The Batman sarà il nuovo pilastro DC Film al cinema

Un'opera articolata e intensa, cinefila e cinematografica all'eccesso, vetta sostanziale del nuovo corso DC a guida Walter Hamada.

The Batman sarà il nuovo pilastro DC Film al cinema
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I riflettori sono tutti puntati su The Batman di Matt Reeves. Un film imbastito forma e contenuto per essere sostanzialmente magnifico, almeno secondo visione d'autore. Un pizzico di hybris, una dose massiccia di citazionismo, un buon occhio ladro come solo i migliori riescono ad avere: è questo che rende l'opera un cinecomic esemplare, mai così cinematografico e fumettistico insieme, concettualmente esaustivo, unico nel suo genere. Guardando indietro, l'esempio più vicino da accostare è il Dick Tracey di Warren Beatty, e anche questo poco c'entra con l'operazione imbastita da Reeves, già elogiato e analizzato nella nostra recensione di The Batman. La più libera delle iterazioni filmiche sull'eroe DC è di fatto la più centrata e rispettosa, sorprendente trasposizione dello stesso, a unire insieme concetto creativo e fedeltà all'anima più profonda e spesso dimenticata del personaggio: quella da più grande detective del mondo.

La promessa mantenuta di Reeves. Il ritorno all'icona non super ma comunque eroica della DC, nata come emblema di resistenza e attacco alla criminalità, contro la dilagante follia di mafie, corruzione, psicopatici assassini. Un poliziotto mascherato senza macchia, addestrato e intelligente, in grado di abbracciare la sua paura per farne uno strumento, se non di deterrenza sicuramente di contenimento. Allo stesso modo, The Batman può definirsi il film emblema sull'eroe, quello che più di tutti, dal gotico-fiabesco di Burton all'iper-realista di Christopher Nolan, ha saputo rintracciare in questo elemento connaturato nell'anima del personaggio la chiave di lettura principale per rilanciarlo sul grande schermo come mai prima d'ora, divenendo quello che rappresenta - e dovrà restare - prossimo pilastro dell'Universo DC.

Le stelle DC

Unire o frastagliare. A lungo in casa Warner ci si è domandati come avrebbe dovuto essere il futuro della DC Film, e alla fine la risposta è arrivata: unire per frastagliare. Curioso eh? Eppure funziona: sotto la guida Walter Hamada, l'universo cinematografico si frastaglia in storie di forma e contenuti assai diversi fra loro, ma tutti sotto un unico tetto, con uno scopo.

Non quello di imitare i Marvel Studios o di ergersi ad antitesi degli stessi, ma di lavorare sulla qualità del racconto e il talento degli autori scelti, creando tanti piccoli mondi in cui evolvere. Sono come stelle sotto lo stesso cielo: alcune più brillanti, altre meno, che possono spegnersi velocemente o durare a lungo.
In un momento in cui allora a brillare sono tante stelle differenti, dal rinvigorito DCEU ai progetti spin-off o a sé stanti come The Suicide Squad di James Gunn, è incredibile poter assistere a qualcosa di tanto sbalorditivo e centrato come The Batman, in effetti opera drasticamente più completa delle altre. In sinstesi, da un parte c'è lo spettacolo e la necessità di costruire qualcosa che sappia divertire il grande pubblico (Shazam!, Aquaman), dall'altra la consapevolezza di poter osare molto di più dei competitor con racconti soverchianti, di generi mai affronti prima in ottica cinecomic.

È cominciato con l'esperimento Joker di Todd Phillips: un titolo anarco-insurrezionalista in grado di cavalcare il dissenso popolare in quel momento aleggiante in tutto occidente, ma anche scorsesiano e lirico, legato a principi di alienazione sociale già legati a film come Taxi Driver. La storia d'origini di un super villain dei fumetti, forse il più amato e conosciuto di sempre, ri-manipolata e rivisitata per essere attuale, spietata e cinematograficamente esplosiva.

Il successo di Joker ha quindi spianato la strada al film di James Gunn che, come raccontato nella recensione di The Suicide Squad, ha unito il meglio delle due anime dell'autore di Guardiani della Galassia, quella marveliana e l'altra della Troma, raggiungendo l'attuale acme del suo talento (espanso poi in Peacemaker su HBO Max). Il lavoro sul Joker è risultato creativamente d'impatto ma dai temi assai divisivi, mentre The Suicide Squad troppo eccentrico e scomposto. Interessante come proprio The Batman, allora, riesca ad essere ora il terzo pilastro di DC Films, quello portante perché consapevole di misure, tematiche, atmosfera e rispetto.

Un caposaldo contemporaneo

Noir poliziesco e thriller, il film di Reeves vive di una consapevolezza unica dei generi trattati, osannandone archetipi e icone tra cinema e fumetto, mai dimentico di una riverenza intellettuale delle doti caratterizzanti del personaggio.

Quello che si muove su schermo interpretato da Robert Pattinson rappresenta così il Batman più Batman mai visto al cinema, acuto e sprizzante osservatore ma pure uomo d'azione, tormentato e romantico, misterioso e sofferto. Non tradisce mai lo scopo del Cavaliere Oscuro ma elasticizza la storia per impacchettare l'atmosfera definitiva, anche un po' grunge e logorante, diluendo sentimenti e scazzottate, inseguimenti in auto e scorci mozzafiato della Gotham più bella e vera mai pensata in 3 ore di estasi cinematografica purissima, qualcosa di veramente poco sperimentato in ambito cinecomic. Possiamo anche affermare che il peso del villain interpretato da Paul Dano sia uguale e contrario a quello dei Joker, al plurale: non sormonta la presenza scenica e interpretativa di Pattinson, come faceva invece Heath Ledger, ed è populista, anarchico e fomentatore come l'Arthur Fleck di Joaquin Phoenix, senza però condividerne i tratti psicologici più esasperati.

Una crasi di diverso nome, quello dell'Enigmista, che è prototipo intrigante ed embrionale per altri studi di questo tipo su futuri villain "elaborati ma non troppo", quanto basta per essere nemesi avvincente senza reggere in solitaria il peso di un film in cui il resto si fa troppo piccolo o scompare.
La strada è dunque tracciata e The Batman rappresenta già così un caposaldo della narrativa cinecomic contemporanea.

Di seguito all'opera, adesso, DC dovrà impegnarsi a costruire via via uno di quegli universi stella di cui parlavano all'inizio, in verità il più grande e brillante, di qualità. Ci sono tutti i mezzi e le motivazioni per farlo, procedere con passione e lungimiranza per non sprecare in termini cinematografici e commerciali un lavoro tanto preciso e sopraffino. I margini d'espansione ci sono tutti e sempre puntando al thriller-noir, sperando che il film di Reeves possa anche fungere da lezione ai tanti altri talenti sul libro paga DC Films, per un futuro assolutamente elettrizzante.

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