Speciale The B-Movieye: I Mondo di 01

Tutte le oscenità dei Mondo movie

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Mondo movie, ovvero un termine che, nato in seguito al successo riscosso dal celebre Mondo cane (1962), diretto da Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara e Franco Prosperi, viene utilizzato per definire quella fetta del genere documentario - in voga in Italia soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta - particolarmente improntata sull'immortalare la naturale manifestazione di atti scandalosi, con il sesso e la violenza in prima linea.
Spettacoli sicuramente infami e di dubbio gusto, se teniamo in considerazione il fatto che parliamo di prodotti volti in maniera evidente a speculare su reali oscenità e disgrazie consumate, ma dei quali si è anche detto spesso essere infarciti di ricostruzioni e situazioni del tutto inventate (e c'è anche chi ha documentato la cosa). E, comunque, spettacoli che assumono la loro particolare importanza nello sfruttare una camera che riesce pericolosamente ad arrivare là dove la maggior parte degli esseri umani non può, sfidando la morale e lo stomaco dello spettatore, esposto spesso a insostenibili nefandezze visive.
Del resto, insieme al fatto che stiamo parlando di una tipologia di lungometraggi il più delle volte di non facilissima reperibilità, è proprio questo aspetto gratuitamente (???) sensazionalistico a spingerci ad affrontarli in una rubrica che, come ormai ben sapete, si occupa di b-movie intesi soprattutto come oscuri oggetti del desiderio cinefilo riscoperti in dvd. Perché, in fin dei conti, non è propriamente giusto classificare i Mondo tra i b-movie, ma sapere che 01 distribution ne abbia recuperati alcuni dal dimenticatoio ci offre l'occasione per poterne parlare su queste pagine.

Fangio - Una vita a 300 all’ora

Insieme ai Mondo movie che vedete nella pagina, 01 lancia questo documentario che, nel 1981, rappresentò il primo lungometraggio diretto dall’inglese Hugh Hudson, regista, nello stesso anno, di Momenti di gloria. Si tratta della rievocazione della prestigiosa carriera di Juan Manuel Fangio, pilota nato in Argentina da genitori italiani, nonché uno dei miti della Formula 1 di tutti i tempi.

I malamondo

Quindi, cominciamo proprio con un titolo firmato dal già citato Cavara nel 1964, nonché il primo realizzato in totale autonomia (l'anno dopo Mondo cane, infatti, il regista si occupò anche de La donna nel mondo, sempre affiancato da Jacopetti e Prosperi).
Un esempio di Mondo - nato come La giovane Europa - decisamente più moderato rispetto agli shockanti lavori precedenti, tanto da non mancare d'ironia nella rappresentazione dei fatti e da coinvolgere perfino Adriano Celentano e il suo Clan, impegnati a eseguire, tra l'altro, Sabato triste.
Mentre sono le musiche del maestro Ennio Morricone ad accompagnare i circa 88 minuti di visione (tra i migliori nel loro genere) volti a documentare i giovani europei e i loro diversi stili di vita nell'epoca del boom economico.
Passando dagli happening ai combattimenti in stile Gioventù bruciata, senza dimenticare le mode esistenzialistiche e i ritrovi nei cimiteri.
Fino allo striptease finale in spiaggia di quello che l'autore stesso - scomparso nel 1982 - definì "Uno specchio del nostro tempo, un contributo capace di suggerire un discorso tra la generazione (o le generazioni) di ieri con queste di oggi, che non sono riuscite ad inserirsi nel ritmo della vita contemporanea".

Mille peccati... nessuna virtù

Una donna tedesca fonda un'industria che introita miliardi con la vendita di materiale erotico; belle ragazze poliglotte vengono affittate da grandi complessi per intrattenere e "convincere" i clienti; donne giovani e anziane vanno a scuola per apprendere l'arte di svegliare l'interesse dei mariti; coppie in atteggiamenti spregiudicati fanno da modelli a pittori astratti; donne sole cercano un compagno per il fine settimana, sfruttando il "treno rosa" istituito dalle ferrovie federali tedesche.
Sono gli argomenti affrontati nel 1969 da un giovane Sergio Martino - allora autore soltanto dell'action-movie Le spie uccidono a Beirut e del western Per 100000 dollari ti ammazzo - nel corso dei circa 90 godibili minuti di montato che, narrati dal compianto Riccardo"Sacco e Vanzetti"Cucciolla, puntano principalmente ad analizzare la sessualità nel periodo della sua cosiddetta "rivoluzione", tempo delle novità e della caduta dei tabù.
Con una colonna sonora che riecheggia in maniera evidente In-a-gadda-da-vida degli Iron Butterfly e l'unico, dichiarato intento di spingere lo spettatore a chiedersi se l'uomo moderno guadagni veramente nello sfruttare il peccato o se, piuttosto, non si stia distruggendo. Un interrogativo che sembra essere valido ancora oggi, a oltre 41 anni dal film di Martino, in un triste XXI secolo che, però, potrebbe fornire deprimenti risposte confermando sia la prima che la seconda ipotesi.

Pole position-I guerrieri della Formula 1

A conferma del fatto che il filone dei Mondo movie non sia costituito esclusivamente dai cosiddetti shock-u-mentary, ovvero i documentari infarciti, come già accennato, di notevoli dosi di sesso e violenza, ecco quello che, diretto nel 1980 da James Davis, Ronald King e Oscar Orefici, si presenta quale sequel ideale di Formula 1-Febbre della velocità, firmato l'anno precedente dall'ultimo dei tre insieme a Mario Morra e Ottavio Fabbri.
Non a caso, si comincia proprio con il divo dei poliziotteschi Maurizio Merli brevemente intervistato alla fine della prima mondiale del film, per poi passare alla rievocazione di molti episodi riguardanti alcuni dei campioni più celebrati della categoria regina degli sport automobilistici.
Con l'eccezionale presenza di Paul Newman in veste di grande appassionato e corridore, mentre, tra problemi tecnici e drammi di costruttori e piloti, che si concedono anche un'escursione in una riserva africana, viene illustrato il poliedrico mondo del "circus".
Senza dimenticare Nicky Lauda, la morte di Roger Williamson e quella di Ronnie Peterson, a Monza, testimoniata dal giornalista Tommaso Tommasi; sulle note di Guido e Maurizio De Angelis, molti dei cui stessi temi sono stati sfruttati anche in pellicole interpretate da Bud Spencer e Terence Hill.

Ultime grida dalla savana

Citato Morra, non rimane che parlare di quello che rimane con ogni probabilità il miglior Mondo movie mai realizzato, concepito nel 1975 insieme allo stesso Antonio Climati che l'anno successivo lo affiancò anche per Savana violenta (altro lavoro presente in questa serie di dvd targati 01).
Circa 91 minuti di visione che, caratterizzati da un ritmo impeccabile, si basano sul tema della caccia all'animale per proporre gesti, riti e crudeltà di ogni sorta.
Con le voci narranti di Giuseppe Rinaldi e - in minima parte - dello scrittore Alberto Moravia, si va dal cannibalismo nel Burundi alle stragi compiute tra i volatili dagli esquimesi per guarire dalle proprie nevrosi; passando per la fecondazione della terra da parte degli indigeni, le astute manovre anticaccia di organizzazioni contrarie nell'Essex, la caccia ai cinghiali giganti della Patagonia e quella al cervo in Francia, compiuta dopo benedizioni religiose e invocazioni a Sant'Uberto protettore.
Fino alla shockante sequenza del turista sbranato da un branco di leoni (che qualcuno, però, ha più volte affermato trattarsi di una finzione) e alle insostenibili, feroci imprese attuate dai cacciatori di Indios.
Insomma, dei titoli analizzati in questa pagina, sicuramente quello per il quale occorre una buona scorta di coraggio allo spettatore, prima di abbandonarsi alla sua visione.