Steven Spielberg al cinema con The Post: i film del regista da (ri)vedere

Con l'arrivo al cinema di The Post, ricordiamo i lavori più significativi del celebre regista di tanti successi internazionali.

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È uno fra i registi e sceneggiatori più rappresentativi della nostra modernità, uno dei pochi capaci di spaziare tra più generi senza mai perdere la verve, l'inventiva e la voglia di stupire il pubblico. Ovviamente stiamo parlando di Steven Spielberg, il cineasta che all'inizio degli anni '70 ha ridefinito l'industria cinematografica di Hollywood insieme a George Lucas e Martin Scorsese, che oggi vanta ben quattro premi Oscar alle spalle, decine di altri riconoscimenti collezionati negli ultimi vent'anni, tanti progetti diretti, tante sperimentazioni e un infinito amore raccolto da parte della critica e del pubblico. Oggi è di nuovo nelle sale con The Post, film con Meryl Streep e Tom Hanks che racconta le vicende legate ai Pentagon Papers, documenti top secret del Dipartimento della Difesa, pubblicati prima sul New York Times e poi sul Washington Post nel lontano 1971. Una vicenda che ha già scosso l'opinione pubblica e la critica dato che, fino ad ora, il film ha vinto ben tre 3 National Board Awards ed è candidato agli Oscar 2018 in due categorie.

Una vita quella di Spielberg vissuta sempre al limite e alla costante ricerca di sé stesso. Sono lontani i ricordi del debutto in TV con Duel, come lontanissimo è il tempo in cui al cinema ha fatto tremare il mondo intero con Lo Squalo. Tanti, forse troppi i film di grande impatto che andrebbero ricordati oggi, dato che la filmografia di Spielberg ha attraversato ben tre lustri di cambiamenti all'interno di Hollywood e non solo. Pensiamo a pietre miliari come Salvate il soldato Ryan, Minority Report, The Terminal, Lincoln, Il Ponte delle Spie, per questa Top 5 abbiamo invece scelto i suoi lavori più celebri, i più amati, i più replicati in TV, i film che hanno reso Steven Spielberg un maestro inarrivabile.

5. Lo squalo

Concepito per essere un semplice blockbuster estivo, nel lontano 1975 Lo Squalo ha ridefinito il concetto stesso di cinema, conducendo l'intera industria hollywoodiana verso il futuro. Considerato un film culturalmente e storicamente di grande impatto, Steven Spielberg con Jaws (primo di una lunga scia di sequel e reboot a cui il regista non ha mai partecipato attivamente) ha giocato con tutti i classici cliché del genere portando sul grande schermo una storia forte e potente, che conduce per mano lo spettatore a combattere con le sue stesse paure. Ben accolto dalla critica, Lo Squalo è stato uno dei miglior incassi della storia, superando anche Guerre Stellari e vincendo fra l'altro ben 3 Premi Oscar fra cui quello per la Miglior Colonna Sonora. Nel 1998 l'American Film Istitute lo ha inserito nella lista dei 100 film più belli di sempre.

4. The Terminal

Spielberg ha più e più volte fotografato le bizzarrie della società moderna, ricordando storie del passato o immaginando scenari "futuristici". Fra questi spunta The Terminal, film del 2004 con Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones e Stanley Tucci. Una commedia dolce-amara che racconta l'avventura al limite dell'assurdo di Viktor, cittadino di un immaginario Stato dell'Europa orientale che, a causa di un colpo di stato avvenuto proprio nel suo Paese d'origine, si trova costretto a sostare nel JFK di New York perché il suo passaporto è privo di validità. Bloccato in aeroporto per mesi, Viktor si trova a vivere un'esperienza che, alla fine dei giochi, gli cambierà l'intera esistenza. Tom Hanks è stato assolutamente brillante nell'interpretare un uomo tenero, schietto e sincero, che riesce a trovare sempre e comunque la forza di andare avanti, nonostante le avversità. Il film invece ha meritato un plauso soprattutto perché il regista è riuscito a tratteggiare i folli usi e costumi di un'America post 11 Settembre, un Paese pieno di luci e ombre, contraddizioni e assurde beghe burocratiche. The Terminal è stato presentato all'edizione numero 61 del Festival del Cinema di Venezia sia in concorso che come evento speciale.

3. Munich

Di tutt'altra fattura è Munich, film del 2005 con Eric Bana e il premio Oscar Geoffrey Rush. Il regista ha diretto uno dei suoi lavori più intensi, forti e vibranti degli anni 2000, ma che a quanto pare in pochi hanno apprezzato fino in fondo. La critica ha elogiato Munich e i suoi temi, oltre a sottolineare la potenza del ricordo di uno fra i primi attentati di natura islamica a sconvolgere l'Europa; il pubblico, colto in contropiede dalla verbosità del lungometraggio, non ha apprezzato forse appieno l'intento di Spielberg. Invece Munich ha un valore inestimabile, sia per tutto il sotto testo scaturito dalle indagini relative all'attentato che per la caratterizzazione del protagonista Avner. Traspare un uomo tormentato da una crisi profonda, pieno di dubbi e incertezze, che si interroga costantemente sul gesto compiuto. L'ottima regia di Steven Spielberg tratteggia la vicenda in modo originale e "diverso", rendendola universale.

2. Salvate il Soldato Ryan

Impossibile parlare della filmografia di Steven Spielberg senza menzionare Salvate il soldato Ryan, film del 1998 che ha fruttato al regista ben quattro Oscar fra cui quella per la Miglior Regia. Il film bellico ambientato durante lo Sbarco in Normandia, evento che ha finito per stravolgere le sorti del secondo conflitto mondiale, vede Tom Hanks alla ricerca disperata del paracadutista James Ryan (interpretato da Matt Damon), disperso dopo il lancio avvenuto poche ore prima dello sbarco. La missione di soccorso si trasforma in una cronistoria violenta e commovente, ricordo di una pagina importante della storia contemporanea. Spielberg, alzando l'asticella delle emozioni, dirige un film intimo, forte e coinvolgente, non un semplice film di guerra, ma una storia d'amore, coraggio e speranza.

1. Schindler's List

Con ben dodici Nomination agli Oscar e sette statuette vinte, il regista hollywoodiano vede riconosciuto finalmente il suo genio a livello mondiale, la sua bravura nel raccontare storie che toccano nel profondo. Schindler's List è non a caso uno fra i lavori più apprezzati del regista americano. Distribuito nelle sale nel 1993, il film racconta la storia di Oskar Schindler, imprenditore tedesco che durante la seconda guerra mondiale ha salvato più di 1.100 ebrei dai campi di sterminio. Fatta eccezione per alcune scene, come ad esempio quella che vede protagonista una bambina dal cappotto rosso, il film è caratterizzato da una fotografia in bianco e nero, espediente visivo per rendere il tutto più drammatico ed emozionante. Un'opera di incredibile bellezza.

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