Super Mario Bros, dubbi e speranze sul film d'animazione con Chris Pratt

Rivelati i doppiatori inglesi della trasposizione, tra cui Chris Pratt e Anya Taylor-Joy, l'adattamento del videogioco Nintendo è ora sulla bocca di tutti.

Super Mario Bros, dubbi e speranze sul film d'animazione con Chris Pratt
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Si fa presto a dire "Mamma mia!" una volta letto il cast vocale del nuovo film d'animazione di Super Mario Bros, soprattutto in relazione all'evidenza che il famoso idraulico Nintendo (e compagnia al seguito) parlerà, ovvero andrà oltre alle iconiche battute che lo hanno reso un mito del videogioco nel corso di 30 anni di encomiabile e ineccepibile carriera. Non a caso i fan puritani del professionista dei tubi in bretelline blu hanno subito smaltito via social una certa repulsione emotiva per il progetto targato Illumination Entertainment - la stessa di Cattivissimo Me e Sing -, che il prossimo anno uscirà nelle sale di tutto il mondo, pronto a sbancare i botteghini globali al grido di "let's-a go".

Per molti è notizia solo recente, ma in verità questo adattamento di Super Mario Bros. targato Universal Pictures è stato addirittura annunciato nel 2018, con la conferma della supervisione del progetto da parte della stessa Nintendo e un'uscita nel 2022 già fissata nel 2019. Tutto secondo i programmi, dunque, se non fosse che il reveal ufficiale del cast vocale originale ha creato in queste ultime ore un certo scompiglio online, polarizzando come spesso accade il fandom videoludico e la comunità cinefila. Sono emersi dunque diversi dubbi sulla natura e la fedeltà del progetto rispetto alle caratteristiche essenziali di Mario e soci, ma al contempo sono anche esplose sane speranze sulla grandiosità dello stesso, occidentalizzato il giusto per essere un prodotto adatto a ogni papilla gustativa e cinematograficamente valido.

It's-a Me, Mario!

Partiamo dall'assunto e dal presupposto che peggio dell'adattamento live-action del 1993 non si può fare. Certo al peggio non c'è mai fine in effetti, ma per sbagliare nuovamente così tanto i registi Aaron Horvath e Michael Jelenic dovrebbero aver disimparato ogni buona lezione qualitativa inserita nella loro Teen Titans GO (sono i creatori della serie), il che ci sembra onestamente assurdo.

L'egida della stessa Nintendo in ambito produttivo lascia poi ben sperare in un prodotto che sappia rispettare e valorizzare le unicità e velleità dell'IP giapponese, e questo oltre alle chiare ed evidenti esigenze di botteghino richieste per una trasposizione mainstream e ad alto budget. Difficile, inoltre, proporre un adattamento animato mediocre e poco ispirato come lo scult Super Mario Bros: La grande missione per salvare la Principessa Peach di Masami Hata, che uscito nel 1986 viene ancora oggi considerato il primo film della storia a essere basato su di un videogioco.

Rispetto al live-action con Bob Hoskins, questo titolo è meno noto e conosciuto, approdato solo ed esclusivamente in Giappone al cinema e in VHS, ancora inedito sia in Italia che nel resto del mondo. Un progetto fallimentare che ha quasi subito una damnatio memoriae per alcune idee inconcepibili (Mario lavora al supermercato, la tuta di Luigi è blu e gialla, la presenza di personaggi inediti) e che dovrebbe adesso fungere da esempio negativo per Illumination nella realizzazione di questa nuova e attesissima trasposizione.

Arrivando allora al Super Mario Bros. della Universal, la speranza principale è ovviamente quella di ammirare questi amati e imitati personaggi sotto una luce uguale ma differente, che sappia regalare ai fan di lungo corso e alle nuove e giovani leve emozioni indimenticabili e una storia divertente e ritmata in grado di non deludere le aspettative. Illumination si è dimostrata negli anni una compagnia capace di unire insieme stile, tecnica e contenuto in alcuni dei film d'animazione più amati e di successo dell'ultimo decennio, sbagliando rare volte (qualcuno ha detto Hop?) e addentrandosi intenzionalmente nella produzione di sequel spesso di bontà minore rispetto agli originali, comunque con una loro precisa identità. Tenendo conto della conoscenza del mercato e della puntigliosità di Chris Meledandri, nonché del rischio non indifferente di sbagliare (ancora!) una trasposizione di Super Mario, siamo certi che l'attenzione di Horvath e Jelenic e di tutti gli animatori Illumination sia ai massimi storici, motivo che ci rende fiduciosi sull'adattamento e sulle decisioni operate dalla stessa compagnia, coadiuvate da Nintendo, come appunto la scelta dal cast vocale.

A tal proposito, dovendo puntare a star di successo, Universal non poteva arrivare a una short list migliore, e vi spieghiamo perché. Con un sonoro e acuto "it's-a me, Mario!", Chris Pratt ha rivelato di essere lui la voce inglese dell'idraulico della Grande N, "che da appassionato" - ha scritto via Instagram - "è davvero un sogno che diventa realtà". Frase fatta o meno, la bontà risiede in questo caso nelle capacità di doppiaggio di Pratt, già apprezzate nei vari The LEGO Movie e in Onward, specie pensando alla sua capacità di modulare attentamente timbro e tono a seconda delle richieste del caso.

Gli stessi motivi (e curiosamente pure gli stessi film) ci rendono poi felici della scelta di Charlie Day come Luigi, per non parlare di un mattatore esuberante e idolatrato come Jack Black nel ruolo di Bowser. Siamo invece curiosi di scoprire come si comporteranno Anya Taylor-Joy e Keegan-Michael Key nelle rispettive parti della Principessa Peach e di Toad, con particolare interesse per quest'ultimo, essendo un mini funghetto doppiato da un afro-americano dalla voce importante.

Impossibile, in conclusione, fare un raffronto vocale con il passato videoludico dei personaggi di Super Mario, avendo ognuno di loro poche e semplici battute e - come da prerogativa iniziale Nintendo - storicamente privi di doppiaggio. Sarà qualcosa di nuovo e intrigante da analizzare e vivere, un'esperienza che sicuramente apparirà un po' straniante per il pubblico hardcore dell'IP Nintendo ma che speriamo sarà oculata e gestita al meglio. L'importante è tenere la mente aperta e giudicare solo in uscita il risultato finale, senza troppi preconcetti e comprendendo tutte le esigenze del caso. Per il momento, non ci resta che saltare sul box del punto interrogativo, incrociando le mani nella speranza che il fungo in uscita sia dolce e rinvigorente e non marcio. Okeydokey?

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