Tenet: il film di Christopher Nolan spiegato al dettaglio

Addentriamoci in una disamina dettagliata della conclusione dell'ultimo rompicapo cinematografico del regista di Inception e Dunkirk.

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Non è vero che Tenet è incomprensibile: è soltanto più ostico da decifrare in alcuni suoi passaggi. La colpa non è della scrittura o del montaggio ma dell'impianto e del concept scelti da Christopher Nolan, che torna ancora una volta a giocare con principi scientifici teoretici che plasmano la fisica del mondo come fosse pongo. Il tempo è sempre grande protagonista (uno dei tanti, non IL protagonista) ed è questa volta sfruttato e declinato seguendo la logica della meccanica quantistica più complessa, "da far girare la testa" senza però farci cadere a terra. Lo abbiamo già detto: l'ambizione dell'autore ha qui superato ogni barriera concettuale, tanto che Tenet è probabilmente la quintessenza della sua cinematografia, l'apice di uno stile e di un'inventiva che da adesso in poi saranno obbligate a mutare pelle, reinventarsi in qualche modo e in più di una misura.

Più o meno fino a metà pellicola, il film resta di alta decifrabilità, specie perché rispetto ad altri suoi lavori Nolan non sfrutta lo sfasamento dei piani temporali. Non che non voglia, è che proprio non può. L'idea alla base dell'opera è infatti la simultaneità degli avvenimenti, un libera re-interpretazione dei paradossi quantici vissuti da ogni parte al centro dell'intreccio, compresi noi come spettatori e terzi. Finché resta tutto lineare, tutto è comprensibile, praticamente nell'immediato. Poi Nolan prende una piega lynchiana, coadiuvato dalle musiche di Goransson, e comincia a giocare con la sua creatura e con il pubblico, confezionando una concreta applicazione del Diagramma di Feynman sull'Annichilazione Positrone-Neutrone e sull'Interpretazione delle Storie Consistenti, la più condivisa per spiegare oggigiorno lo scopo primario della meccanica quantistica. E da qui lo sforzo mentale si fa più consistente ma non impossibile.

Entropia e scontro generazionale

È importante prima di tutto capire come in Tenet non sia il tempo a scorrere all'indietro ma i soggetti e gli oggetti della storia. Questo Nolan lo spiega sin dall'inizio, quando il Protagonista (John David Washington) viene aggiornato sulla missione da compiere. Non è la dimensione temporale a scorrere a ritroso ma l'entropia di un oggetto a essere invertita. Cos'è l'Entropia? Una grandezza della meccanica statistica che misura le diverse disposizioni dei livelli molecolari e dunque le differenti probabilità degli stati in cui può trovarsi un sistema. Soprattutto, ai fini dell'analisi, l'Entropia fornisce indicazioni sulla direzione d'evoluzione (dunque di movimento e trasformazione) di un sistema. Questo significa che invertendo l'Entropia di un oggetto (piccolo o immenso) uno spettatore assisterà a un vero e proprio rewind, essendo la grandezza stessa immutabile e scorrendo semplicemente al contrario. Un soggetto invertito, invece, vivrà in prima persona l'esperienza di una cambio radicale di prospettiva fisica, essendo il Positrone che viaggia al contrario contro il Neutrone nel Diagramma di Feynman, con il rischio di un annichilimento immediato nel caso in cui le sue particelle entrassero in contatto con quelle del se stesso "passato".

È anche essenziale comprendere come Nolan scelga di parlare di passato, presente e futuro solo in forma esplicativa, per far comprendere meglio all'audience il susseguirsi degli eventi, dato che in verità tutto avviene simultaneamente, più "sistemi" in un solo spazio, come nel Gatto di Schrodinger con la scatola scoperchiata.

Dal nostro punto di vista "regolare", che è poi quello del Protagonista, l'evoluzione entropica del mondo va da A a B, ed è il flusso principale, quello predominante. In Tenet succede però che in questa direzione il mondo arriverà al collasso: gli oceani si prosciugheranno, le foreste scompariranno, i ghiacciai si scioglieranno. Sull'orlo di un'eventuale estinzione e appoggiandosi a una tecnologia capace di invertire il flusso dell'entropia, i leader del futuro (distanti generazioni a venire) decidono di sfruttare un complesso algoritmo per invertire l'entropia globale da B ad A, così da far riempire nuovamente i fiumi, riformare i ghiacciai e aiutare la natura a tornare rigogliosa per sopravvivere.

Il problema è che l'Algoritmo in forma fisica è stato spedito indietro nel tempo dalla scienziata che lo aveva creato, in un moto di ribellione contro l'assurdità della scelta dell'establishment mondiale del futuro.

È stato possibile grazie a una capsula invertita, spedito indietro così da essere dissezionato in nove parti poi nascoste ognuna in un luogo segreto di una delle nove potenze nucleari mondiali. L'obiettivo del villain Andrei Sator (Kenneth Branagh) è quello di recuperare i nove pezzi e consegnarli al futuro (sempre grazie a una capsula, in modo relativamente istantaneo), scelto solo perché "uomo giusto al momento giusto", ambizioso e senza scrupoli, egocentrico ed esaltato e per giunta malato di cancro incurabile a causa della sua prolungata esposizione alle radiazioni.

Gli eventi di Tallin

Passati da Kiev a Mumbai e Oslo, a metà film il Protagonista, Neil (Robert Pattinson), i loro collaboratori e tutta la banda dei cattivi guidata da Sator, accompagnato comunque dalla moglie Kat (Elizabeth Debicki), arrivano a Tallin. L'obiettivo è quello di recuperare uno dei pezzi dell'Algoritmo, anche se nel momento stesso del furto il Protagonista pensa ancora sia Plutonio-241 e non sa la verità su Neil e la Tenet, che è l'agenzia segreta per cui sta lavorando.
Il piano si svolge in autostrada, per rapinare il convoglio che sta spostando il pezzo dell'Algoritmo (lo stesso visto all'Opera di Kiev) fino a Trieste.

Il Protagonista recupera la parte e poi fugge in macchina con Neil, salvo ritrovarsi ad affrontare un inseguimento con una macchina invertita dentro a cui si trova Sator. La vettura del cattivo agisce dunque nel "passato", muovendosi a ritroso, mentre quella del Protagonista segue il flusso regolare. Nel bel mezzo dell'inseguimento notiamo un veicolo distrutto che scopriamo essere a sua volta invertito, tanto che da incidentato torna normale e si rimette in movimento, partecipando all'inseguimento e piazzandosi tra la vettura del Protagonista e quella di Sator.

Il villain fugge apparentemente con il pezzo dell'Algoritmo lanciatogli dal Protagonista per salvare Kat, si arriva a una sparatoria ma gli uomini di Sator prendono sia il Protagonista che la moglie, riportandoli al porto di Tallin, dove scopriamo esserci un Tornello, tecnologia grazie alla quale è possibile invertire l'entropia delle cose e delle persone. Qui si fa tutto più interessante e il cinema di Nolan abbraccia qualche elemento più sperimentale e curioso, da Loggia di Twin Peaks. Ed è qui che parte del pubblico comincia a perdere un po' il filo della storia e degli avvenimenti, che iniziano a diventare nolaniani nel senso più assoluto e stretto del neologismo autoriale-cinematografico.

La parte rossa dove si trova il Protagonista è quella del "presente" o del "futuro", così distinta per non essere confusa con quella blu, che invece è il "passato". Ricordatevi però che sono soggetti e oggetti del tempo a viaggiare invertiti e non il tempo stesso, dunque è la percezione del Protagonista e di noi pubblico a renderlo passato, non che dall'altra parte della doppia vetrata ci sia realmente il passato ma solo - appunto - soggetti e oggetti che stanno seguendo un flusso entropico inverso. Le vetrate servono a impedire l'annichilimento secondo Faynman, l'incontro di particelle identiche che non potrebbero coesistere nello stesso spazio. Quando Sator nella parte blu parla, le parole arrivano al contrario e con un leggero ritardo, e soprattutto sembrano non seguire un flusso logico. Ha davanti a se Kat, a cui spara una pallottola invertita davanti agli occhi del Protagonista per farsi rivelare dove sia il pezzo dell'Algoritmo. Branagh "dal passato", sostanzialmente, sta interrogando il Washington "del futuro", anche se tutto avviene concretamente nel presente, allo stesso tempo.
A un certo punto, prima che il Sator del passato entri nel Tornello, nella parte rossa arriva il Sator del presente o futuro, quello che avevamo visto entrare nel Freeport una decina di minuti prima, dopo aver picchiato Kat, con tanto di auricolare e pistola in mano per comunicare con il se stesso del passato. Ha fretta perché deve entrare nel Tornello per invertire la sua Entropia nel momento stesso in cui lo farà il Sator del passato, altrimenti non uscirà più (si deve agire in simultanea per far funzionare la tecnologia).

Inizia a interrogare il Protagonista con estrema velocità ma viene fermato da un gruppo di militari armati guidati da Ives (Aaron Taylor-Johnson) che lo spingono verso il Tornello e dunque lo fanno riapparire dall'altra parte della vetrata, che questa volta viviamo dal punto di vista giusto e scopriamo essere soltanto la continuazione dal passato dell'interrogatorio iniziato nel presente-futuro. Sator ha quello che vuole: la posizione del pezzo dell'Algoritmo, che il Protagonista dice essere nella BMW (la macchina guidata da Neil).

Quando Sator entra nella zona blu, Kat è già seduta nella sedia, ancora illesa ma già con la mascherina, e questo spiega anche perché all'inizio di tutta la sequenza nella Stanza Rosso-Blu lei, pur trovandosi nella parte destinata agli invertiti, parla normalmente e non al contrario: non è invertita ed è stata piazzata lì dal presente-futuro senza l'utilizzo del Tornello. Ecco perché resta lì ferita e morente. Scopriamo poi tre cose fondamentali: Neil fa parte della Tenet, Ives e la sua squadra solo militari al servizio dell'agenzia, il pezzo dell'Algoritmo non è nella BMW.

Manovra a Tenaglia

Kat è ferita a un organo principale da una radiazione invertita, il che la porterà a morte certa. L'idea è quella di invertirla, tornare indietro di una settimana e utilizzare un altro Tornello per regolarizzare nuovamente il flusso dell'entropia. Dove? A Oslo, durante il colpo al Freeport della Rotas messo in atto proprio dal Protagonista e da Neil. Prima però il Protagonista vuole provare a salvare Kat ("magari è possibile cambiare il passato") e rintracciare il pezzo dell'Algoritmo, quindi decide di uscire. Gli vengono date tutte le dritte necessarie: "Respira con la mascherina, tu sei in inversione ma il mondo no, sarai disorientato, puoi guidare ma attrito e resistenza sono invertite rispetto a te, non toccare il te stesso presente-futuro".

Esce, guida con fatica e trova la valigetta in cui era la parte dell'Algoritmo sul ciglio della strada, lanciata da Sator una volta scoperta vuota. Mette un localizzatore al suo interno e poi la segue una volta "rientrata" in macchina del villain, che comincia a inseguire fino a quando non si piazza tra la vettura di Neil e quella di Sator in inversione, si fa vedere dal nemico e scopre di essersi praticamente lanciato da solo il pezzo d'algoritmo in macchina, dal se stesso presente a quello passato, lasciandolo per giunta localizzare da Sator prima di diventare protagonista dell'incidente visto venti minuti prima dell'inversione.
Sator è in grado di "viaggiare nel tempo" grazie alla rete di comunicazione messa in piedi all'interno dei Freeport della Rotas. Quando infatti Protagonista e Neil sono a Oslo, Pattinson adocchia un container diretto a Tallin, uno degli stessi che una volta a Tallin e invertito si fa attrezzare (tende di plastica isolante per respirare in un ambiente chiuso) per tornare a Oslo a ritroso, entrare nel caveau della Rotas e regolarizzare nuovamente il suo flusso, quello del Protagonista e ovviamente quello di Kat, che a quel punto vede guarire e cicatrizzarsi la ferita all'addome sotto effetto dell'entropia. A questo punto i tre si ritrovano a una settimana prima degli eventi di Tallin e il Protagonista prova a incontrare Prya prima che il se stesso del presente-futuro (rispetto alla nostra prospettiva e flusso entropico) la incontri e organizzi tutto il piano per incontrare Sator in Costiera Amalfitana e rubare il pezzo dell'Algoritmo.

Dice a quella che considera una delle leader di Tenet di salvare Kat e suo figlio Max, ma lei è titubante: "Non sta a me decidere". Al che il Protagonista le fa: "Allora parla con il responsabile delle questioni in sospeso", dando per scontato a questo punto che ci sia qualcun altro al comando, qualcuno di più importante di Prya (anche Neil dice "di non lavorare per lei"). La donna dà la sua parola - anche se serve a poco - e qui inizia il piano finale.
Il Protagonista, Neil e la squadra guidata da Ives tornano indietro fino al 14 (mese non specificato), giorno dell'attacco all'Opera di Kiev (dove si trovava anche Washington) e anche della vacanza in Vietnam di Sator e Kat, "uno dei momenti più felici della loro relazione" prima che questo minacci lei, la spinga ad andarsene con Max salvo poi richiamarla per tornare sullo yatch ma non farsi trovare lì (ci viene detto che quel Sator era diretto a Kiev per l'Algoritmo).

Il Sator del presente ha infatti viaggiato a ritroso fino al 14 (utilizzando un altro Tornello per tornare all'entropia normale) per uccidersi, attivando così un sistema che seppellirà l'intero Algoritmo trovato a Stalsk-12 (sua città natale) per farlo poi recuperare al Futuro, così da permettergli l'inversione dell'entropia del mondo e cancellare istantaneamente noi - il flusso regolare - e salvare allo stesso tempo la Terra e tutte le generazioni a venire.
L'idea è allora questa: Protagonista, Neil, Ives e militari della Tenet vanno a Stalks-12 sfruttando "una manovra a tenaglia", con un gruppo invertito e uno no, così da recuperare l'Algoritmo e salvare in pratica il mondo, mentre Kat deve tornare sullo yatch evitando il Sator e la se stessa del passato e impedirgli di uccidersi prima del completamente della missione in Serbia.

Missione compiuta

Simultaneamente, in pratica, il 14 avviene più o meno alla stessa ora l'attacco all'Opera di Kiev, la vacanza in Vietnam di Sator e Kat, la missione in Serbia, e questo significa che esistono allo stesso tempo due Protagonisti, due Kat, due Sator e ben quattro Neil, ma quest'ultima cosa va spiegata. A Stalks-12, infatti, Neil è nel gruppo in inversione, solo che notando una mossa inaspettata degli uomini di Sator fa "un cambio marcia a metà strada" nel Tornello costruito in zona e si rimette nel flusso regolare cercando di avvisare il Protagonista e Ives, che hanno il compito di recuperare l'Algoritmo prima che venga seppellito dall'esplosione che quasi istantaneamente - data la relatività - cancellerà dall'esistenza ogni cosa o persona. Dunque c'è un Neil in inversione e un altro Neil nel flusso regolare. Il Protagonista e Ives arrivano però nella camera dell'Ipocentro (dell'esplosione della testata che sotterrerà l'Algoritmo) e la scoprono blindata, trovandoci un uomo di Sator intento a sistemare l'Algoritmo all'interno della bomba e un uomo morto davanti al cancello serrato. Qui il Protagonista nota sullo zaino del cadavere (con la fascia blu, dunque in inversione e dunque "dal passato") un portachiavi arancione, lo stesso visto sullo zainetto dell'uomo completamente bardato che gli ha salvato la vita a Kiev (ricordiamo: lo stesso giorno).

Improvvisamente, quando tutto sembra perduto, il cadavere si rianima e si prende un proiettile invertito in piena testa, causa della sua morte, aprendo però il cancello dall'interno e permettendo al Protagonista di uccidere l'uomo di Sator e recuperare l'algoritmo insieme a Ives. Il misterioso uomo invertito richiude però sotto l'effetto dell'entropia invertita il cancello (significa che lo aveva aperto nel "passato") e blocca i due nell'Ipocentro, ma fortunatamente il Neil rimessosi nel flusso regolare li salva utilizzando un mezzo militare e un cavo di sostegno. Nel mentre - anzi, poco prima, rischiandosela - Kat uccide Sator non in quanto "moglie sottomessa con la rabbia cicatrizzata in disperazione" ma come "pu**ana vendicativa con una cicatrice sul corpo", scoprendo inoltre di essere stata proprio lei a liberarsi e di essersi già tuffata verso un futuro più luminoso (nel primo incontro con il Protagonista diceva "sa quanto desidererei solo di potermi tuffare?").

Una volta salvi, i tre decidono di spartirsi i pezzi dell'Algoritmo e nasconderli per poi uccidersi, anche se "decideranno loro quando", ed è qui che Neil capisce che la fine della sua storia è proprio nell'Ipocentro, essendo lo scassinatore migliore della Tenet e l'unico in grado di aprire quel cancello in tempo. Dunque dà i suoi tre pezzi al Protagonista e dandogli le spalle rivela il portachiavi arancione attaccato allo zaino, dicendo anche che è stato proprio il Protagonista ad arruolarlo "tra qualche anno nel suo futuro" - per lui diversi anni nel passato. Rivela anche di essere stato un suo grande amico - il che spiega tutte le cose che sapeva su di lui - e che l'intera operazione, da Kiev a Mumbai fino a Stalks-12, è una Manovra a Tenaglia Temporale (Protagonista flusso regolare, Neil invertito e poi regolarizzato dal futuro al presente-passato) voluta proprio dal Protagonista, che ha fondato la Tenet con lo scopo di impedire il ritrovamento dell'Algoritmo poco dopo averlo ritrovato, nascosto e salvato il mondo - anche qui, simultaneità.

Neil accetta il suo "destino" e la realtà "della meccanica dell'universo" e saluta il Protagonista con un "ci vediamo all'inizio, amico", senza lasciare nulla al caso e agendo per essere nuovamente invertito e tornare nell'Ipocentro a fare il suo lavoro, l'ultimo.

Manca solo l'unica questione in sospeso: salvare la vita a Kat e al figlio, presi di mira da Prya perché ormai coinvolti e a conoscenza di troppe cose. Davanti alla scuola di Max, in un momento non meglio specificato, Kat nota una macchina sospetta a utilizzando un telefono datole dal Protagonista avverte la Posterità (praticamente il Protagonista del presente-futuro) di un probabile pericolo. Effettivamente nella vettura ci sono Prya a un sicario, ma il Protagonista uccide immediatamente il sicario e rivela poi alla donna di non essere UN semplice protagonista della storia ma IL Protagonista assoluto della vicenda, ammettendo di aver finalmente trovato il suo spazio nel racconto ingarbugliato del tempo e di essere lui in prima persona il responsabile delle questioni in sospeso. Uccisa Prya la missione è dunque compiuta, il loop si chiude ed è tutto pronto a ricominciare mentre Kat e Max possono andarsene tranquillamente grazie al suo operato interamente avvenuto nell'ombra, salvi da quello che poteva succedere, dalla bomba non esplosa.

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