Tarzan e la fine del Rinascimento Disney

Tarzan fu il film che, in maniera canonica, andò a chiudere il Rinascimento Disney, ponendo fine a un periodo florido e storico.

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Nel 1999 si arrivò alla conclusione del Rinascimento Disney, quel periodo florido rappresentato da una rinascita artistica sotto la guida di Jeffrey Katzenberg. A chiudere questo importantissimo momento storico in casa Walt Disney fu Tarzan, il 37esimo Classico degli studi americani, diretto da un debuttante alla regia, Chris Buck, insieme con Kevin Lima, che pochi anni prima aveva esordito, anche lui, alla regia di In Viaggio con Pippo. Un cammino durato ben quattro anni, con l'idea incubata nel 1995 e che ha portato il noto personaggio di Tarzan a vivere un'esperienza completamente nuova, diversa da quanto visto in precedenza.

Il primo cartone animato di Tarzan

Il Tarzan di Disney fu il primo adattamento a diventare un lungometraggio d'animazione: in precedenza, a partire dal film muto, la nota storia di Edgar Rice Burroughs non si era mai affacciata al mondo dei cartoni animati, tanto da sorprendere persino Thomas Schumacher, all'epoca presidente della sezione animata della Disney. "Questo è un libro che non vede l'ora di essere animato", dichiarò in fase di sviluppo, in modo da poter dare maggior forza e vigore agli animali coinvolti nella storia.
Così nel 1995 si iniziò la lavorazione affidando il tutto a Kevin Lima, che dopo il successo inaspettato di In Viaggio con Pippo venne chiamato da Katzenberg a dirigere Tarzan: all'epoca la richiesta dell'uomo che diede vita al Rinascimento Disney fu quella di procedere verso un film per la televisione.
Lima non apprezzava moltissimo l'idea e per sua fortuna il rapporto tra l'azienda e Jeffrey venne meno proprio nel 1995, quando fu il momento di entrare in produzione definitivamente e dirigersi verso il cinema, come deciso da Michael Eisner.

La prima proposta che il regista portò agli studi fu quella di basare l'intera narrazione sulla potenza dell'immagine di due mani che si avvicinano e si poggiano l'una all'altra, un elemento ricorrente dell'intero Classico, che preme sia sulla vicinanza dell'uomo alla scimmia, sia di Tarzan ai suoi simili quando li scopre.
Un modo molto importante per trasmettere la ricerca di un'identità da parte del protagonista, che per l'intero lungometraggio basa le sue relazioni in funzione di ciò che lui è e ciò che lui si sente di essere.

Tutto il Rinascimento riunito nella giungla

Ad accompagnare Lima in questo lavoro fu scelto Chris Buck, che aveva appena terminato la supervisione dell'animazione di Pocahontas: non era mai stato in regia, ma Kevin Lima lo volle al suo fianco.
Dopo un primo momento di scetticismo, alla fine Buck decise di accettare la proposta e di iniziare a lavorare su Tarzan dopo aver ottenuto i diritti da parte degli eredi di Burroughs.

Per la sceneggiatura venne così chiamato Tab Murphy, che aveva appena terminato Il Gobbo di Notre Dame e si ritrovò molto incuriosito dinanzi alla possibilità di scrivere qualcosa di ulteriormente contraddittorio: stavolta non ci sarebbe stato un uomo odiato da tutti i suoi simili, bensì una persona in cerca di identità all'interno della natura e della giungla.
La proposta iniziale da parte di Murphy si basava sulla possibilità di spingere Tarzan al viaggio verso l'Inghilterra nel terzo atto, come raccontato nel romanzo originale, ma i registi ritennero incompatibile tale proposta con l'obiettivo primario della storia di Tarzan, che avrebbe dovuto compiere il proprio percorso di crescita e di sviluppo all'interno della giungla e non fuori.

Per avere un'antitesi al percorso di Tarzan si decise di andare a creare un antagonista, nello specifico Clayton, non presente nella storia di Burroughs. In aggiunta, il personaggio di Kerchak venne rivisitato nei panni di protettore della tribù dei gorilla.
Per rendere la storia meno appesantita e più gioviale, si decise di coinvolgere anche Dave Reynolds nel processo di lavorazione: l'autore di commedie venne inizialmente convocato per sei settimane, ma poi si ritrovò a lavorare a lungo su molti comprimari, con i registi che apprezzarono il suo operato.
Uno degli aspetti più complessi da realizzare, però, a detta del team di sviluppo, fu il riuscire a far capire a Tarzan il proprio passato: in questo frangente si decise di fare in modo che Kala potesse riportare Tarzan alla casa sull'albero, così da fargli sapere, in maniera molto semplice, che era stato adottato dai gorilla.
Infine, diversamente dal romanzo originale, si scelse di non fare nessun tipo di riferimento al popolo africano e nemmeno ai personaggi che potevano essere ricondotti al continente, così da evitare qualsiasi possibile problematica legata al razzismo.

Un nuovo benchmark fissato da Keane

Gli animatori vennero divisi in due diversi team, uno al lavoro a Parigi, dove era stato sviluppato interamente In Viaggio con Pippo, e l'altro a Burbank.
I tantissimi chilometri che dividevano gli studi misero a dura prova la collaborazione, più di quanto avvenuto in Aladdin, che vide dei personaggi realizzati in California e altri in Florida.
Glen Keane, che ancora una volta si ritrovò a supervisionare i lavori, si preoccupò di realizzare Tarzan a Parigi, mentre Ken Duncan lavorò a Jane a Burbank.
Per poter coordinare le scene che vedevano entrambi i personaggi coinvolti si decise di utilizzare un sistema chiamato "scene machine", che permetteva di inviare ai due studi i propri lavori in maniera ancora abbozzata.

Si provò in qualche modo ad avvicinare la lavorazione al ben più vicino studio in Florida, ma l'impegno su Mulan era già entrato nel pieno, tanto da rigettare la possibilità di infilarsi in un altro progetto.
Keane decise di orientarsi verso un Tarzan in grado di fare surf osservando suo figlio, sempre molto attento agli sport estremi: da qui nacque la passione per il surfing tra gli alberi e le liane.
Ispirandosi, tra l'altro, alle acrobazie di Tony Hawk, si arrivò a realizzare la sequenza animata di Son of Man, cantata ovviamente da Phil Collins di cui parleremo a breve.

Tarzan fu il primo personaggio nella storia della Disney che riuscì anche a esprimersi in base ai propri muscoli, con gli animatori di Parigi che si concentrarono molto sugli studi di diversi animali per poterli rapportare nei movimenti di Tarzan stesso, andando a consultare anche dei professori di anatomia per realizzare un personaggio credibile e che si potesse muovere nel miglior modo possibile.
Fu un lavoro di pregio, che permise a Keane di creare un protagonista che non poteva non diventare storia dell'animazione internazionale.

Phil Collins e le sue molteplici voci

Nel 1995, quando il progetto era entrato in produzione, Phil Collins venne contattato su consiglio di Chris Montan, la persona che si occupava della selezione della musica.
Kevin Lima non voleva assolutamente seguire l'andamento musicale del Rinascimento e quindi decise di staccarsi dal mondo di Alan Menken e cercare qualcosa di diverso: Tarzan non avrebbe dovuto cantare, mai, perché si sarebbe creato uno stridio importante col personaggio, un omone mezzo nudo che avrebbe dovuto mettersi a cantare nel pieno della giungla.
Collins vestì così i panni di perfetto narratore e inoltre andò ad avvicinare al film moltissimi degli adulti dell'epoca, che si interessarono a Tarzan proprio per la presenza dell'ex batterista dei Genesis.
Infine la scelta di Collins si sposò molto bene anche con quanto fatto per Elton John e Il Re Leone pochi anni prima.

Tarzan venne doppiato in trentacinque diversi linguaggi, un record per la Disney fino a quel punto, e Collins cantò le canzoni in francese, italiano, tedesco e spagnolo, con tutte le difficoltà del caso, ma riuscendo a trasmettere le sensazioni di cui avevamo bisogno.
Mentre Phil Collins dichiarò che moltissime delle canzoni gli erano venute di getto mentre leggeva la sceneggiatura, la musica venne realizzata da Mark Mancina, che aveva lavorato a Il Re Leone.
Mancina e Collins lavorarono sempre a stretto contatto, ricercando molti strumenti bassi per rievocare la potenza e l'oscurità stessa della giungla e del suo ambiente.

L'ultimo grande successo del Rinascimento

Tarzan arrivò al cinema nel giugno del 1999, con una premiere accompagnata da un concerto di 45 minuti tenuto da Phil Collins, che cantò tutte le canzoni del film al termine dello stesso.
Venne poi portato in sala con una pellicola digitale sei mesi più tardi e divenne così il primo film della Disney a essere prodotto e proiettato proprio in maniera completamente digitale, dismettendo la pellicola.
I risultati al botteghino rappresentarono il più grande successo di Disney dalla release de Il Re Leone, avvenuta cinque anni prima: con 34 milioni di dollari incassati durante il primo weekend, Disney riuscì a recuperare dal disastro di Mulan e di A Bug's Life, tanto da portare il Classico al secondo posto della speciale classifica delle migliori aperture al botteghino.
Nell'agosto del 1999 i risultati arrivarono a toccare i 170 milioni di dollari, arrivando a un totale di 448 in tutto il mondo al termine della prima release.

Tarzan fu un successo anche di critica, perché il film venne apprezzato sotto moltissimi aspetti, a partire dalla forza dell'animazione e dei movimenti del protagonista, che alcuni critici decisero di avvicinare anche agli effetti di Matrix.
Il lavoro svolto con il 37esimo Classico Disney permise all'azienda di spingere ancora più avanti il concetto di animazione, fissando un nuovo benchmark, ancora una volta, e indicando la strada per i movimenti molto votati all'anatomia dei protagonisti stessi.
Estremamente colorato e vivido, in grado di raccontare la giungla in una maniera diversa, Tarzan riuscì a soddisfare pubblico e critica. Agli Oscar arrivò la vittoria per Phil Collins per You'll Be in My Heart, premiata anche ai Golden Globe: 11 candidature agli Annie Award e anche il Grammy per la miglior colonna sonora.

A conti fatti fu la fine del Rinascimento, che diede poi vita un anno dopo a un fallimento su tutta la linea noto come Fantasia 2000, seguito da Dinosauri, che rispettivamente a gennaio e a maggio dello stesso anno sancirono il ritorno di un periodo di aridità artistica e approssimazione da parte degli studi.
Tarzan a oggi resta un grandissimo lavoro di sviluppo e di innovazione per l'animazione stessa, sottolineando i pregi che Kevin Lima ebbe nel mettere insieme un'amalgama in grado di soddisfare pubblico e critica.