Speciale The B Movieye: Le bizzarrìe Pulp e CineKult

Horror, fantascienza e donne giganti in dvd

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Dunque, nella prima puntata di questa rubrica dedicata a quella fetta dell'home video digitale interessata alla riscoperta di più o meno seppelliti titoli definiti in maniera snob di "serie b" avevamo affrontato quattro divertenti produzioni dell'americana Asylum - distribuite dalle nostre parti da Minerva pictures - popolate di mostruose creature realizzate in pessima computer graphic.
Per questa seconda, quindi, non potevamo fare a meno di consultare il vastissimo catalogo CGHV, vero e proprio paradiso per tutti coloro che amano collezionare in formato dvd (ma spesso anche in blu-ray) bizzarrìe su celluloide di ogni tipo, dagli zombie-movie italiani ai film di Godzilla, passando per gli erotici tricolori degli anni Settanta e veri e propri cult-movie del trash.
Tutti divisi in sottoetichette della label, dalla Sinister Film, maggiormente concentrata sui vecchi fanta-movie e i noir in bianco e nero, alla Pulp Video, spaziante nell'exploitation a 360°; fino alla CineKult, curata dalla rivista Nocturno e il cui principale interesse consiste nel recuperare cult, classici e, in ogni caso, lavori fino ad oggi rari del cinema bis nostrano (per esempio, rientrano in listino sia Alex l'ariete con Alberto Tomba che Shadow-L'ombra di Federico Zampaglione).

Nelle pieghe della carne

Quindi, partiamo proprio con un CineKult datato 1970 che, sebbene lasci immaginare dal titolo chissà quale mattanza a base di lame conficcate in corpi pronti a lasciar sgorgare abbondante liquido rosso, propone, in realtà, circa 87 minuti di visione costruiti su una surreale, macabra vicenda thriller.
Infatti, sotto la regia del compianto Sergio Bergonzelli la cui filmografia, tra un erotico e l'altro, annoverò anche il trashissimo Delirio di sangue, del 1988, troviamo la "povera" Anna Maria Pierangeli di Lassù qualcuno mi ama - suicidatasi l'anno successivo - ed Eleonora Rossi Drago nei panni di una donna e della sua domestica che vivono in una villa insieme al nipote di quest'ultima, legate da un terribile segreto del passato: la prima subì da piccola un tentativo di violenza da parte di un individuo, apparentemente suo padre, culminato nell'omicidio dell'uomo per decapitazione.
E, tra uccisioni di chiunque si avvicini alla casa e abbondanza di teste tagliate la cui realizzazione lascia alquanto a desiderare, è una certa suggestione generale ad accompagnarci verso l'imprevedibile epilogo di un'operazione il cui disco, all'interno della sezione extra, offre il trailer del film, una galleria fotografica e il documentario di venti minuti Nelle pieghe di Bergonzelli.

Occhi dalle stelle

Rimaniamo sempre in ambito CineKult con quello che, interpretato, tra gli altri, da Martin"Psycho"Balsam e definito dalla già citata Nocturno "La risposta italiana agli ufo di Spielberg", porta la firma di Mario Gariazzo, regista ufologo che ha dedicato l'intera vita allo studio dei fenomeni extraterrestri, fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2002 (Non a caso, la sua filmografia comprende anche l'oscuro Fratello dallo spazio e il sexy Incontri molto... ravvicinati del quarto tipo).
Con un'intervista di 43 minuti all'attore Franco Garofalo ed il mediometraggio Schizofrenia di un attore, da lui diretto, a rappresentare i contenuti extra del disco, si comincia dalla figura di un fotografo che, resosi conto di aver fissato su pellicola immagini di presunte entità aliene durante una sessione in esterno con una modella, torna sul posto per indagare e finisce rapito e portato a bordo di una nave spaziale.
In realtà, però, nonostante l'avvio fantascientifico, si prosegue all'insegna di un intrigo spionistico tirando in ballo un giornalista che, nel condurre un'indagine su avvistamenti di oggetti non identificati, rimane intrappolato in una congiura del silenzio operata di concerto dai militari e da un misterioso gruppo di agenti segreti.
Quindi, non aspettatevi dispendio di effetti speciali ma preparatevi ad una vicenda principalmente basata su 93 minuti di dialoghi che, a quanto pare, prende spunto da diversi fatti realmente accaduti.

Night terrors

Dall'Italia, ci spostiamo oltreoceano - stavolta sotto il succitato marchio Pulp - con un horror firmato nel 1995 dal Tobe Hooper autore del primissimo Non aprite quella porta e di Poltergeist-Demoniache presenze. A quanto pare conosciuto anche con il titolo Le notti proibite del Marchese De Sade, vede il grande Robert Englund della serie Nightmare nei panni del tanto affascinante quanto misterioso Paul Chevalier, discendente del sadico filosofo francese, ad una cui festa finisce la giovane Genie alias Zoe Trilling che, recatasi in Egitto per far visita a suo padre archeologo, stringe amicizia con Sabina, interpretata da Alona Kimhi, dopo che quest'ultima l'ha salvata dal violento assalto di quattro uomini.
E, complice l'immancabile ghigno kruegeriano di mister Englund, alcune situazioni sembrano a modo loro tentare di richiamare proprio alcuni momenti della saga del serial killer dei sogni (non a caso, il film nacque con il titolo Nightmare).
Ma, tra atmosfere torbide e nudità sia femminili che maschili pronte ad essere sfoggiate, più che all'horror - nonostante la presenza di decapitazioni ed accenni di splatter - si punta ad una tipologia di racconto su celluloide che, sotto certi aspetti, potrebbe ricordare alcuni lavori del maledetto Ken Russell; con tanto di evidenti allusioni erotiche.
Galleria fotografica e trailer originale francese nella sezione extra.

Una donna in crescendo

Per concludere, tiriamo fuori sempre dal magico cilindro Pulp il ripescaggio di questo b-movie televisivo di Christopher Guest che, prodotto dalla HBO nel 1993, altro non è che il remake di Attack of the 50 foot woman, diretto trentacinque anni prima da Nathan Juran.
Una pellicola poco vista dalle nostre parti, dove giunse soltanto in vhs negli anni Novanta, con protagonista una Daryl Hannah che, dopo aver scoperto il marito Daniel Baldwin in un motel con un'altra donna, viene rapita dagli alieni e sottoposta ad esperimenti a base di un particolare tipo di laser capace di farla crescere in altezza ogni volta che si arrabbia.
Con la conseguenza che la donna, ingigantita, comincia ad aggirarsi per la città, alla ricerca del fedifrago, come se fosse King Kong; mentre tutt'altro che celata appare una certa metafora antimaschilista (basterebbe citare il soldato che dice al collega: "Non considerarla una donna, è solo un bersaglio") ed il sapore generale, complice una messa in scena piuttosto rozza, rispecchia non poco quello di certi rozzi fanta-movie degli anni Cinquanta.
Per circa 86 minuti di visione che, non privi d'ironia, ci lasciano soltanto ricordare con nostalgia quel periodo in cui, nel corso dei primi anni Novanta, ancora non si era pienamente passati dalla vecchia tipologia di effetti speciali tempestata di modellini e sovrapposizioni al dominio assoluto del morphing e della computer graphic, portati al successo due anni prima grazie al secondo Terminator.