possa essere come effettivamente appare la magnum opus dell'autore.

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