Steve Ditko: vita, stile e opere del papà di Spider-Man e Doctor Strange

Si è spento a 90 anni uno degli artisti più significativi, avanguardisti e seminali che la Marvel abbia mai conosciuto: Steve Ditko.

speciale Steve Ditko: vita, stile e opere del papà di Spider-Man e Doctor Strange
Articolo a cura di

Quando crollano i giganti, il mondo trema. Se poi a scomparire è un artista della caratura di Steve Ditko, allora a tremare sono anche i cuori dei milioni di fan che, per più di cinquant'anni, hanno avuto modo di godere del suo tratto e delle sue idee avanguardiste e allucinate.
L'adorato, controverso e geniale fumettista statunitense si è spento alla veneranda età di 90 anni lo scorso 29 giugno, da solo, nel suo appartamento di New York. Una vita solitaria, dedicata completamente all'arte del fumetto, che Ditko metteva prima di tutto, compreso il suo stesso successo. Sin dai tempi della creazione dei suoi personaggi più famosi, che sono Spider-Man e Doctor Strange, il disegnatore non era propenso a rilasciare interviste, spiegando che "Steve Ditko era solo il marchio e che a essere importante era il prodotto, il disegno".
Si faceva fotografare poco e non era interessato alla vita sociale, al contrario del collega Stan Lee, perché il fulcro della sua vita era il disegno, la sperimentazione su tavola con uno sguardo rivolto al futuro, seminale e ancora oggi inimitabile. E la sua carriera e le sue opere hanno proprio messo in risalto il suo modo di intendere il fumetto, le sue contraddizioni e la sue convinzioni filosofiche.

Primi passi

Steve Ditko nasce nel 1927 a Johnstown, in Pennsylvania, a ridosso dello scoppio della Grande Depressione. È il secondogenito di emigrati slavi, e già in età scolare, alle medie, si dimostra molto abile con le mani e il disegno. Sensibile all'arte, Ditko legge con costanza e interesse i fumetti editi nei vari quotidiani nazionali, apprezzando soprattutto il The Spirit di Will Eisner e le storie di Batman.
Congedatosi dal servizio militare nella Germania del dopoguerra, a vent'anni Ditko inizia i suoi studi presso quella che oggi è conosciuta come la School of Visual Arts di New York, seguito da nomi importanti del fumetto americano, e nel 1953 inizia finalmente la sua carriera ufficiale da fumettista. Uno dei suoi primi contratti è con la Harvey Comics (casa editrice nota soprattutto per Casper e Richie Rich), come assistente inchiostratore di Jack Kirby per Captain 3-D. Anche se l'artista conosce quasi subito una della grandi maestà del fumetto mondiale, il suo successo è destinato a tardare, mentre i suoi primi lavori sono soprattutto legati alla Charlton Comics, per la quale co-crea il personaggio di Capitan Atom con Joe Gill e lavora più o meno regolarmente fino al 1960, anno della chiusura della storica compagnia.
A questo punto Ditko passa alla Atlas Comics, antesignana dell'attuale Marvel e madre di personaggi quali Captain America e Torcia Umana. Insieme a Jack Kirby, il fumettista si occupa soprattutto di storie di mostri e di fantascienza (Strange Tales, Journey into Mystery), essendo il periodo della caduta dei supereroi dopo la Golden Age e in attesa dell'arrivo della Silver Age, che ne segna invece il ritorno. Le storie disegnate da Ditko sono tra le più popolari della casa editrice, sicuramente le più sofisticate, poco adatte a un pubblico giovane, tanto che la testata di pubblicazione Amazing Adventures viene rinominata nel 1961 (Ditko ha 34 anni) Amazing Adult Fantasy, sottotitolata inoltre come "La rivista che rispetta la tua intelligenza". Il vero successo, però, quello Meraviglioso, è appena dietro l'angolo.

Spider-Man

La Atlas Comics è a metà degli anni '50 in una fase di stallo: non tenta minimamente di innovare il settore, anzi, cerca di fare propri gli orientamenti più popolari - quando il western, quando i war movie -, mentre alla DC Comics con le nuove tavole di Flash si gettano le basi per la Silver Age. Tra le fila della compagnia c'è però un ometto tutto pepe, astuzia e lungimiranza che risponde al nome di Stan Lee (all'epoca direttore editoriale) che si è decisamente stancato di seguire i trend ed è deciso a prendere in mano le redini di un settore ormai pronto a riabbracciare i supereroi.
Importante è allora crearne di nuovi e appetibili, e Lee comincia subito la sua sfida con i Fantastici Quattro, opera disegnata da Kirby dove viene anche re-introdotta la Torcia Umana, già di proprietà della Atlas. Il quartetto rivoluziona nel profondo il mercato del fumetto in piena Silver Age: ci troviamo infatti nel 1961 e i supereroi sono finalmente tornati alla ribalta, motivo che spinge l'editore Martin Goodman a cambiare il nome della società in Marvel Comics. Ed è qui che rientra in gioco il nostro Steve Ditko.
Visto il successo dei Fantastici Quattro, Stan Lee decide di continuare il suo percorso rivoluzionario, proponendo all'editore l'idea per un nuovo personaggio, questa volta adolescente. Lo scrittore si affida così ciecamente al collega Kirby, ma lo studio del personaggio che consegna il disegnatore non convince affatto Lee, che decide allora di chiamare il talentuoso Ditko, che si rivela la scelta vincente. Quando si parla di Spider-Man è infatti importante capire come Ditko sia in tutto e per tutto il suo vero padre, mentre Lee solo l'ideatore del personaggio.
Come un attore per un regista, il disegnatore non autore (quindi non scrittore) di fumetti ha il compito fondamentale di leggere e interpretare su tavola la visione di uno scrittore, ma Ditko va oltre, perché in sostanza crea da zero Spider-Man partendo solo da una direttiva di Lee: "Deve essere adolescente e problematico". Si deve così a lui il nome del supereroe, il concept originale del costume, diverse idee per l'alter-ego Peter Parker e la caratterizzazione generale del personaggio.
Per crearlo, come noto, Ditko si ispira a un'immagine vista in un catalogo di travestimenti di carnevale per bambini del 1956, disegnando così il famoso costume con il ragno e la ragnatela, facendo diventare l'Uomo-Mosca pensato da Lee un Uomo-Ragno, adolescente e pieno di problemi proprio come voleva lo scrittore.

Ditko diventa però vero autore, perché nei primi anni di vita di Spider-Man è proprio lui a sceneggiare (nel mentre del disegno) le storie del supereroe, partendo da soggetti molto semplici accennati soltanto a voce dal collega.
Lee si occupava di scrivere i dialoghi partendo dalla sceneggiatura di Ditko, anche se si deve a lui il famoso umorismo del personaggio, specie nelle fasi più concitate di lotta. Ditko ha infatti tutto - talento, dedizione, visione e puntualità -, ma manca di ironia, che di base è una delle più grandi qualità che differenziano Spider-Man dagli altri eroi. E nel periodo di Ditko vengono introdotti anche molti dei famosi cattivi del personaggio, dal Doctor Octopus al Goblin, passando per Electro e Lizard, ideati e caratterizzati quasi interamente dal grande fumettista statunitense.
In termini di scrittura, l'ispirazione di Ditko è vicina a Dick Tracy: un mondo il più reale possibile dove far agire e maturare Peter. In questi termini, Ditko rispetta in parte le sue convinzioni oggettiviste ed epistemologiche figlie della dottrina di Ayn Rand, di cui è un grande sostenitore, che mette in pratica nella sua valenza artistica soprattutto con il lavoro su Doctor Strange.
Gli screzi con Lee non sono però pochi. La sua visione di un Peter Parker povero ed emarginato non piace infatti al co-creatore, che, socialmente e mediaticamente più attivo, viene riconosciuto dai più come vero padre del personaggio. Ditko però non transige sulla caratterizzazione e inizia a scrivere in solitaria i soggetti del fumetto, oltre a sceneggiarlo e a disegnarlo. Lee, come dicevamo, si occupa solo di inserire i dialoghi nelle vignette.
I rapporti tra i due si deteriorano, tanto che Ditko chiede all'amico Kirby di lasciare insieme a lui la Marvel, così da costringere Lee a riconoscere il loro contributo alla sceneggiatura dei personaggi da lui ideati, ma nel 1966 ad andarsene è solo il nostro fumettista, dopo 38 numeri di Spider-Man, considerati ancora oggi i suoi migliori prodotti.

Doctor Strange e altre opere

Oscurato molto spesso dal lavoro relativo a Spider-Man, il Doctor Strange è in realtà una delle prime creazioni originali a marchio Marvel che si devono interamente a Steve Ditko. A un anno di distanza dal lancio dell'Uomo-Ragno, infatti, il disegnatore decide di fare tesoro della sua esperienza su storie fantascientifiche per creare un personaggio che introducesse nell'etichetta un nuovo tipo di supereroe.
Lo chiama Doctor Strange, perché l'idea è quella di esordire sulla rivista Strange Tales sempre della Marvel, e una volta deciso il look e la backstory, invia il materiale a Stan Lee, che incuriosito dall'idea chiede consiglio a Jerry Bail, esperto di cultura popolare dell'epoca: gli piace e approva. La prima storia di Doctor Strange viene editata nel 1963 ed è qui che Ditko dà forse il meglio di sé, in termini di sintesi artistica di idee metafisiche più grandi, con la creazione mondi sempre più astratti, figli di trip mentali tanto cari agli studenti universitari degli anni '60, aperti alle conoscenze mistiche orientali e alle esperienze psichedeliche che le storie di Ditko e Lee raccontano.
Doctor Strange è un personaggio che viaggia tra le dimensioni, in grado di dominare il tempo e lo spazio, quindi molto legato a un certo tipo di conoscenza metafisica, surreale, che però viene mitigato costantemente dalla scrittura umanista e attendibile di Lee, strutturata come una soap-opera avventurosa tra gli sconfinati e inconoscibili meandri dell'Universo. Il tratto di Ditko è poi capace di rappresentare su tavola stati psicologici e ansiosi alquanto complessi da tradurre in disegno, mostrando una maturità artistica impressionante e ancora oggi irraggiungibile.
L'immenso contributo di Ditko al Doctor Strange culmina nel 1966, con l'introduzione di un altro grande personaggio secondario, sempre ideato dal geniale disegnatore: Eternità, personificazione dell'Universo tutto.

Il contributo di Steve Ditko al mondo del fumetto comprende anche alcuni interventi in testate molto importanti come L'Incredibile Hulk o Iron Man, mentre il suo lavoro in casa DC Comics comprende opere di spessore minore come il già citato Capitan Atom, Blu Beetle, Question e la bellissima Beware the Creeper, ideata dall'autore per la rivista Creeper, ma la sua permanenza in DC dura ben poco.
Fino alla metà degli anni '70, così, comincia a lavorare in esclusiva per la Charlton Comics e altri piccoli editori, tornando poi in casa DC per lavorare nuovamente con il collega e amico Jack Kirby - soprattutto come freelance - fino agli anni '90. Prima di ritirarsi dal fumetto tradizionale nel 1998, infine, Steve Ditko torna a collaborare con la Marvel, mettendo le proprie matite al servizio di testate quali Namor o i Power Rangers, concessi alla società su licenza. L'ultima creazione di proprietà della Casa delle Meraviglie firmata Ditko è Squirrel Girl, pubblicata per la prima volta nel 1992.

Steve Ditko è stato insomma un disegnatore e un autore incredibile, il cui unico interesse era rivolto alla propria arte, come forma di egoismo razionale, che non danneggiava nessuno e anzi, rivoluzionava il settore con personalità e magnetismo. Un uomo molto riservato che negli anni ha cercato sempre di far valere le proprie ragioni e i propri meriti su chi voleva appropriarsene, riuscendoci in parte ma non come avrebbe voluto.
Si devono a lui due dei più amati e conosciuti personaggi del fumetto supereroistico mondiale, storie allucinate e oniriche, mix di fantascienza e horror in racconti brevi che ancora oggi fanno scuola.
E allora, in conclusione, vengono alla mente le parole dello scrittore e redattore Ray Thomas, che entrando nello studio che fu di Steve Ditko disse ironicamente ai suoi occupanti: "Questa è la stanza di Ditko; ci vogliono tre di voi per fare le cose incredibili che faceva lui da solo".