Suicide Squad: ecco i potenziali membri per un sequel

Si aprono le candidature, si valutano i curricula, fantastichiamo un po' su quali supercattivoni DC vorremmo vedere all'interno della Task Force X.

Suicide Squad: ecco i potenziali membri per un sequel
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I 500 milioni di dollari a livello globale ormai sono storia passata (Update: 572M and counting...come si suol dire). Probabilmente, quando leggerete questo articolo, gli introiti saranno ben più corposi e sarà curioso vedere se la squadra formata da individui fuori di testa saprà raggiungere le vette toccate due estati fa dai Guardiani della galassia, o se riuscirà a battere il fenomeno Deadpool. Quello che ci interessa, in questo caso, è che gli incassi siano tali da giustificare un nuovo exploit del team di supercattivi. Ci dilettiamo quindi nell'immaginare quali nuovi ingressi nel gruppo potrebbero arricchire un eventuale sequel, senza basarci su rumor di alcun genere, ma ispirati da quelle mille liste di fan che girano sulla rete. Prendete tutto con le pinze e, se avete una vostra lista di supercattivi della DC da inserire nel vostro fanta-cast, non fatevi alcuna sorta di problema. Gettatevi nella mischia e sparate alto.


Bane

Qui le considerazioni da fare sono molteplici. Innanzitutto se andate a spulciare negli archivi, in effetti Bane risulta esser stato un membro della Suicide Squad nei fumetti, seppur brevemente. La sua prima apparizione risale al numero 50 del volume 3, in una run della Suicide Squad che andò avanti dal 2002 al 2008. In secondo luogo la nemesi di Batman ha già avuto più di una trasposizione cinematografica. Bane appare per la prima volta nell'infausto Batman & Robin (1997), interpretato dall'ex wrestler della WCW Robert "Jeep" Swenson, in uno dei suoi ultimi ruoli prima della prematura scomparsa. In questo film Antonio Diego (interpretato dall'attore Michael Reid MacKay) è un serial killer incarcerato, che viene sottoposto ad alcuni esperimenti con una droga sperimentale chiamata Veleno, sotto il controllo dello scienziato pazzo di turno, tal Dr. Jason Woodrue. In tal modo viene trasformato in Bane, uno scagnozzo dalla favella non molto articolata, che si esprime in larga parte in grugniti, e funge da guarda del corpo per un altro personaggio che vedremo sempre in questa lista. Da un punto di vista estetico, indossa una variante che quantomeno rammenta la sua controparte fumettistica, ma questo è tutto. Del potente personaggio introdotto in Knightfall non c'è nulla, e questa pallida copia di Bane fu uno degli oggetti di critica più feroci da parte dei fan del pipistrello alato. Una ricostruzione di qualità superiore, ma per certi versi comunque lontana dalla natura del personaggio cartaceo, arriva con il Bane interpretato da Tom Hardy ne Il cavaliere oscuro - Il ritorno del 2012 (Hardy che, per i soliti incroci del destino, avrebbe dovuto interpretare proprio qui nella Suicide Squad Captain Boomerang, prima di ceder il ruolo a Jai Courtney). Con l'intento di creare una versione più minacciosa di quella messa in scena in Batman & Robin, Hardy mise su massa muscolare per 14 kg, aumentando il suo peso fino a 90 chili. Nell'introdurre il personaggio, Nolan spiegò di come volessero portare sullo schermo un nuovo tipo di villain, rispetto ai primi due film della sua trilogia, dopo lo Spaventapasseri, Ra's Al Ghul ed il Joker, volevano una minaccia fisica, un mostro. Volevano qualcosa che avesse l'incombenza e la presenza scenica di un Darth Vader, un nemico brutale che cambiasse le dinamiche narrative. Questo Bane lotta contro l'ingiustizia strutturale, afferma che i nemici della rivoluzione sono i ricchi ed i corrotti, che opprimono la gente comune e li ottenebrano con promesse di opportunità irrealizzabili. Una delle definizioni, fatta da un critico, che ci ha strappato un sorriso è quella di un "Robespierre sotto steroidi". Della sua backstory non sappiamo molto, ci viene spiegato che è nato e cresciuto nella prigione nota come il Pozzo, dove ha passato gran parte della sua esistenza come prigioniero, e dal quale scappa dopo esser diventato amico e protettore della piccola Talia al Ghul. Nel suo legame affettivo con la figlia del Demone, e di quella potenziale evoluzione che ci viene suggerita nel corso del film, troviamo una prima sostanziale differenza dalla versione cartacea. La seconda è, al posto della dipendenza dal Veleno, Bane, a causa delle ferite inferte durante l'evasione di Talia, è lasciato in uno stato di continua sofferenza e dolore; a causa di tutto ciò è costretto ad indossare una maschera che gli fornisce con costanza una miscela di gas anestetico che mantiene il dolore sotto una certa soglia. Infine terza differenza è la sua affiliazione alla Lega degli Assassini, diretta conseguenza del suo rapporto con la figlia di Ra's. Quindi, perché vorremmo vedere una nuova versione di Bane? Beh, in fondo ci sono state più versioni dello stesso Joker, quindi perché non si potrebbe fare lo stesso con il nostro flagello. Magari una figura più vicina a quella di Knightfall. Una figura che irrompe nella vita di Batman, un animale che ne sfida la territorialità, che vuole Gotham, che vuole spezzare Batman solo per il gusto di farlo. Si può obiettare che il ruolo dei "muscoli" è già coperto da Killer Croc in Suicide Squad; ma qui abbiamo un personaggio più complesso; qui si può coprire il territorio della tossicodipendenza, non esplorato nei primi membri della task force. E perché no? Assistere ad un percorso di redenzione, di riabilitazione dal Veleno da parte di Bane, o, conoscendo la Waller, di manipolazione del villain proprio sfruttando la sua dipendenza dalla droga. Insomma di possibilità narrative e di dinamiche stuzzicanti ne vediamo tante, se si volesse introdurlo.

Poison Ivy

Poco fa abbiamo accennato al fatto che la prima incarnazione cinematografica di Bane facesse le veci di guardia del corpo di un'altra villain storica di Batman. E quella nemesi è Poison Ivy. Nel film di Joel Schumacher la bella Ivy è interpretata da Uma Thurman. Qui la dottoressa Pamela Isley è una botanica, che lavora per la Wayne Enterprises, in un progetto di preservazione ambientale. È lei che fa esperimenti con il Veleno, tentando di creare degli ibridi piante/animali in grado di combattere e contrastare i soprusi perpetrati dall'uomo sulla natura. Aldilà dell'interpretazione macchiettistica che ne uscì in quella occasione, riteniamo che sarebbe un'aggiunta interessante in un eventuale sequel. In primo luogo andrebbe ad aumentare la "quota femminile" del team, che ha nell'ampia diversità etnica e di genere la sua forza. Considerando che il personaggio di Katana è stato tenuto ai margini, l'introduzione di Ivy sarebbe d'impatto per anche altri motivi: il suo potere è unico e ben più specifico rispetto ai poteri vaghi ed infiniti di un'Incantatrice, e permetterebbe delle soluzioni visive spettacolari. Ma, soprattutto, la dinamica che più incuriosisce e che ha le sue fondamenta sia nella continuity DC, sia nell'amata serie animata degli anni 90 di Batman, sarebbe proprio quella con Harley Quinn. Un'amicizia nata nel cartone appunto, un'alchimia forte trasferita poi sulla carta, e che negli ultimi anni si è trasformata in qualcosa di più di una semplice amicizia. Dopo quindi aver introdotto ed esplorato il rapporto col Joker, sarebbe affascinante espandere ancora di più il personaggio di Margot Robbie, non limitandosi e definendola nella sua relazione col folle clown. Quale modo migliore per farlo se non introducendo una sua degna pari, nonché un'altra nemica storica di Batman, che magari non avrebbe spazio nei film in solitaria che la Warner sta preparando?

Captain Cold

Abbiamo avuto il fuoco nel primo episodio con Diablo, perché non avere del ghiaccio nel secondo episodio? Giusto anche per non esser tacciati di fissazione con i villain del pipistrellaccio, allargando la nostra ricerca, abbiamo pensato subito a lui, Captain Cold, al secolo Leonard Snart, storica nemesi del Velocista Scarlatto. Una prima versione dal vivo di Captain Cold risale alla prima serie degli anni 90 di Flash, il diciassettesimo episodio per la precisione Il congelatore atomico. Questo Captain Cold, interpretato da Michael Champion, differisce molto dalla versione a fumetti: è uno spietato sicario albino al soldo della malavita di Central City, che elimina le sue vittime usando un'arma congelante con alimentazione nucleare. Molto più fedele alla sua controparte cartacea, è il Cold della serie contemporanea di Flash, il cui volto è quello di Wentworth Miller. Nel corso della serie ed ancor più nel suo successivo spinoff "Legends of Tomorrow" osserviamo crescere un personaggio sfaccettato: un ladro che sa esser crudele, ma che ha un suo codice morale, una vittima di abusi, un eroe riluttante, un amico, un avversario degno di rispetto. Sebbene un utilizzo di Cold potrebbe esser più che probabile nel film in solitaria di Flash di Rick Famuyiwa in uscita nel 2018, lo riteniamo un più che valido candidato per la Task Force X. Perché Captain Cold rientra perfettamente nel profilo di personaggio ambiguo, un criminale che, a volte, finisce per fare la cosa giusta, per una ragione o per l'altra. E poi ritroverebbe un suo vecchio compagno di merende nel gruppo, Captain Boomerang, di certo lo aiuterebbe ad ambientarsi bene.

Deathstroke

Secondo molti critici fumettistici d'oltreoceano è uno dei villain più versatili, ha indossato vari panni nel corso della sua carriera fra le pagine dei comic book: genio del crimine, mercenario, anti-eroe, figura paterna. Cari lettori e lettrici, vi presentiamo, forse, il candidato più papabile e scontato del lotto: Slade Wilson, al secolo Deathstroke. Portato sotto le luci della ribalta dalla serie di Arrow, e dall'attore che ne presta le fattezze, Manu Bennet. Nella serie Slade Wilson è un ex agente dell'ASIS, di origine australiana, intrappolato sulla stessa isola, Lian Yu, nella quale è naufragato il milionario Oliver Queen. Tramite i flashback della prima stagione apprendiamo come Slade abbia iniziato alle arti marziali ed all'uso dell'arco il futuro vigilante di Starling City e di come insieme abbiano sopraffatto i mercenari guidati da Edward Fyers. Nella seconda stagione invece assistiamo alla nascita di Deathstroke, a partire dalla morte di Shado, compagna sull'isola di Oliver e di cui Slade è segretamente innamorato; la questione porterà ad una spaccatura insanabile fra i due, accentuata dagli effetti collaterali del Mirakuru, formula che conferirà a Slade forze e riflessi superumani, ma ne determinerà anche una progressiva perdita della sanità mentale. Non è comunque la prima trasposizione del villain sul piccolo schermo, né tantomeno quella più amata. Deathstroke sarà l'arcinemesi ricorrente della prima serie animata dei Teen Titans, andata in onda per cinque stagioni fra il 2003 ed il 2006, e la cui voce tenebrosa era in originale quella dell'amato interprete di Hellboy, Ron Perlman. Nella serie viene chiamato semplice Slade, perché l'alias Deathstroke era ritenuto troppo crudo per un cartone animato diretto anche ad un pubblico di bambini; nel corso delle varie stagioni abbiamo un primo assaggio della duttilità, dal crudele manipolatore, che prende Robin come suo apprendista e che costringe al tradimento uno dei membri dei Titans, a scagnozzo non morto di Trigon (il babbo demone di Raven), da salvatore del mondo ad allucinazione, e così via. Deathstroke è considerato uno dei più letali assassini dell'universo DC, e magari vederlo in azione con la Task Force X, per secondi fini non espliciti, non sarebbe una cattiva idea. Una serpe in seno, in un covo di serpi. E non crediamo che sarebbe così facile per la Waller manipolarlo. E se avvenisse il contrario?

Bronze Tiger

Creato nel 1970 da Dennis O'Neil, Bronze Tiger è, forse, il membro più importante della Suicide Squad dei fumetti, messo in panchina per la pellicola. Tra i membri fondatori della prima Task Force X, in quella run che cominciò nel 1987 per finire nel 1992, e conosciuta da allora come volume 1 della Suicide Squad. Sarebbe quindi lecito aspettarsi un suo ingresso nel prosieguo delle avventure della cumpa dei cattivoni. Anche Tiger ha avuto il suo adattamento su piccolo schermo, come gli altri: nella serie Arrow, troviamo Michael Jai White nei panni dell'esperto di arti marziali. Di certo non reputiamo il fatto che sia un componente storico come diritto acquisito per una sua futura apparizione; sono molteplici le ragioni per cui ci piacerebbe vederlo. Nei fumetti viene dipinto come uno dei membri "buoni" del team, ed agisce come braccio destro di Rick Flagg; è un personaggio afro-americano, e non si può ignorare, come abbiamo più volte ribadito, che la questione della diversità etnica nel cinema sia un argomento di scottante attualità, pronto ad esplodere in un fuoco serrato di polemiche. Forse l'unico limite che potrebbe trattenere gli autori nell'inserirlo, sarebbe quello di aggiungere un ulteriore umano non potenziato al roster, e dopo Deadshot, Harley Quinn, Rick Flag e Boomerang, il tutto potrebbe sembrare ridondante. In realtà, delle belle coreografie di combattimento che coinvolgono un esperto di arti marziali sarebbero un valore aggiunto; alla fine dei conti abbiamo visto molte sequenze action e combattimenti con forza bruta, uno stile più coordinato ed elegante sarebbe una ventata di aria fresca, e se proprio non si vuole ricorrere alla figura di Bronze Tiger, magari si può concedere più spazio a Katana, no?

Lex Luthor

Ed infine un breve discorso sul cattivo per eccellenza dell'universo DC, il buon vecchio Lex Luthor. La versione data da Jesse Eisenberg in Batman V Superman, è stata molto divisiva: alcuni ne hanno contestato la recitazione sopra le righe, altri ne hanno apprezzato l'accostamento ai nuovi giovani magnati della Silicon Valley, in un tentativo di ammodernamento della figura del classico villain. Non era comunque facile affrontare il ruolo dopo due mostri sacri che rispondono al nome di Gene Hackman e Kevin Spacey (e, a distanza di sicurezza dai primi due, ci mettiamo anche Michael Rosenbaum, perché comunque la sua impronta l'ha lasciata in una generazione di spettatori, interpretando nell'arco di dieci anni Lex su Smallville, e sarebbe ingiusto lasciarlo fuori). Sta di fatto che la Warner ha bisogno di affermare il suo cattivo principale, di delinearlo come la minaccia globale, sottile ma strisciante, che è sempre stato; unita alla fame di universo condiviso che la Warner ha, quale modo migliore di imporre la potenza narrativa di un Lex Luthor, se non quella d'inserirlo anche in un sequel della Suicide Squad. Ma attenzione, non come membro della Task Force X, bensì come cattivo del film. Alla fine, quello che c'ha fatto più storcere il naso del film di David Ayer, è stato proprio il cattivo generico ed il banale progetto di distruzione globale. Secondo noi, passare da un'Incantatrice ad un Lex Luthor incrementerebbe di spessore un potenziale sequel. E poi stiamo parlando sempre di un team di supercattivi, per contrastarli servirebbe un cattivo davvero con le palle. O no?

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