Star Wars: cinque elementi dell'Expanded Universe gettati nell'oblio dallo stesso Lucas

L'Expanded Universe si formalizza negli anni '90, ma esiste da sempre. La Disney ne ha cancellato solo una parte, la più recente. Ma un'operazione analoga era stata gradualmente compiuta già da Lucas e dal suo staff

Star Wars: cinque elementi dell'Expanded Universe gettati nell'oblio dallo stesso Lucas
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Esattamente un paio d'anni fa - mamma come passa il tempo, pure nelle galassie lontane lontane - la Disney annunciava la fine dell'"Expanded Universe" di Star Wars. Per i neofiti, con questa terminologia si indica tutto il complesso narrativo composto da storie legate al franchise ma attraverso i media paralleli di libri, fumetti, videogiochi e quant'altro, che nel caso della saga di origine lucasiana è veramente consistente e non si limita a qualche trasposizione letteraria dai film, ma aggiunge personaggi, eventi e situazioni anche rilevanti (tanto per fare un paio di esempi, il matrimonio Luke Skywalker con l'energica contrabbandiera Mara Jade o la morte eroica di Chewbacca sul pianeta Sernpidal, oltre a una bella cordata di eredi per Han e Leia, e nuovi memorabili avversari come il Grand'Ammiraglio Thrawn, reduce imperiale che fa vedere ai nostri i sorci blu - dato il suo colorito - durante un amatissimo ciclo di comics e romanzi). Per coloro che non si erano limitati a vedere le pellicole al cinema ma avevano proseguito negli anni ad appassionarsi alla saga anche attraverso questi media, è stato un colpo al cuore, e ancora oggi è dura abituarsi all'idea che il figlio bastardo (per i maligni anche in senso letterale, dato che non ci somiglia) del Comandante Solo si chiami Ben e non Jacen. Il concetto di "Expanded Universe" - oggi rinominato "Legends", a ribadire la natura considerata ormai mitologica e ‘non canonica' del suo contenuto - si forma attorno all'inizio degli anni '90 quando, dopo aver avuto la certezza che sarebbero stati realizzati dei nuovi film sulla saga di Guerre Stellari (erano i ‘prequel', che sarebbero arrivati però non prima del 1999) George Lucas e il suo staff decisero di ripartire a produrre in maniera costante nuovo materiale ambientato in quell'universo, affidando però il lavoro a giovani e promettenti autori come Timothy Zahn, autore - per l'appunto - della cosidetta ‘Trilogia di Thrawn', collocata temporalmente negli anni successivi a Il ritorno dello Jedi. Le direttive erano due: evitare riferimenti a qualsiasi evento antecedente Una nuova speranza (L'episodio IV), che avrebbe dovuto essere materia da trattare esclusivamente al cinema, e instaurare invece una continuity nuova e molto precisa per tutto ciò che seguiva il sesto episodio. Ma - e qui veniamo al punto - questo significava eliminare a propria volta l'"expanded universe" precedente, che ancora non si chiamava in questo modo ma che comunque esisteva, sebbene in maniera meno organica, meno massiccia e sicuramente più confusionaria. In questo articolo analizziamo cosa di quel momento storico particolare è stato cassato dallo stesso George Lucas man mano che la saga andava avanti acquisendo elementi e colpi di scena inaspettati e, probabilmente, non programmati nemmeno dal lui stesso.

Luke e Leia, amanti

Ok, è un problema che ci si porta avanti anche nei film, senza tirare in ballo fumetti e romanzi, a partire da quel bacio su Hoth, ne L'Impero Colpisce ancora, meno casto di quello che dovrebbe essere una effusione affettuosa tra fratello e sorella. Naturalmente, ai tempi, i due non sapevano di essere imparentati, non lo sapevamo nemmeno noi spettatori e probabilmente non lo sapeva nemmeno Lucas che - è abbastanza evidente - ha deciso di inserire questo elemento della parentela ‘in corsa', tra la lavorazione de L'impero... e quella di Jedi (così come la parentela tra Vader e Luke era stata inventata nell'intervallo di tempo tra la realizzazione di Una nuova speranza e quella de L'impero...). Ma, stando solo ai film, la gaffe restava comunque ‘recuperabile', e anzi donava al tutto un vago sapore incestuoso che tutto sommato non guastava (porconi che non siete altro). Ma, al grido di "non c'è gioia più divina che insidiar la sorellina", nei fumetti Marvel - 107 uscite più tre annual prodotti tra il 1977 e il 1986, quindi per buona parte del tempo, con gli autori totalmente ignari di quello che i loro colleghi della controparte cinematografica stavano combinando - s'è fatto ben peggio, mostrando i due in atteggiamenti amorosi ben più spinti, tra lunghi baci caldi, dichiarazioni d'amore esplicite e triangoli di gelosia con il povero Han, salvo poi doversi arrampicare sugli specchi al momento della pubblicazione dell'adattamento a fumetti de Il ritorno dello Jedi, dove infatti, diversamente che al cinema, il rapporto di fratellanza tra i due non viene rivelato, salvo poi essere recuperato ‘en passant' e senza darci troppo peso qualche numero dopo. Tra l'altro, Luke e Leia si osservano con sguardo languido (e presumibilmente libidinoso, arrivando anche a passare una notte insieme abbracciati in una palude umidiccia) anche in quello che viene considerato ‘a posteriori' il primo libro dell'Expanded Universe, La gemma di Kaiburr (Splinter of the Mind's Eye) di Alan Dean Foster. Il romanzo doveva funzionare anche da script per un seguito alternativo e a buon mercato nel caso in cui il primo episodio non fosse andato bene, e infatti eliminava Han Solo dalla storia, anche per non dover pagare la parcella di Harrison Ford. In pieni anni novanta, per fomentare gli istinti pruriginosi dei fan più smaliziosi, è stato perfino adattato in fumetto dalla Dark Horse, alleggerendo parecchio sulla questione.
Della serie:
"Lo sapevo, Luke, l'ho sempre saputo".
"Anche quella volta su Hoth?".
"Sì".
"Ah".

Jaxxon

Chiedetelo al signor Dowd, a Donnie Darko o a Eddie Valiant. Non c'è niente di meglio che avere un coniglio gigante per amico. Sono animali pulitissimi, non sporcano e sono anche degli abili conversatori. E secondo la continuity dei fumetti Marvel degli anni '70 (ancora loro), potete chiederlo pure ad Han Solo, che era solito accompagnarsi, oltre che con il tradizionale compagno di merende Chewbacca, anche con questo gigantesco roditore verde, naturalmente senziente, appartenente alla razza Lepi, nato su Coachelle Prime, armato di blaster, esperto nel corpo a corpo, carnivoro - è nota la sua predilezione per le bistecche piuttosto che per le carote spaziali -e anche piuttosto incazzoso. Un personaggio tipicamente vintage e che rivelava diverse similitudini con il celebre ‘Howard il Papero', sboccato fumatore di sigari con un debole - perfino ricambiato - per le esponenti più belle e procaci del gentil sesso terrestre. A oggi considerato (forse indebitamente) come una delle trovate più stupide dell'intera produzione ‘parallela' alla saga cinematografica, è l'equivalente dell'Expanded Universe dell'altrettanto vituperato Jar Jar Binks, tanto che i loro pochi ammiratori se li immaginano a bere insieme in qualche sudicia taverna di Tatooine. Sullo schermo, nessuno lo ha mai più visto. Quando sul sito ufficiale Starwars.com vengono lanciati dei sondaggi il coniglione riceve sempre risposte impopolari. Solo il 3% dell'audience lo vorrebbe vedere interpretato da un attore o da un modello, solo il 2% lo avrebbe voluto vedere in un cameo cinematografico (Thrawn aveva il 54%), ma ottenne invece un buon terzo posto quando si chiese quale personaggio dell'Expanded Universe i fan avrebbero voluto vedere realizzato come action-figure. Qualcuno ha giustamente notato la somiglianza di Jaxxon con altri personaggi del mondo dei fumetti e della tv, Bucky O'Hare e Jazz Jackrabbit in primis. Jaxxon è stato creato da Roy Thomas e Howard Chaykin in omaggio a Bugs Bunny, che spesso chiamava gli stranieri con il generico soprannome ‘Jackson' (come dire: tizio). "Tutti dovrebbero amare Jaxxon - ha detto Pablo Hidalgo, fumettista ed esperto dell'universo di Star Wars e responsabile dei contenuti online per la Lucasfilm - è una cosa buona per ciascuno di noi. E' un grande livellatore. L'allarme cosmico dice che devi fermarti un attimo, prendere un bel respiro, e poi ricominciare. E' difficile un dialogo stimolante sull'Expanded Universe quando qualcuno continua a tirare in ballo carote spaziali e la sua esclamazione tipica ‘Holy Hutch!' (intraducibile: ‘santa conigliera!')". Hidalgo ha fatto apparire un esponente della razza di Jaxxon in una sua stricia, Rookies Rendezvous. Non è stato però specificato se si trattasse dello stesso Jaxxon o di un altro esemplare. Appare inoltre in un cameo in una copertina ‘variant' della più recente serie di fumetti di Star Wars a opera della Marvel, concepita per legarsi alla nuova continuity post ‘risveglio della Forza', Skywalker colpisce. Inoltre, lo stesso Hidalgo lo fa comparire nel recente web comic The Clone Wars: Invitation only, dove lo fa comparire in un poster ‘Wanted'. Nella serie animata The Clone Wars, invece, viene ritrovato uno scheletro con una tuta simile a quella di Jaxxon, il cui teschio riporta lunghi incisivi. Anche in questo caso, il destino di Jaxxon sembra imparentato con quello di Jar Jar, che il regista de Il risveglio della Forza aveva deciso di voler dichiarare morto con una modalità molto simile, salvo poi tornare sui suoi passi.

La famiglia di Chewbacca

E' facile dichiararsi fan di Star Wars semplicemente guardando e riguardando i film ufficiali dell'esalogia, ora arricchiti da Il risveglio della Forza, estendendo magari la conoscenza ai più riusciti tra i romanzi e i fumetti dedicati alla saga. Ma la vera sfida, lo sanno tutti, è essere in grado anche di guardare - e con gusto - anche tutto ciò che di solito viene ‘rimosso' e negato, perfino dallo stesso Lucas. Tra i momenti considerati più ‘kitsch' dell'intera epopea starwarsiana, un vero appassionato non può mancare di conoscere anche il famigerato Star Wars Holiday Special, diretto da Steve Binder, raffazzonato excursus televisivo a tema natalizio risalente al novembre 1978, appena l'anno successivo l'uscita in sala di Episodio IV. Tutto è ancora da definire, e questo si può a tutti gli effetti considerare il primo spin-off televisivo della saga, trasmesso per un'unica volta dall'emittente CBS e oggi gettonatissimo su YouTube (non è mai stato pubblicato in nessun formato e le uniche copie disponibili sono quelle registrate durante quella singola messa in onda). Ebbene, la vicenda vede come protagonista il nostro amato wookie insieme ad Han, in visita su Kashyyyk, pianeta natale di Chewie, per celebrare la versione galattica del Natale, chiamata Life Day. Lo speciale introduce tre membri della famiglia di Chewbecca: suo padre Attichitcuk, la moglie Mallatobuck (Malla), e il figlio Lumpawarrump (Lumpy). La famiglia vive in un appartamento del tutto simile a una casa terrestre, dall'arredamento molto ‘legnoso' ma dotato di cucina (Malla porta perfino un grembiule mentre cucina manicaretti), tostapane e tv, e si produce in siparietti comici molto basati sulla mimica, sotto i pesanti costumi di pelliccia. Malla, tra l'altro, ricompare in una versione più credibile nella miniserie a fumetti Star Wars: Chewbacca, del 2000, pubblicata ‘postuma' dopo la morte di Chewie su Serpidal, e in cui racconta, in prima persona, come lo ha conosciuto. Nei recenti comics della mini ‘The Star Wars' (in italiano Le guerre stellari, con l'articolo), adattamento della primissima stesura di Episodio IV a opera di Lucas (e naturalmente, assolutamente ‘non canon'), la famiglia di Chewbacca è identificata come "Tribù Sawa", tra le più potenti del popolo wookie. Suo padre Auzituck è un principe. Curiosamente, la tribù cambia nome in una dicitura appena successiva, diventando "Tribù Kaapauku", probabilmente un'oscillazione dovuta alla natura ancora provvisoria del materiale di partenza.

Prima apparizione di Boba Fett e cartoni vari

Ma l'Holiday special (in cui compaiono brevemente anche Mark Hamill e Carrie Fisher), è un po' tutto un susseguirsi di situazioni grottesche e improbabili. Ci sono spezzoni comici e musicali - la stessa Leia intona un canto, verso il finale - e perfino un breve cartoon, realizzato dalla casa d'animazione canadese Nelvana, che introduce addirittura uno dei personaggi più famosi della serie: nientemeno che Boba Fett. Forse uno dei pochi motivi per cui ancora si parla dello show. Nel cartone, gli animatori si presero diverse libertà, una delle più conosciute è data dal movimento degli occhi di C-3PO e dal fatto che sbatte le "ciglia". Fett, nell'intermezzo, usa il suo zainetto propulsore, che riapparirà solo quattro anni dopo, ne Il ritorno dello Jedi. Lucas fino a quel momento aveva rifiutato ogni spin-off proposto, ma l'idea di uno speciale natalizio gli piacque talmente tanto che lui stesso decise di creare il conduttore della trama, il ritorno di Chewbecca a casa per festeggiare il Life Day, mentre si limitò a supervisionare il lavoro sul segmento animato, in quanto troppo impegnato sul set de L'Impero colpisce ancora. Lo special fu prodotto con poco più di un milione di dollari, considerato, per l'epoca, uno dei budget più alti per un prodotto televisivo. David Acomba, il regista originale scelto per dirigere lo special, era un vecchio amico di Lucas e conosceva bene il suo stile registico. Acomba riuscì a girare una sola scena, prima di venire licenziato per "divergenze creative". Il neo-assunto Binder non conosceva il lavoro di Lucas e non aveva mai visto Guerre stellari. La rete, inoltre, espanse la durata dello show, da una a due ore, per poter inserire più messaggi pubblicitari. E gli ascolti furono ottimi, anche se i fan ne avrebbero poi parlato come se si trattasse di una sciagura peggiore della peste. Anche Lucas lo denigrò, fino ad arrivare un giorno, a una convention australiana, ad affermare apertamente : "Se avessi tempo e un martello, rintraccerei ogni copia dello show e la distruggerei". In seguito, nel maggio 2005, ad un'intervista con il sito StaticMultimedia.com, a Lucas fu chiesto come si rapporta con il mezzo televisivo, specialmente, con lo spin-off di Guerre stellari. La risposta fu:
« Lo special del 1978 non ha granché a che fare con noi. Non ricordo quale network lo trasmise, ma fu una cosa che fecero loro. Li lasciammo fare. Erano... Non ricordo nemmeno chi lo fece. Gli lasciammo usare i personaggi e, probabilmente, non fu la cosa più intelligente da fare, ma si impara anche da quelle esperienze ».
A proposito di cartoni, un paio di serie vennero prodotte da Nelvana dopo Il ritorno dello Jedi. La prima, Droids, vedeva protagonisti R2-D2 e C-3PO, e fungeva già da prequel alla trilogia originale, prima che esistessero i prequel. Quando poi questi arrivarono molti elementi introdotti dalla serie vennero considerati nulli, ad esempio il fatto che i due droidi abbiano diversi padroni prima di congiungersi con Luke e Obi-Wan in Episodio IV. L'altra serie si chiamava Ewoks ed era incentrata sugli odiati orsacchiotti comparsi per la prima volta ne Il ritorno dello Jedi, con protagonista il giovane Wicket. Nello show gli animaletti parlano inglese (che nella finzione filmica si chiama ‘basic'), mentre in Jedi... si esprimevano a versi. Da entrambe le serie scaturirono poi delle serie di fumetti.

A proposito di Ewok...

Non possiamo chiudere questa carrellate senza citare i due spin-off televisivi - ma uno, in Italia, arrivò pure al cinema - sui detestatissimi orsetti di Endor. Il primo, del 1984, si intitola L'avventura degli Ewoks (in originale An Ewok Adventure, che venne poi esteso, con l'uscita in laserdisc, in Caravan of Courage: An Ewok Adventure). E' diretto da John Korty e vede precipitare nel bosco una famiglia a bordo di una nave spaziale, i cui membri adulti vengono presto rapiti da un gigante. I due figli, in età puberale, si mettono così a cercarli, aiutati dagli animaletti locali. Non si sa esattamente da che pianeta provenga la famiglia (la spiegazione è lasciata volutamente in sospeso per lasciare il pubblico immaginare che potesse provenire addirittura dalla nostra Terra). Naturalmente parlano in inglese, ma non può coincidere con il ‘basic' starwarsiano, perché il film si ambienta prima de Il ritorno dello Jedi e lascia intendere che gli Ewok abbiano imparato, seppur parzialmente, il modo di parlare dei loro piccoli amici umani. Mentre non riescono a capire una parola di quello che gli dice Leia nell'Episodio VI. Il secondo capitolo, Il ritorno del Ewoks (Ewoks: The Balle for Endor) del 1985, diretto e sceneggiato da Jim e Ken Wheat, si muove invece su coordinate più fantasy e vede coinvolto un esercito e una strega con un anello dai poteri magici. Più che cancellati dalla cronologia, questi prodotti sembrano però, più che altro, essere ignorati, dato che tutto sommato il pubblico non ha mostrato di gradire in particolar modo la presenza di questi teddy bear stellari nel corso degli anni. Tanto che alcune fan-theories li danno per sterminati appena dopo la distruzione della seconda Morte Nera, dato che il generatore di Scudi si trovava proprio su Endor e che il calore generato dall'esplosione avrebbe dovuto, secondo le leggi della fisica, trasformare il pianeta in una massa incandescente.

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