Da The Conjuring ad Archive 81: l'horror religioso di James Wan

Il regista malese usa i demoni e le presenze oscure per spaventare lo spettatore, facendo leva sull'affinità che unisce la paura e la fede.

Da The Conjuring ad Archive 81: l'horror religioso di James Wan
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James Wan è ormai un'icona del genere horror, soprattutto per il pubblico generalista, grazie a tre saghe di culto che sono diventate dei veri e propri fenomeni pop: Saw, The Conjuring e Insidious. Ogni pellicola diretta dal regista malese - naturalizzato australiano - sbanca al botteghino nel giro di pochissimi giorni. Basti pensare che La Llorona, il film più discusso del suo franchise (non è piaciuto nemmeno a noi, come testimonia la nostra recensione di La Llorona), ha incassato 123 milioni di dollari a fronte di un costo iniziale di 9: è il peggior risultato per un capitolo della saga The Conjuring.

Wan non è solo regista, il suo impegno nel cinema di genere lo ha portato a vestire anche i panni di produttore e sceneggiatore, come abbiamo visto nella nostra recensione di Archive 81, la serie Netflix del momento. La benedizione insita nel nome di James Wan ha aiutato la serie tv a scalare la classifica dei titoli più visti su Netflix: anche se il regista malese non si è impegnato in prima persona nella scrittura della trama, in Archive 81 ritroviamo alcuni spunti narrativi molto vicini alla sua visione dell'horror, molti dei quali fanno da filo conduttore attraverso le pellicole che affollano i suoi franchise.

Demoni tra horror e thriller

Non possiamo definire Archive 81 una serie horror. Non fa effettivamente paura e nemmeno ci prova, il focus della narrazione illumina una storia che saltella tra le due linee temporali dei protagonisti impegnati nel loro lavoro di ricerca. Nemmeno Saw - l'iconico film che ha lanciato James Wan nel cinema, analizzato nel nostro speciale dedicato all'evoluzione di Saw - è un horror, ma in esso ritroviamo quantomeno immagini forti, violenza e sangue in abbondanza. Archive 81 in confronto è un agnellino docile: il pericolo è sottinteso e quasi mai evidente, nonostante l'uso di temi complicati come i disturbi della personalità, il lutto e i sensi di colpa da esso derivanti.

Ciò che accomuna la serie Netflix alla filmografia del regista malese è la presenza di un'entità oscura, un essere dai tratti demoniaci/divini che incombe sul piano della realtà promettendo morte e distruzione. In quest'ottica il thriller di Rebecca Sonnenshine ricalca con ardore il filone religioso che ha contraddistinto molte delle pellicole di Wan, nonostante se ne discosti per impatto visivo e sviluppo generale, riuscendo a sorprendere e a coinvolgere lo spettatore durante gli otto episodi che portano ad un finale apertissimo, che strizza l'occhio alle conclusioni volutamente monche dei vari The Conjuring, Insidious e Saw.

Il cristianesimo è la vittima ideale

I demoni sono gli antagonisti principali di molte pellicole dirette (o supervisionate) da Wan. Spesso utilizzati come espressione del male assoluto, in una visione che li accomuna più a Satana che alle classiche entità demoniache, queste presenze incorporee ghermiscono i protagonisti rendendoli burattini manipolabili in totale libertà. Il primo The Conjuring - analizzato nel nostro Everycult dedicato a L'Evocazione - riprese i temi classici della casa infestata unendoli con fare scanzonato alla visione spirituale de L'Esorcista: i coniugi Warren sono demonologi di professione, e il loro istinto naturale li porta a richiedere un esorcismo per il quale dovranno attendere il via libera dalla Chiesa Cattolica.

I lenti aspetti burocratici saranno l'intermezzo ideale per gli spiriti che animano la casa, ma già in questo primo contatto con l'horror James Wan si presta moltissimo all'uso delle preghiere, dell'acqua santa e delle sacre scritture. All'emanazione del male, rappresentata dai demoni, i personaggi rispondono sempre sfoggiando il simbolo del bene.

Le entità oscure non sono presenti solamente nella religione cristiana - anzi, la demonologia ha radici profonde che affondano soprattutto nel paganesimo, arrivando poi a sfiorare le altre dottrine monoteiste, nonostante il cattolicesimo rimanga quella più "aperta" al mondo infernale - ma essa è idealmente la vittima designata grazie al numero sconfinato di credenti e all'attrazione che essi provano per questi temi: per questo Wan distorce il concetto di fede, ingigantendo i tratti che ha in comune con la paura, giocando sul concetto di libero arbitrio che è spesso al centro della discussione religiosa anche in assenza di spiriti malvagi.

Piani astrali e universi paralleli

In Archive 81 si sviluppa un vero e proprio culto intorno a Kaelego, l'entità demoniaca proveniente da un altro universo, la cui ambivalenza porta alla formazione di due sette unite nel cuore dalle loro credenze, ma divise nei cavilli insiti nell'interpretazione degli aspetti divini. Questo è un evento che ha segnato moltissime dottrine nel corso della storia, con il cristianesimo che probabilmente conta il numero maggiori di scissioni interne, e viene utilizzato dalla sceneggiatura per richiamare ai diversi punti di vista che riescono ad allontanare persone accomunate dalla stessa fede.

Allo stesso modo la fascinazione per il male porta i personaggi di Insidious ad aprire le porte ad un demone venuto dall'Altrove: queste pulsioni sono contrarie al concetto predicato dal cristianesimo, ma al tempo stesso sono insite in un'ottica religiosa che dà molta importanza all'aldilà - sia nei tratti magnanimi del paradiso che in quelli punitivi dell'inferno - passando attraverso un forte culto dei defunti, particolarmente sentito nei paesi ispanici, che apre le porte alle visioni di fantasmi e spiriti. Il franchise di The Conjuring ha poi assestato altri colpi all'immaginario cristiano con The Nun - riscoprite la nostra recensione di The Nun - in un tripudio di crocifissi, preghiere e iconografia distorta che si mescola ad un demone senza un vero padrone.

Appare quindi evidente come nelle saghe di James Wan si utilizzi spesso la religiosità come un mezzo espressivo collegato ad altro, come una sorta di cavallo di Troia che si presenta attraverso modalità immediatamente riconoscibili per poi sconvolgerle, giocando con i significati nascosti che sottendono la fede, trasformando la speranza in terrore e le divinità in demoni.

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