Rogue One, Star Wars Fan Film Awards 2016: ecco i film vincitori

In attesa di Rogue One: A Star Wars Story diamo un'occhiata ai cortometraggi premiati al recente Star Wars Fan Film Awards 2016.

speciale Rogue One, Star Wars Fan Film Awards 2016: ecco i film vincitori
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Mancano poco più di due mesi all'uscita delle sale dell'atteso Rogue One: A Star Wars Story, primo spin-off inerente la saga creata da George Lucas. Per ingannare l'attesa di tutti gli appassionati del leggendario franchise abbiamo deciso di porre attenzione ai fan film realizzati dagli stessi fan, un vero e proprio universo a parte ricco di produzioni che, pur dovendosi nella maggior parte dei casi scontrarsi con limiti tecnici e di budget, hanno cercato di riportare in un minutaggio più o meno ridotto tutto il fascino del lore fantascientifico che da tanti anni fa sognare il pubblico di ogni dove. In questo primo speciale ci concentreremo sui vincitori, ognuno per categoria, dei Star Wars Fan Film Awards 2016, sette cortometraggi a loro modo unici e particolari, con tanto di video o link relativo in calce. Che la Forza sia con noi!

TK-436: A Stormtrooper Story

Prima dell'uscita dell'ultimo capitolo della saga, era assai difficile pensare di analizzare il punto di vista di uno stormtrooper, uno degli anonimi soldati alle dipendenze del solito villain di turno. Armatura e maschera bianca, questa "carne da macello" destinata a cadere sotto i colpi dei classici eroi di turno non ha mai ricevuto la giusta attenzione, almeno fino alla release di Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza (2015). E assai interessante è questo cortometraggio a tema, vincitore del Filmmaker Select, diretto a quattro mani dai consanguinei Samgoma e Samtubia Edwards (casualmente lo stesso cognome di Gareth, regista proprio di Rogue: One): TK-436: A Stormtrooper Story ci racconta la storia di questo combattente dell'Esercito Imperiale con un tono fortemente drammatico e oscuro che ci riporta alle pagine più felici della recente sci-fi umanista. Narrato per buona parte in prima persona tramite il voice-over del protagonista, questo mini-film si alterna tra flashback nel quale il nostro rimembra la sua love-story di gioventù e scene di vera e propria guerra, non risparmiando brutalità di sorta e consegnandoci un finale di struggente bellezza. Tecnicamente ispirata, con effetti speciali realizzati al computer con uso furbo ed efficace nella creazione delle ambientazioni, la produzione si affida ad un montaggio di gran classe e alla costante e dolente colonna sonora che accompagna il procedere degli eventi, regalandoci uno sguardo particolare che si offre a spunti di riflessioni non banali su come nel conflitto la distinzioni tra buoni e cattivi non sia sempre così netta.

The Sable Corsair

E' ancora una coppia di registi, qui comparenti come attori, a regalarci The Sable Corsair, cinque minuti di visione ambientati su un pianeta ostile e sconosciuto nel quale un gruppo di contrabbandieri si trova bloccato dopo il poco dolce atterraggio della loro navicella, ora inutilizzabile. Nella ricerca di un nuovo mezzo di trasporto i nostri finiscono per imbattersi in una misteriosa cassa contenente un materiale di grande valore, salvo poi doversi scontrare prima con una ladra aliena e poi con un nemico ancor più temibile. Vincitore dell'Audience Choice, questo cortometraggio diretto da Nick Finch e Jeffrey Henderson palesa tutti i suoi limiti di budget, consegnandoci un'unica ambientazione desertica e una storia abbastanza elementare, con tanto di protagonista che sembra un incrocio tra Han Solo e il protagonista della serie televisiva Firefly. L'esiguo budget viene comunque riscattato dalla passione messa in campo, con tanto di riferimenti a figure cardine della saga e un umorismo scattante che rende il pur breve racconto oggetto quanto mai piacevole per gli appassionati, con tanto di continuazione già annunciata dagli stessi autori. Il video è visibile a questo link.

The Big Question

E' ora il turno dell'animazione, con il corto per l'appunto vincitore nella relativa categoria. Diretto da Stefan Binter e Fabian Carl, The Big Question si ricollega direttamente all'epilogo del settimo episodio della saga, concentrandosi sulla prima serata trascorsa insieme da Rey e dal redivivo Luke Skywalker sull'isola deserta. Qui i due davanti ad un fuoco si mettono a discutere inizialmente del significato della Forza fino a quando la ragazza chiede al maestro la "grande domanda" del titolo, quella relativa al fatto se lui sia in realtà suo padre. Da lì in poi il leggendario Jedi inizia a divagare riportando alla memoria i tempi felici appena successivi alla sconfitta dell'Impero, con tanto di party nel quale ne accaddero a sua detta di cotte e di crude: con l'intervento disturbatore di R2D2 e la comparsa ectoplasmatica di Yoda, Anakin e Obi Wan, i quattro minuti di visione puntano tutto su una comicità a tratti dissacrante che valorizza ancora di più lo stile d'animazione semi-statico, con disegni volutamente semplici proprio atti ad aumentare l'imprinting ilare dell'operazione che, nella sua breve leggerezza, scorre via regalando un discreto numero di risate citazioniste. Il video è visibile a questo link.

Force or Faith

Per il premio Best Non-Fiction ci troviamo di fronte ad una produzione particolare, sorta di mini-documentario esplicativo realizzato con la motion-graphic che prova ad analizzare il fenomeno del Jedismo, forma di nonteismo sempre più sulla cresta dell'onda negli ultimi anni. Snocciolando dati, comparenti a schermo con grosse scritte in sovrimpressione, e con una voce narrante in sottofondo, Force of Faith ci spiega la vastità di questo nuovo credo e lo paragona alle altre religioni, con punti di vista dei fan quali "non c'è un po' di finzione in tutte le religioni?" e riferimenti al bushido, qui citato attraverso i film di samurai di Akira Kurosawa, opere a cui si è dichiaratamente ispirato George Lucas per la creazione della saga. E poi ancora numeri e numeri, di "credenti" in costante crescita nel mondo o dei frutti del merchandising generati ogni anno dal franchise tra videogiochi, giocattoli e pellicole. Il video è visibile a questo link.

Star Wars: Generations

Vincitore del premio Spirit of Fandom, Star Wars: Generations mette subito le cose in chiaro fin dal titolo, proponendoci però non una generazione contestualizzata all'interno della saga bensì all'esterno e attinente appunto il pubblico di appassionati. Protagonisti di questi cinque minuti diretti da Don Bittars sono un bambino e suo nonno, convinto di aver combattuto intense battaglie sul pianeta Naboo e di aver sfidato addirittura la Morte Nera. L'anziano uomo, vestito a tutto puntino quale cavaliere Jedi, racconta al nipotino le sue epiche imprese utilizzando le action figure e sfruttando l'ambiente domestico, con tanto di pianeta ghiacciato ricreato all'interno del frigorifero. Recitato assai bene dal navigato interprete, il corto palesa una passione sincera e malinconica mettendo a confronto le nuove generazioni con le vecchie e portando l'animo fanciullesco di ognuno di noi a sognare incredibili avventure; non è un caso che il finale, in cui compaiono anche R2D2 e la recente new-entry BB8, sia proprio sospeso in quel limbo tra realtà e fantasia tanto di moda nelle produzioni anni '80, ammantando il tutto di un sapore piacevolmente nostalgico.

Ben In the Desert - Episode III " Jawas are Bad Neighbors"

Circa un minuto effettivo, escludendo i titoli di testa e quelli di coda con tanto di colonna sonora cantata a cappella e classica scritta scorrente introduttiva / finale su schermo, per questo terzo episodio di una serie realizzata tramite l'utilizzo di marionette inerenti l'universo di Star Wars. Vincitore nella categoria Best Comedy, Ben In the Desert - Episode III " Jawas are Bad Neighbors" è tanto rapido quanto innocuo come spesso accade nelle similari produzioni di genere, ma è comunque pregno di una carica irriverente nella sua brevità capace di strappare un paio di risate negli improperi rivolti dal protagonista Ben contro i suoi "molesti" vicini di casa, un gruppo di Jawa che fa razzia di ogni oggetto, dai quadri fino all'animale da compagnia del nostro. Tolta l'immediatezza dei pochi dialoghi rimane ben altro poco da dire, e la visione è già di per sé più che esplicativa.

Star Malice Wars

Una navicella appartenente ad un gruppo di ribelli, comprendente un padre e le di lui due figlie, si trova nel bel mezzo di una battaglia interstellare con le forze dell'Impero. Scampata per miracolo al combattimento l'astronave deposita Alice, la figlia minore, su di un lussureggiante pianeta sul quale sarebbe imprigionata la madre della ragazza: la giovane, nel tentativo di salvarla, dovrà affrontare ardui pericoli che si ricollegano anche al suo recente passato. E' questa la trama di Star Malice Wars, vincitore nella categoria dei miglior effetti visivi: circa quindici minuti in cui, nonostante l'esiguo budget, gli autori sono riusciti a creare tramite effetti computerizzati delle discrete sequenze di pura e scoppiettante azione, con tanto di spericolate fughe nello spazio, mezzi volanti e il classico e irrinunciabile combattimento con le spade finale, precedente all'inaspettato epilogo. Se il risultato diverte quanto basta, con una protagonista carina e tosta al punto giusto e una colonna sonora abbastanza evocativa, alcune ingenuità appaiono soprattutto nella gestione dei costumi e delle ambientazioni non ricreate digitalmente, unico piccolo difetto di una produzione in bilico tra epica e ironia.

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