The Bourne Identity: il combattimento contro Castel

Riscopriamo insieme uno dei momenti più adrenalinici del primo film dedicato a Jason Bourne: la lotta senza esclusione di colpi contro il sicario Castel.

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The Bourne Identity, il film diretto da Doug Liman nel 2002, ha dato il via a una delle saghe spionistiche più interessanti degli ultimi anni, grazie a un riuscito mix di intrighi politici e sequenze action al cardiopalma tenute insieme da un ritmo narrativo ben bilanciato.
Il protagonista della saga Jason Bourne, interpretato da Matt Damon, è un agente speciale al soldo del governo impiegato principalmente per missioni ad alto rischio (come l'eliminazione di bersagli politici scomodi), nella cui versione cinematografica fa ampio uso di tecniche di lotta corpo a corpo per districarsi dalle situazioni più pericolose.
In quest'articolo andremo ad analizzare un'iconica scena di lotta presente nel primo film, che vede il nostro agente protagonista (senza memoria in seguito a un trauma fisico subito tempo prima) confrontarsi con il sicario Castel, facente parte della stessa agenzia in cui militava anche Bourne.

Combattimenti coreografici

Spesso, quando si parla di sequenze action, ci immaginiamo semplicemente una serie di momenti concitati in cui si susseguono una moltitudine di avvenimenti dinamici (quali ad esempio risse a mani nude, sparatorie o inseguimenti a perdifiato).
A una prima visione superficiale, qualsiasi momento d'azione potrebbe apparire uguale all'altro, anche se in realtà, soffermandosi un po' su queste specifiche situazioni, possiamo renderci conto di come la regia e il montaggio diventino in realtà fondamentali per regalarci una sequenza chiara e soddisfacente.
A volte, purtroppo, succede infatti di trovarsi davanti ad alcune sequenze action in cui non si riescono a carpire tutti i dettagli - non per una particolare scelta stilistica da parte degli autori - ma semplicemente per via della poca predisposizione di alcuni registi (e tecnici vari) a valorizzare i momenti maggiormente concitati.
Quando poi si parla di combattimenti corpo a corpo, la situazione si fa ancora più seria, dato che le sequenze di lotta a mani nude sono forse tra le scene action che più di tante altre necessitano di una grande preparazione da parte degli attori coinvolti, soprattutto per quanto riguarda l'eseguire al meglio le coreografie.

Per vari anni il cinema occidentale (salvo rare accezioni) ha spesso mostrato il fianco proprio nel mostrare le risse a mani nude, da sempre invece valorizzate al massimo in oriente (in cui si tende a mostrare chiaramente ogni singolo movimento dell'attore per dare all'intera coreografia una marcia in più).
Il soffocare, se così possiamo dire, le abilità innate di alcuni artisti marziali tramite un montaggio serratissimo poco adatto ha portato attori quali Tony Jaa o Scott Adkins a non essere pienamente valorizzati in determinate pellicole ad alto budget (come nel caso della saga di Fast and Furious) proprio per via di una regia incapace di sfruttare al massimo le potenzialità degli esperti di lotta.
Da questo punto di vista la saga di Bourne è invece riuscita a mascherare tutti i limiti dell'attore protagonista (che non è un artista marziale) attraverso un taglio registico capace di regalare allo spettatore delle scene di combattimento godibili e adrenaliniche.

Lo stile di lotta impiegato da Jason Bourne per sopraffare i suoi avversari, un vero e proprio mix di diverse discipline marziali unite a movimenti coreografici pensati appositamente per il film, riesce a donare a ogni combattimento corpo a corpo una grande sensazione di fisicità, un aspetto spesso trascurato anche nelle produzioni cinematografiche di alto livello.

Diventa l'arma perfetta. Diventa Jason Bourne.

La scena in oggetto inizia con l'irruzione nell'appartamento - dove Bourne è momentaneamente presente insieme a Marie, una ragazza sbandata che non ha ben chiaro in cosa si sia invischiata - da parte del sicario Castel.
Il protagonista, dopo essere riuscito a disarmare il suo avversario in breve tempo, ingaggia con lui un brutale combattimento corpo a corpo senza esclusione di colpi. La musica si innalza donando all'intera sequenza una marcia in più, mentre i due agenti speciali effettuano una serie di mosse e contromosse nel tentativo di primeggiare, senza successo, sull'altro.
La situazione si complica quando Castel estrae a sorpresa una piccola lama, particolare che spinge lo stesso Bourne a trovare rapidamente un escamotage per uscire da una situazione di notevole svantaggio.
Il montaggio, seppur serrato, in questo caso non rema contro la sequenza action ma anzi ne incentiva il valore dinamico, rendendo i vari movimenti dei personaggi ancora più rapidi e fluidi di quello che sono in realtà - riuscendo allo stesso tempo a mascherare i limiti strutturali legati alle mosse di combattimento eseguite da un non professionista della lotta come Matt Damon.

Una semplice penna Bic diventa così un letale strumento di morte nella mani di Jason Bourne; questo espediente - caratteristico del personaggio cinematografico - tornerà anche negli altri film, a constatare l'enorme versatilità del protagonista a trasformare anche il più innocuo degli oggetti comuni in una pericolosissima arma capace di uccidere chiunque in breve tempo.

Una volta che il protagonista riesce a sconfiggere il suo avversario chiedendo a Marie di rovistare nel suo zaino mentre lo interroga, quest'ultima scopre di essere diventata a sua volta un bersaglio di Treadstone, l'ex organizzazione di Bourne.
Di colpo tutto cambia, portando gli stessi protagonisti a capire che da ora in poi molti altri sicari verranno a dargli la caccia; il suicidio di Castel, alla fine della scena, non fa altro che rimarcare il vero e proprio lavaggio del cervello che lui (così come tutti i membri dell'organizzazione) hanno subito in fase di addestramento, arrivando addirittura a immolarsi per un bene superiore senza però apparente motivo.

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