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The Eternals e la nuova distribuzione Disney: l'Accesso VIP è morto?

Il nuovo cinecomic Marvel Studios diretto da Chloe Zhao e in uscita a novembre proseguirà il metodo distributivo già sperimentato con Shag-Chi.

The Eternals e la nuova distribuzione Disney: l'Accesso VIP è morto?
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The Eternals e Shang-Chi sembrano voler cambiare la direzione distributiva di Disney. Da iniziale dicotomia nel momento d'espansione globale ormai sei anni fa, il rapporto tra cinema e streaming online si è trasformato nemmeno così lentamente in un vero e proprio dualismo, mettendo questi due "modelli" fondamentali della Settima Arte in stretta correlazione. Una convivenza nel mercato non sempre piacevole a causa di elementi strutturali reciproci praticamente agli antipodi, come se cinema e streaming fossero un po' i mitici Jack Lemmon e Walter Matthau ne La strana coppia. Dopo profonde e apparentemente insanabili divergenze, i due modelli hanno trovato nel tempo un compromesso efficiente per coesistere più o meno in serenità, con la sala sempre più aperta al mainstream e ai grandi blockbuster e lo streaming allo stesso tempo discount per tutto l'alfabeto cinematografico ma anche nuova casa di grandi autori.

Il connubio è andato assopendosi quando le firme più blasonate del settore hanno cominciato a desiderare una doppia vita meglio delineata, tra sala e streaming (possiamo pensare ad esempio a The Irishman di Martin Scorsese o anche al Roma di Alfonso Cuaron) e soprattutto guardando a Netflix. Questo non è però andato a ledere in alcun modo il successo del cinema mainstream al cinema, ragionando in particolar modo sui cinecomic Marvel Studios, praticamente la bestia da traino di un carrozzone sempre più complesso da muovere. Questo, almeno, fino a Black Widow di Cate Shortland, a lungo promesso da Kevin Feige e Bob Chapek in uscita esclusiva per la sala e poi infine distribuito in modalità ibrida per due giorni solo al cinema e poi in Accesso VIP su Disney+, in streaming. E prima che accadesse, noi ci eravamo posti il quesito: cosa succederebbe se anche i titoli più mainstream cominciassero a escludere in qualche modo la sala?

Eternals come prova del nove Disney

La risposta è arrivata lo scorso luglio proprio con Black Widow. A differenza dei precedenti Artemis Fowl (qui la recensione del disastroso Artemis Fowl di Kenneth Branagh), Crudelia con Emma Stone e Raya e l'Ultimo Drago, infatti, il cinecomic con protagonista Scarlett Johansson è stato il primo film a ricevere un'effettiva doppia uscita sia al cinema che su Disney+, e questo grazie alla riapertura in blocco della sale grazie all'efficienza della campagna vaccinale mondiale.

Importante, dunque, perché rodaggio di un modello distributivo che sarebbe potuto diventare quello principale non solo per i vari live-action Disney e prodotti Pixar o simili, ma anche per i cinecomic targati Marvel Studios. E invece non è andata affatto bene.
Mettendo da parte l'ovvio discorso sulla facilitazione della pirateria, Black Widow ha dovuto vedersela nelle sale con un soglia della capienza ridotta del 50% richiesta dalle normative anti-contagio, in pratica un più che certo dimezzamento degli incassi al boxoffice. In aggiunta, l'uscita in streaming è stata assoggettata a un costo aggiuntivo fuori dall'abbonamento (l'Accesso VIP, per l'appunto), motivo che ha spinto ovviamente la stragrande maggioranza degli spettatori casul viewers a scegliere la via più economica della sala (una sola volta) o direttamente di aspettare l'arrivo del film su Disney+ senza ulteriori spese addizionali. Tutte questa concause hanno portato Black Widow a chiudere la sua corsa ai botteghini con appena 372 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, oltre a una risposta solo discreta in Accesso VIP via streaming, sostanzialmente rendendo il modello distributivo sopra descritto non funzionale alle intenzioni della società, o quanto meno non per i cinecomic Marvel Studios, maggiore fonte d'introiti della compagnia.

Con Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli si è tornati solo al cinema: uscita esclusiva nelle sale e dopo 45 giorni esatti direttamente su Disney+ in abbonamento e senza extra. Tenendo sempre presente la capienza al 50% e tutta una serie di problematiche ancora correlate alla Pandemia di Coronavirus, il sorprendente cinecomic di Destin Daniel Cretton (qui la recensione di Shang-Chi) ha incassato in quest'ottica e con questa nuova distribuzione la bellezza di 256 milioni di dollari nella prima settimana di programmazione.

Il personaggio è per altro una new entry nel MCU rispetto alla ben nota Vedova Nera di Scarlett Johansson, inserito poi in quella che è a tutti gli effetti una origin story che tendenzialmente dovrebbe guadagnare meno di un prodotto o di un personaggio ormai stra noto e amato (e atteso, visti anche i diversi posticipi).

Il modello, insomma, pare funzionare egregiamente per i titoli Marvel, ma è ancora troppo presto per dirlo. Questo lo sanno anche in casa Disney, dato che per l'attesissimo Eternals di Chloe Zhao si è deciso di continuare su questa strada, privilegiando l'uscita esclusiva cinematografica allo streaming (ma così sarà anche per The King's Man, The Last Duel e West Side Story).

Essendo tra tutti il film di più alto rilievo commerciale, proprio Eternals sarà per Disney la proverbiale prova del nove per capire se tale modello distributivo sia in effetti il più efficiente, in un mondo e in un mercato dove è ormai necessario tenere in considerazione sala e streaming alla stessa maniera, essendo entrambe importanti per la sopravvivenza della Settima Arte in ogni sua possibile sfaccettatura di genere. Anche i personaggi trasposti sul grande schermo dalla Zhao sono infatti dei nuovi arrivati nel MCU e - per giunta - inquadrati in un contesto estremamente autoriale e dal sapore quasi indipendente, il che li rende qualcosa di molto diverso dai cinecomic visti finora all'interno delle produzioni Marvel, anche rischiosi se vogliamo. Capire come risponderà il pubblico e di conseguenza i botteghini mondiali al film distribuito esclusivamente al cinema per un intero mese e mezzo permetterà a Disney di valutare attentamente il modello in esame, se renderlo il principale, solo e unico, o continuare a modificarlo fino a trovare la quadratura del cerchio più adeguata alle attuali esigenze del mercato.

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