The Batman e il fisico di Robert Pattinson: un connubio perfetto?

Approfondiamo insieme la trasformazione muscolare e cinematografica di Batman attraverso i diversi autori e i rispettivi interpreti.

The Batman e il fisico di Robert Pattinson: un connubio perfetto?
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A conclusione del DC FanDome 2021 è stato finalmente mostrato l'incredibile full trailer ufficiale di The Batman, punta di diamante delle produzioni a marchio DC e tra i film più attesi del prossimo anno. A cinque mesi dalla release cinematografica, prevista in Italia per il 3 marzo 2022, DC ha dunque iniziato la campagna promozionale dello stand alone dell'Universo Earth One con protagonista Robert Pattinson, che al momento conta all'attivo il primo teaser pubblicato lo scorso anno e due poster ufficiali.

Un titolo, The Batman, che non ha certamente bisogno di una massiccia promozione per essere visto di fan più accaniti o dai casual viewers, spinto al momento soltanto da un paio di video montati a dovere e pensati a tavolino per generare la giusta dose di hype per fan e grande pubblico. Approfittando allora della visione del sensazionale filmato (potete recuperare al seguento link la nostra analisi del trailer di The Batman), c'è un elemento in particolare che traspare in questa nuova versione cinematografica del Cavaliere Oscuro: la furia e la violenza legate ad un'espressività fisica che a nostro avviso merita a priori di essere parzialmente approfondita.

E l'intenzione, in queste righe, è quella di farlo addentrandoci in un breve confronto con le precedenti iterazioni del personaggio, provando a interpretarne marginalmente l'evoluzione sul grande schermo anche in chiave registica.

Batman e Bat-oste

Il nuovo protagonista interpretato da Pattinson si definisce da solo "vendetta", che è anche stato il titolo di lavorazione del progetto per tutto il 2020. Un termine che racchiude in sé la spasmodica ricerca di un colpevole, che rende il personaggio non un crociato contro il crimine ma qualcosa di differente rispetto al passato.

C'è qualcosa di più personale, forse, e questo traspare anche dalla presenza dell'Enigmista di Paul Dano e dal gioco malato che mette in piedi proprio ai danni di Gotham City e dello stesso Bruce Wayne, che sembra conoscere molto bene.
Proprio per questo, il Batman di Pattinson ci viene presentato come un Pipistrello differente, sicuramente più giovane rispetto alle precedenti iterazioni (è al suo secondo anno di attività) e anche più aggressivo e spietato, quasi come se sotto la maschera volesse nascondere una certa dose di arroganza, fin troppo consapevole delle proprie capacità e non ancora in grado di valutare i possibili ed eventuali rischi della sua missione. Nel trailer si susseguono molte sequenze muscolari, specie corpo a corpo, nelle quali Batman procede con passo deciso e feroce nell'abbattimento dei suoi nemici, spesso rabbioso in volto, guidato da un istinto guerriero che spiazza e lascia attoniti i suoi avversari. È agile, preciso, forte e veloce, e per questo rappresenta - in termini d'espressività fisica - la perfetta crasi ed evoluzione dei bat-predecessori, riunendo in sostanza nella propria figura anche diversi aspetti caratteriali delle varie rappresentazioni fumettistico-autoriali del personaggio (Bob Kane, Frank Miller, Jeph Loeb, Tom King).

Profondamente agli antipodi con il Batman di Adam West, all'epoca ideato per essere trasposizione divertita ed eccentrica dell'eroe DC sfruttando non poco i paradigmi della commedia slapstick, il Battinson messo in scena da Reeves recupera invece tanti elementi prettamente fisici dal passato, lontano o recente. Dà forma (giudicheremo poi!) a quello che sulla carta dovrebbe essere il Batman cinematografico definitivo, in grado di muoversi con intelligenza tra fumetto, autorialità e attualità, capace di incanalare al meglio l'essenza del personaggio, i suoi demoni, la sua forza e la sua iconicità.

C'è dentro il tratto più dark e semi-gotico con cui Tim Burton e Michael Keaton dipinsero l'Uomo-Pipistrello nell'89, ma anche la contemporaneità e l'agilità del Batman di Christian Bale e Nolan. A tutto questo si aggiunge la spregiudicatezza mista a una sana dose di violenza alla Arkham Saga, l'opera videoludica che a sua volta ha palesemente ispirato le movenze dell'iterazione di Ben Affleck e Zack Snyder.

Parte mastodontica del lavoro lo fa Matt Reeves in cabina di regia, coadiuvato dalla fotografia di Greig Fraser, presenza che giustifica e chiarisce una particolare sequenza nel trailer, dove vediamo Batman combattere con destrezza e mettere a terra diversi nemici con armi da fuoco lungo un buio corridoio illuminato solo dai colpi dei mitra.

Tra botte e investigazione

La scena sembra già magnifica così com'è stata tagliata e inserita nel filmato, ma è chiara e dichiarata l'ispirazione alla sequenza di Darth Vader in Rogue One : A Star Wars Story, spin-off di cui proprio Fraser è stato direttore della fotografia.

Questo per sottolineare, in parte, la marcata intenzione di catturare l'anima più corporale e passionale del personaggio, immortalandolo al meglio della qualità scenografica e rendendo soprattutto azione e spettacolo i perni centrali del film. Il tutto in modo ricercato e funzionale, coerente al senso del racconto, che ricordiamo si focalizzerà molto sull'aspetto investigativo del personaggio, nato intenzionalmente per essere "il più grande detective del mondo". Non è un caso che il trailer accoppi la muscolarità di Batman a un tessuto narrativo poliziesco, mistery e intrigante che richiama molto il cinema di David Fincher, e a tal proposito è necessario tenere bene a mente una dichiarazione di Reeves durante la pre produzione di The Batman.

Al tempo, infatti, il regista diceva: "The Batman si concentrerà in particolar modo sulla detective mode dell'eroe, sulla sua capacità investigativa e di risoluzione dei crimini, che è poi l'anima principale del personaggio, almeno così come fu concepito alla fine degli anni '30. In realtà si tratta di un cinecomic con un preciso punto di vista, una storia noir di Batman. È un racconto che poggia chiaramente sulle sue spalle, e spero possa essere agli occhi del pubblico una storia elettrizzante ma anche molto emotiva. Diciamo che è più un Batman nella sua modalità poliziesca rispetto a quanto visto nei vari titoli finora usciti. I fumetti sul personaggio sono pieni di queste storie, ma in passato quest'anima non ha fatto necessariamente parte dei film".

La cosa sorprendente è come tutto questo traspaia alla perfezione dal main trailer, quasi fosse una dichiarazione d'intenti. Il "ribaltamento" dell'eroe, questa nuova prospettiva più giovane e alla prime armi con cui viene raccontato Batman dal regista de L'alba del pianeta delle scimmie, ricollegandoci sempre al discorso della violenza e della fisicità, viene infine dichiarata quasi espressamente nel frame finale del trailer: quando Batman si avvicina minacciosamente al Pinguino di Colin Farrell, a testa in giù secondo la visuale nel nemico e circondato dalla fiamme.

A questo punto non vediamo l'ora di ammirare The Batman in sala, aspettandoci il meglio sia dal punto di vista dell'azione che da quello del racconto e delle interpretazioni. Non dovesse essere così, dato il concept originale, la volontà registica e il materiale finora mostrato, ne rimarremmo davvero sorpresi.

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